Il convegno organizzato da CGIL- Filcams ha focalizzato l’attenzione sulle problematiche legate al settore terziario della nostra terra. Un settore che, purtroppo, vive un periodo buio anche a causa del crescente numero di centri commerciali nel territorio che mettono in difficoltà le piccole industrie e i piccoli imprenditori

Questo l’argomento del convegno tenutosi presso la sala conferenze del Grand Hotel Baia Verde. Presenti al dibattito Salvatore Leonardi, segretario generale regionale Filcams- CGIL Sicilia, Alessandro Resta, sindacale Auchan, Antonello Biriaco, vice presidente Confindustria di Catania, il dottor Michele Sorbera, direttore regionale Confesercenti, Giancluca Faraone, presidente COOP Sicilia, Fabrizio Russo, segretario Filcams- CGIL Nazionale, Giorgio Ragusa, vice presidente lega Copp Sicilia e Pietro Agen, vice presidente nazionale Confcommercio. A presiedere il convegno il segretario generale CGIL Catania, Giacomo Rota.

Il convegno, come si evince già dal suo titolo Terziario e grande distribuzione in Sicilia: quali le prospettive? si è posto l’obiettivo di far conoscere quanti sono i posti di lavoro persi negli ultimi anni. Si parla di numeri incredibili: più di ventimila sono i posti persi nel settore terziario in soli tre anni.

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La Federazione lavoratori commercio, turismo e servizi ha organizzato l’incontro proprio per discutere di quei contratti lavorativi senza alcuna tutela. Il dibattito, inusuale faccia a faccia tra i maggiori esponenti del settore industria, ha visto come protagonisti industriali, piccoli e medi imprenditori dalla Coop al grande colosso Auchan.

Ad introdurre l’incontro, la relazione del segretario nazionale della Filcmas CGIL Salvatore Leonardi il quale si è soffermato sulla crisi che attraversa il settore terziario. “L’Italia è l’unico paese che non ha saputo reagire alla crisi come invece hanno fatto altri paese come Germania e Regno Unito”- afferma Leonardi e poi continua -” un mercato flessibile riesce a ridurre il gravoso effetto della crisi. La depressione economica dal 2008 al 2013 ha portato 9 milioni di disoccupati”.

Sono infatti 270 le imprese del terziario, vittime della crisi e del consumo, che hanno chiuso battenti ogni giorno solo nei primi 10 mesi del 2014. Sempre negli stessi mesi il saldo tra apertura e chiusura è risultato negativo di quasi 78mila unità. Questo il quadro che emerge dall’ultimo numero dell’osservatorio sulla demografia delle imprese realizzato da uno studio di Confcommercio.

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La crisi economica che ha colpito l’Italia ha infatti portato ad un aumento della disoccupazione sino al 25%, mentre nei paese citati da Leonardi vi è stato addirittura un aumento di posti di lavoro dovuto alle garanzie e tutele che questi concedono ai cittadini.

“La crisi ha messo in luce le carenze di un governo. I governi che si sono succeduti fino ad ora non hanno lavorato per riuscire a frenare il distacco tra nord e sud d’Italia e senza un’Italia stabilmente solida non si andrà mai molto lontano”, prosegue nella sua relazione il segretario regionale Filcams CGIL.

Quali garanzie per i lavoratori? quali prospettive per i nostri giovani? Queste alcune delle domande che Leonardi pone all’attento pubblico presente in sala. Una delle problematiche della Sicilia, come confermano molti degli ospiti del convegno, è la presenza di molti, forse troppi, centri commerciali.

I centri commerciali, di cui Catania è piena, sono aperti a volte senza una vera logica di sviluppo e concentrati nelle stesse aree. “Ciò a discapito dei piccoli negozi dei centri storici oramai sempre più destinati a chiudere”

La grande distribuzione è il settore più problematico. La crisi di questo settore ha peggiorato la situazione degli ipermercati Coop. “La triste novità di quest’anno- continua ancora Leonardi- è la probabile chiusura delle coop nella zona storica di Ragusa”.

Una delle questioni tirate in ballo è quella che riguarda i 1400 lavoratori del gruppo Auchan, che ha chiuso in questi giorni la trattativa di mobilità. “Le richieste di Auchan ci sono sembrate assurde e crediamo debba farsi un esame di coscienza.- afferma ancora. Tra le richieste definite da Leonardi assurde ricordiamo la sospensione del contratto integrativo aziendale e sospensione dell’erogazione della 14esima.

Oltre Auchan, vengono menzionati altre grandi strutture presenti nel territorio che però hanno presentato già istanza di concordato preventivo tra questi Mercatone Uno con i suoi 3500 dipendenti e 79 sedi in tutta Italia.

“Il Governo Regionale è inerte. Abbiamo sperato ma il governatore e gli assessori che si sono succeduti non si sono dimostrati all’altezza della situazione” conclude Leonardi.

“I centri commerciali non solo non portano lavoro ma hanno creato veri e proprie voragini occupazionali danneggiando altri settori come quello terziario. A Catania i piccoli e medi negozi sono in crisi da tempo perchè sovrastati dai grandi centri commerciali”– ci dice il presidente Confindustria Catania, Biriaco.

Di chi è la responsabilità? nulla nasce all’improvviso. In 10 anni la provincia di Catania vede un’esplosione di centri commerciali che non ha pari in Europa- afferma Pietro Agen e conclude- Viviamo una crisi che non vede ripresa, abbiamo i primi licenziamenti e purtroppo credo che non saranno gli ultimi”

Chiaro anche l’intervento del primo cittadino catanese, giunto al convegno per un saluto.

“Ho la tentazione di togliermi qualche sassolino dalla scarpa, dice Bianco per poi proseguire “si devono fare delle analisi su chi ha le responsabilità. Nella città di Catania tra il 2012 e 2013 è stato compiuto uno scempio: non c’è città in Italia che ha avuto autorizzazione per aprire così tanti centri commerciali quanti ne ha avuti la realtà catanese”

“Comune, Provincia e Regione hanno la responsabilità di aver portato squilibrio e difficoltà nella tradizionale distribuzione che faceva di Catania la capitale commerciale dell’isola”

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