Non ha precedenti l’iniziativa di ben 23 consiglieri comunali, la maggioranza assoluta, che hanno raccolto le firme per costringere Enzo Bianco a rispettare la legge presentandosi in consiglio comunale con la relazione semestrale imposta dalla normativa e mai ottemperata. Tra i firmatari molti i consiglieri della sempre traballante maggioranza

E’ proprio un momentaccio per Enzo Bianco che continua a girare come una trottola tra cerimonie e improbabili inaugurazioni mentre i suoi uomini cadano come birilli, alcuni coinvolti persino in pesantissime indagini giudiziarie.

E adesso si arriva all’affronto diretto da parte della maggioranza assoluta dei consiglieri comunali, ben 23 su 45 (molti della maggioranza e non hanno firmato almeno 6 dell’opposizione perché fuori sede!), che lo hanno di fatto denunciato per non aver mai ottemperato ad una precisa norma di legge che impone ai sindaci, anche a quelli intergalattici, di relazionare in Consiglio ed alla Città almeno ogni sei mesi.

 I 23 consiglieri, primo firmatario il vice presidente vicario Sebastiano Arcidiacono, denunciano  che “dalla data del suo insediamento nel giugno 2013, ad oggi, il Sindaco non ha ottemperato a quanto disposto dalle norme”, e cioè l’art. 17 della L.R. 7/92 e l’art.28.3 dello Statuto Comunale.

Quest’ultimo in particolare impone che “Ogni sei mesi il sindaco presenta una relazione scritta sullo stato d’attuazione del programma illustrando l’attività svolta ed eventuali fatti o provvedimenti particolarmente rilevanti, nonché le scelte prioritarie che intende compiere.”

Il sindaco Bianco non lo ha mai rispettato, eppure di cose da spiegare alla Città ce ne sarebbero parecchie, a parte il fatto che non si può certo straparlare di legalità quando non si osservano le regole più elementari.

E adesso tocca alla presidente del Consiglio Francesca Raciti convocare il sindaco Bianco per costringerlo a rispettare la legge.

Tra i firmatari della richiesta ai sensi dell’art. 21 comma 4 dello Statuto comunale, ben due vice presidenti del consiglio stesso, il Vicario Sebastiano Arcidiacono e Tuccio Tringale, sei presidenti di commissione (Coppolino, Notarbartolo, Balsamo, Zappalà, Tomarchio e Giuffrida), due vice presidenti di commissione (Saverino e Anastasi) e due capi  gruppo (Sgroi di Progetto Popolare, Bosco di Forza Italia).

Molti gli appartenenti alla stessa maggioranza che, almeno sulla carta, sostiene in consiglio le iniziative di Enzo Bianco e spicca tra i firmatari della pungolatura la presenza dell’intero gruppo di Catania Futura che fa rifermento al deputato regionale Nicola D’Agostino ed all’amministratore delegato di SAC Nico Torrisi.

Nella serata di sabato è poi giunta la dichiarazione del capogruppo di “Con Bianco per Catania” Alessandro Porto, tra gli ultimi fedelissimi del sindaco ed ormai noto per gli interventi che passeranno alla storia della città: “”E’ lo stesso sindaco Bianco a voler illustrare al Consiglio i tanti progetti realizzati per la nostra città che sta finalmente cambiando volto: dalla Metropolitana al Patto per Catania e altri strumenti attivati con finanziamenti per un miliardo di euro che produrranno sul nostro territorio settemila posti di lavoro all’anno per tre anni, dalla raccolta differenziata porta a porta allo sviluppo di porto e aeroporto. Lo stesso Sindaco d’altra parte, ha più di una volta annunciato che avrebbe, nei primi mesi del nuovo anno, in coincidenza con l’avvio operativo del Patto per Catania e della nuova tratta della Metropolitana, illustrato al meglio al Senato cittadino quello che è stato fatto e i progetti futuri per Catania grazie al lavoro svolto in questi anni dall’Amministrazione anche grazie a una piena collaborazione con il Consiglio comunale. La richiesta avanzata in questi giorni in tal senso, al netto di qualcuno che vuole a tutti i costi strumentalizzare, nasce proprio dall’intento di far emergere questo importante ruolo del Consiglio”.

Ha dimenticato il percorso nebulizzato per i crocieristi annunciato 4 anni fa e per il resto nessuna delle cose elencate da Porto sono dipese o dipendono dall’amministrazione comunale.

Andiamo bene.

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