Dopo diverse segnalazioni di cittadini rassegnati, Sudpress continua la crociata delle strade dismesse. Questa volta ad essere nel mirino sono piazza Verga, viale Vittorio Veneto e il viale Mario Rapisardi. Il risultato? Sempre lo stesso: asfalto a pezzi, le stesse buche rattoppate inutilmente e costosamente cento volte, degrado ovunque e rischio incidenti

Sudpress non si ferma a poche vie del centro storico, ma prosegue il report sulle condizioni delle strade arrivando ad una preoccupante riflessione: la situazione è peggio di quello che si pensava.
Partendo dalla centralissima piazza Verga, proprio di fronte al Palazzo di Giustizia, lo scenario è avvilente: ampie porzioni di pavimentazione sono del tutto inesistenti. La piazza è molto frequentata e particolarmente sfruttata come parcheggio. Quotidianamente le macchine percorrono quella zona per entrare o uscire e quel che si nota e’ la non poca difficoltà di ogni automobilista a evitare le buche, il più delle volte senza mai riuscirci!

Il vicino viale Vittorio Veneto non è certo escluso da questa lista nera di strade degradate. Erroneamente si potrebbe pensare che, essendo una delle strade principali del centro che collega il corso Italia con la Circonvallazione, sia più curata. Beh, non è così. Anche in questo caso diverse aperture e crepe tendono agguati, difficili da evitare soprattutto la sera: alcune buche sono piccole, ma profonde, quindi rappresentano comunque un pericolo proprio perché sono poco visibili da lontano. Così, all’ultimo minuto ci si accorge di loro e solo una notevole prontezza di riflessi aiuterebbe il conducente a rimanere stabile sul mezzo.

Ma le segnalazioni più accanite riguardano la parte alta del viale Mario Rapisardi, altra arteria principale della città, percorsa ogni giorno e a qualunque ora da migliaia di automobilisti. Qui i problemi di logoramento del manto stradale si riscontrano non tanto verso il centro ma nella zona di Nesima e oltre dove, sul marciapiede e in prossimità degli incroci, grandi crateri sono ormai la nota distintiva della zona.

Purtroppo la prima cosa che salta all’occhio è che più si va in periferia, più l’abbandono è palpabile, non ci sono nemmeno tentativi di copertura attraverso i tappetini d’asfalto, visibili invece in alcune strade centrali, già esaminate, come la parte alta di via Caronda e di via Entea.

Siamo di fronte ad una parte della città dimenticata e abbandonata? Quanto bisognerà attendere per sistemare le strade che si trovano in pessime condizioni? Questi sono gli interrogativi che assediano cittadini arrabbiati, ma ormai stanchi e disillusi