Sono notevoli i disagi manifestati da residenti, passanti ma sopratutto da quanti lavorano negli uffici che si trovano in via Caronda alta, a causa del blocco, con transenne in plastica, che impedisce di tornare in circonvallazione dalla rotatoria da cui si snoda proprio via Caronda, costringendo di fatto gli automobilisti a percorsi alternativi, con giri ben più lunghi intorno agli isolati, rischiando di rimanere imbottigliati nel traffico, specie a certe ore. Il tutto, a seguito della nuova disciplina del traffico nella zona a sud del Tondo Gioeni, inaugurata lo scorso maggio, nei giorni immediatamente precedenti al taglio del nastro sulla monumentale fontana

Un piano per la viabilità dunque, che continua a lasciare più di un dubbio, quello per la zona a sud del tondo Gioeni, malgrado i lavori per il frontone e la fontana monumentale voluti fortemente dall’ex amministrazione comunale e ultimati non in sei mesi, come detto inizialmente, ma nel triplo del tempo, avrebbero dovuto dare un nuovo assetto alla zona dal punto di vista della mobilità e dello smaltimento del traffico, dopo le critiche dure nel corso degli anni, prima per l’abbattimento del vecchio ponte e successivamente per la chiusura di diverse arterie durante lo svolgimento proprio dei recenti lavori.

In realtà il miglioramento c’è stato solo in parte: quanto lamentato da chi vive o va a lavorare quotidianamente nella zona, è proprio un problema di viabilità congestionata e dunque perdita di tempo nel traffico, semplicemente perchè il breve tratto di strada, che dalla circonvallazione porta in via Caronda immediatamente dopo il torna-indietro che ha sostituito il ponte abbattuto, consente di entrare ma non di uscire. Consente di arrivare alla rotatoria e poi di proseguire per via Palazzotto, via Caronda appunto e via Rosso di San Secondo ma non di tornare su viale Odorico da Pordenone.

 

Una vera assurdità, a cui si spera l’attuale amministrazione possa porre rimedio in tempi brevi, per evitare inutili ingorghi e semplificare la vita agli automobilisti, che sono spesso costretti a proseguire per poi svoltare nelle traverse che sbucano in via Etnea e risalire fino alla circonvallazione, soltanto per un breve tratto di strada rimasto ancora inspiegabilmente bloccato, senza reali motivazioni di carattere tecnico.