A pochi giorni dal derby col Catania, in conferenza stampa il capitano del Trapani Luca Pagliarulo, ha analizzato i temi della sfida: “Un derby è sempre una partita a sé che però vale sempre tre punti. Sarà una gara determinante per quanto riguarda la classifica perché affrontiamo una squadra in ripresa ma che ci sta dietro. Dobbiamo cercare in tutti i modi di tenerla dietro e quindi di tornare a casa con qualche punto. Per noi è una partita decisiva perché mancano sempre meno giornate alla fine e potrebbe essere questo il match della svolta. E’ una sfida che va affrontata con il giusto piglio e con la giusta determinazione. Conosciamo bene la rosa del Catania, composta da giocatori di alto spessore, ma li affronteremo senza problemi. Non ci tiriamo di certo indietro perché quando le sfide sono difficili, sono sicuramente più belle da affrontare. In questa stagione ci sono mancati diversi punti in trasferta, dobbiamo cercare in queste ultime giornate di fare bene anche fuori casa. Cosa è cambiato rispetto all’andata? Il Catania ha cambiato tantissimo rispetto ad allora, una partita in cui fummo recuperati sul pari dopo il nostro doppio vantaggio. Adesso ci aspettiamo una gara combattiva, loro hanno un modulo votato all’attacco e noi dovremo essere bravi ad arginare questa loro caratteristica offensiva e magari sfruttare i nostri punti di forza. Non mi sarei mai aspettato ad inizio stagione di vedere il Catania in questa posizione di classifica perché tra le squadre che sono nella parte destra della graduatoria è quella che ha certamente l’organico migliore. Noi siamo partiti bene, abbiamo fatto un buon girone d’andata poi però c’è stato un momento negativo con dei risultati che non sono arrivati e ci siamo ritrovati invischiati in questa situazione comunque non tragica. Una situazione allertante da cui siamo usciti piano piano con le nostre convinzioni e con le giuste motivazioni. L’impatto di Cosmi? Il mister è arrivato con lo spirito combattivo perché sapeva di trovare una situazione non tragica ma sicuramente difficile. Sin da subito ha cercato di cambiare qualcosa nella nostra testa, cominciando a lavorare di più sull’aspetto mentale e poi ha messo su due-tre concetti di squadra che sono stati anche assimilati velocemente. Cambiare modulo non è stato facile, però il mister è riuscito a trovare le giuste caratteristiche con il 4-3-1-2. Tutto sta nell’interpretazione di noi giocatori perché siamo noi che alla fine andiamo in campo cercando sempre di avere la giusta motivazione e determinazione. Se mi è pesato stare fuori in qualche partita? Sì, ma diciamo che non l’ho fatto pesare. Mi sono sempre messo a disposizione di tutti e ho continuato a lavorare rimboccandomi le maniche. Ho voluto continuare il lavoro che ho sempre fatto, ho dimostrato che si può andare avanti nonostante alcuni periodi non proprio positivi”.