Finalmente volge al termine la più brutta e inutile campagna elettorale di tutti i tempi che molto probabilmente ci costringerà a subire la peggiore classe parlamentare di sempre: pazienza e coraggio, supereremo anche questa. In attesa di risultati che comunque andrà saranno un disastro, poniamo un tema sollecitato dalla lettura di due note. La prima, su FB di un esponente storica del movimento degli insegnanti precari GAE Infanzia, Giusy Rizzotti, che posta il messaggio in foto a sinistra. La seconda un comunicato giunto in redazione del sindacato di polizia SIAP che descrive, con la foto a destra, lo sconcerto degli agenti di servizio a tutela dei seggi nel constatare che in una scuola di Giarre manca persino l’acqua calda…

Il tema è questo: votiamo per chi ci pare, ma guardiamoci attorno!

Osserviamo come ci ha ridotto la nostra apatia verso una rappresentanza politica così scarsa ed incapace.

Guardiamo le strade che ci conducono al nostro seggio, le buche, la sporcizia, il degrado, la sciatteria.

Osserviamo ai semafori frotte di persone di ogni colore che per sopravvivere, soli e lontani dalle proprie terre, lavano vetri a gente scontrosa che non ha alcuna voglia di farseli lavare.

Guardiamo la nostra gente: stanca, indaffarata, raramente sorridente.

Entriamo in queste scuole adibite a seggi elettorali e lì, un attimo, diamo uno sguardo, pensando che da quello squallore spesso persino pericoloso e fuori norma, passa il futuro della nostra Italia.

Il comunicato del sindacato di polizia SIAP: “I bambini della scuola elementare San Giovanni Bosco nella frazione di Carrubba a Giarre, non possono lavarsi con acqua calda, poiché in tutta la scuola non sono stati istallati gli scaldabagni. Lo hanno accertato i due poliziotti che sono stati inviati per il servizio di vigilanza ai seggi elettorali che con sorpresa hanno scoperto che non c’era neanche uno scaldabagno montato. Inutili le chiamate al comune di Giarre per rimediare, e forse abbiamo compreso che non è l’unica scuola. Non si concepisce come in una scuola elementare, il Sindaco non abbia dato immediata disposizione per l’istallazione dei scaldabagni, fatto che oltre a destare perplessità viola le normative di legge sui luoghi di lavoro. Il Siap appresa la notizia oltre ad avvertire il Sig. Questore, ha tentato di risolvere la faccenda ma vista l’impossibilità a reperire uno scalda acqua, ha deciso di intervenire per il bene dei bambini della frazione e, al termine delle elezioni si impegna a contattare la direttrice scolastica per donare dei scaldabagni ai ragazzi della Scuola Elementare in questione.”

Che dire?

Occorreva che intervenissero i poliziotti?

Che ci stanno a fare le varie autorità preposte alla sicurezza ed al benessere di luoghi pubblici così importanti e delicati come le scuole elementari?

A che servono elezioni democratiche, o presunte tali, se si tollera un sistema così barbaro e parassita da non riuscire a garantire neanche l’acqua calda ai nostri bambini delle elementari?

Allora, guardiamoci attorno e poi votiamo.

E dopo aver votato, ricominciamo a guardarci attorno con l’obiettivo di non accettare supinamente tutta questa sciatteria, individuiamo i parlamentari eletti nei nostri collegi e stiamogli col fiato sul collo a partire dalle prossime settimane.

Divulghiamo e controlliamo ogni atto che compiranno, e soprattutto quelli che non compiranno.

Cominciamo a pretendere uno scaldabagno in una scuola elementare: “Con i nostri bambini che passano più tempo della loro vita dentro quelle aule che in casa nostra. E pensiamo che lì si forma un Cittadino, la sua Libertà, la sua Vita.”

In pratica, il nostro Futuro, il Futuro di questa splendida Nazione che non merita la nostra rassegnazione.

Da domani sarà di nuovo campagna elettorale e speriamo, con tutto il cuore, sia quanto meno più dignitosa e che la nostra gente torni ad impegnarsi un pò di più per il bene comune.