Se qualcuno, e non si capisce chi potrebbe, aveva ancora dubbi sul caos totale di questi ultimi 5 anni di amministrazione Bianco, quanto accade tra i corridoi di Palazzo degli Elefanti lo hanno chiarito la Segretario/Direttore Generale Antonina Liotta e l’attuale Capo di Gabinetto (il precedente si è dimesso ed il penultimo è stato interdetto) Gianluca Emmi (che è anche vice segretario generale) rispondendo ad un’indagine dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) in merito all’ormai famoso “Ufficio Stampa Abusivo del Comune di Catania”: “Sono stati diffidati!”

Il procedimento era stato aperto a seguito della denuncia del leader di Catania Bene Comune Matteo Iannitti che segnalava alcuni fatti specifici riassumibili in due fattispecie.

Il primo: la presenza presso il comune di Catania di una sorta di Ufficio Stampa irregolare nel quale operavano senza alcun titolo persone di fiducia del sindaco Bianco, qualificate pubblicamente dall’assessore D’Agata come dipendenti privati dello stesso Bianco.

Il secondo: l’utilizzo illegale dell’ufficio stampa di comune e Città Metropolitana per attività di propaganda elettorale espressamente vietata dalla legge.

Il procedimento è stato archiviato dall’Autorità, in quanto alla seconda fattispecie, sol perché i comunicati oggetto della denuncia, riconosciuti come scorretti, sono stati rimossi dai siti istituzionali e, quanto al primo motivo, perché il Segretario/Direttore Generale Antonina Liotta ed il Capo di Gabinetto del Sindaco Gianluca Emmi, con una nota del 27 febbraio 2018, hanno dichiarato bellamente all’Autorità che “i sigg. Giovanni Iozzia e Giuseppe Lazzaro Danzuso non intrattengono alcun rapporto lavorativo né contrattuale con il Comune di Catania e la loro attività non è pertanto riferibile al Comune.”

Nella stessa nota i dirigenti dell’amministrazione Bianco arrivano ad affermare che “la dicitura “Comune di Catania-Uffcio Stampa (utilizzata dai due “abusivi” Iozzia e Lazzaro Danzuso, ndr) è assolutamente impropria e non autorizzata dal Comune e pertanto (ci sono dei puntini di omissis nella delibera…, ndr) e pertanto è stata inoltrata apposita diffida alla riproduzione della predetta dicitura.”

Capperi, addirittura: si sono svegliati!

Un’affermazione che conferma platealmente la consistenza delle tante segnalazioni, anche oggetto di accertamenti giudiziari, fatte da numerosi esponenti dell’opposizione consiliare e rende altrettanto plasticamente lo stato mellifluità vigente al primo piano di Palazzo degli Elefanti.

È imbarazzante, oltre che gravemente falso, sostenere da parte dei vertici dell’amministrazione Bianco questa “estraneità” innanzi ad un’Autorità in sede d’indagine, quasi che i signori Iozzia e Lazzaro Danzuso siano praticamente degli sconosciuti, quasi dei pazzi millantatori che per 5 anni hanno decine di comunicati al giorno in nome e per conto del comune di Catania, nonostante avessero, e forse hanno tutt’oggi persino delle stanze a disposizione (per la precisione, la n.35 al primo piano, con Liotta alla 38!) proprio accanto a quelle degli stessi dirigenti e sindaco.

Non si sono accorti, per cinque anni, i signori Antonina Liotta e Gianluca Emmi di cosa facessero ogni giorno al comune Giovanni Iozzia e Giuseppe Lazzaro Danzuso?

Ed oggi se ne escono con questa “dichiarazione” del 27 febbraio 2018?

E questo che ci si dovrebbe attendere dalla Responsabile dell’Anticorruzione del Comune di Catania, la stessa che ancora non risulta si sia espressa sul macroscopico caso di incompatibilità in cui versa un assessore della sua giunta, Fortunato Parisi?

Così come non si accorge di tutte le proroghe milionarie, le transazioni,gli affidamenti e tanto altro.

Emerge il quadro sconfortante di un metodo di gestione della Cosa Pubblica improntato alla mistificazione costante, all’imbroglio delle carte, all’assoluta mancanza di trasparenza, alla costante ed impunita violazione di legge, allo scarico di responsabilità adesso che la nave è già mezza affondata e qualcuno di quanti si sono divertiti per cinque anni comincia a finire sotto la lente degli investigatori e persino in galera, col tentativo disperato e patetico di “salvarsi chi può”.

L’ennesimo esempio.

Impunito.