Poteva essere una tragedia, quella successa al liceo classico Spedalieri di Catania. Le immagini che vi mostriamo sono forti e non siamo soliti pubblicare video di questo tipo. Ma si sta superando il limite e forse solo mostrando quello che è successo a questo studente si riuscirà finalmente a porre la giusta attenzione sullo stato di sicurezza dei luoghi in cui i nostri giovani passano la maggior parte del loro tempo: le scuole! 

Andare a scuola e rischiare di rimanerci secchi. Può succedere anche questo a Catania.
Assemblea d’istituto. I candidati alla rappresentanza d’istituto del liceo Spedalieri di Catania stanno presentando ai compagni i loro propositi per migliorare l’istituto e aggiudicarsi così il voto.
“O ca***, è rimasto attaccato!”, esclama la ragazza che sta girando il video. Lo studente che sta tenendo il suo accorato comizio si è appoggiato alla ringhiera del cortile ed è rimasto attaccato, percorso da una forte scossa elettrica. Un problema di dispersione di corrente, probabilmente.

Il volto contratto. Gli spasmi muscolari sono evidenti. Poi finalmente riesce a staccarsi. Barcolla. I compagni lo sostengono. Frequenza cardiaca a 150 battiti al minuto e pressione alle stelle.
Per  due settime non ha potuto contrarre i muscoli delle mani, ma per fortuna è ancora vivo. Poteva rimanerci secco e a dirlo è il medico che lo visita in Pronto Soccorso subito dopo l’accaduto. Sarebbe bastato pesasse qualche chilo meno.

Facciamo notare che la corrente non si è interrotta nel momento dell’anomala dispersione che ha rischiato di folgorare il ragazzo, segno che i dispositivi “salva vita”, ammesso che ci siano, non hanno funzionato.

Non siamo soliti mostrare immagini di questo tipo e l’obiettivo non è certo il clickbaiting.
Questo è quanto hanno scoperto i nostri ragazzi di SUDlife approfondendo il tema delle proteste studentesche degli ultimi giorni. È davvero questa la Buona Scuola che abbiamo riservato ai nostri figli?

È troppo facile derubricare le loro proteste in “scuse per far vacanza”. Guardatele queste immagini: guardate le foto delle strutture fatiscenti, ascoltate le parole di questi ragazzi che fanno lezione in classi dove le temperature arrivano ai 5 C°.

Non sono scuse. E non chiedono la luna. Chiedono una scuola SICURA.

Pare che nell’istituto in questione manchi addirittura la certificazione di agibilità. Gli studenti hanno tentato un dialogo con la dirigente scolastica. Ma i controlli promessi a seguito dell’incidente – datato 24 ottobre e non balzato alla cronaca per il suo fortuito lieto fine – pare che non siano mai stati effettuati.

Questi ragazzi meritano risposte. E che siano valide.