All’indomani delle elezioni amministrative già si pensa ai volti che affiancheranno il nuovo Sindaco Salvo Pogliese per i prossimi cinque anni. Oltre ai nomi dei componenti della Giunta che sono stati già fatti (Fabio Cantarella vicesindaco, Roberto Bonaccorsi assessore al Bilancio, Sergio Parisi allo Sport e Ludovico Balsamo) e a quelli che si dovranno fare, lo sguardo non può non andare anche agli uomini della “vecchia guardia” inseriti in posti chiave, ad esempio quelli ai vertici delle partecipate comunali, Multiservizi, Sostare, Sidra, Asec e Amt in primis, ma anche il comitato per i festeggiamenti agatini il cui presidente è proprio quel Francesco Marano, il collaboratore più stretto dell’ex sindaco. 

Marano è già dato in partenza anche perché il suo ruolo di  vice segretario regionale del Partito democratico aveva fatto scalpore considerato che la presidenza del comitato per i festeggiamenti agatini dovrebbe essere superpartes e in linea con la tradizione prettamente religiosa che si conviene al massimo rappresentante del comitato che invece ha un incarico importante nel partito più importante della sinistra ora all’opposizione, provocando così una macroscopica violazione dello statuto dello stesso comitato laico-religioso..

Eccoli allora gli altri fedelissimi dell’ex Bianco: Giovanni Giacalone  presidente di Multiservizi che proprio a pochissimi giorni dal voto ha organizzato una festa per il ventennale dell’inizio dell’attività della società (in realtà scaduto a febbraio) che Sudpress ha denunciato, facendo atto di fedeltà assoluta all’ex “imperatore” proprio davanti ai dipendenti e alle loro famiglie venuti solo per una festa e trovatisi in mezzo ad un comizio elettorale. E poi il presidente dell’Amt Puccio La Rosa in quota Sammartino, Luca Blasi presidente di Sostare molto vicino a Nico Torrisi che poi ha sostenuto Pogliese con la lista “Catania in azione”. Del resto era stato il parlamentare di riferimento del gruppo, Nicola D’Agostino, a lasciare liberi i suoi uomini. Tra gli altri bianchisti, il presidente della Sidra Alessandro Corradi anche lui in quota Sammartino e passato alle cronache per aver assunto alcuni “amici” in qualità di consulenti come Sudpress ha documentato.

Da Palazzo degli Elefanti, il Capo di Gabinetto del Sindaco, Gianluca Emmi, prima vice di Beppe Spampinato (con cui Bianco entrò in rotta di collisione misteriosamente) e chiamato subito a ricoprire la carica fino alla fine della sindacatura Bianco, è stato visto aggirarsi in piazza Duomo proprio in coincidenza con il primo tour da neosindaco Salvo Pogliese, sarà un segnale?

Egualmente al vertice dell’ASEC, dopo le dimissioni dell’ex presidente Francesca Garigliano e dell’altro consigliere d’amministrazione c’è Francesco Bizzini, legato sempre all’ex sindaco ed in quota PD.

Per le società partecipate con percentuali minori del Comune di Catania, vicino a Bianco e iscritto al Pd, c’è Giuseppe Rizzo presidente di Acoset.

Storicamente legato alla destra catanese, è il presidente dell’Azienda Metropolitana Trasporti, Puccio La Rosa con lunghi trascorsi in Alleanza Nazionale, poi passato armi e bagagli al gruppo di Luca Sammartino.

Posizione particolare quella dell’avvocato Francesca Garigliano, costretta ad abbandonare la guida dell’ASEC dopo una violenta aggressione politica subita da parte dell’amministrazione Bianco con l’avvio della procedura di revoca per essersi opposta alla proroga illegittima del direttore generale Giovanna D’Ippolito, anch’essa manco adirlo in quota Sammartino.

Come di norma accade all’indomani di una elezione che azzera quasi del tutto l’amministrazione di una città, con un ricambio che parte dal vertice, il sindaco e coinvolge pienamente anche il Senato cittadino, è normale aspettarsi che molti dei nomi chiacchierati e sentiti nei cinque anni precedenti, qualora non abbiano già cambiato bandiera in corsa, o rinunciato, adesso decidano a bocce ferme e risultati acquisiti di riorganizzare il proprio presente futuro politico.

Cosa cambierà adesso, con la nuova amministrazione di centro destra? Chi resterà in sella, magari decidendo di fare il proverbiale “salto della quaglia”?