Caditoie ancora otturate dalla cera dopo le festività agatine, strade al buio, basolato pericoloso e la questione tanto dibattuta del nodo Gioeni. Il confrontro tra l’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Bosco e la III Circoscrizione

Viabilità e antisismica sono da sempre i talloni d’Achille per la città etnea. Oltre alle lunghe file di automobili “in processione”, sui nervi dei catanesi grava quotidianamente l’insufficiente sicurezza stradale. Celebri e leggendari quanto quelli da Muntagna, infatti, sono i “crateri” delle vie cittadine.

Per discutere di sicurezza tout court e alla ricerca di soluzioni possibili, l’assessore Luigi Bosco ha incontrato il Consiglio della III Circoscrizione. La tematica su cui è stata rivolta maggiore attenzione è la bretella che snellirà del 15-20% il traffico della Circonvallazione all’altezza dell’ex Tondo Gioeni collegando via Castorina a via Vincenzo Giuffrida.

Il progetto – due corsie più i marciapiedi – previsto dal programma triennale delle opere pubbliche da anni e mai realizzato da nessuna amministrazione, era stato rispolverato nei mesi scorsi dall’assessore Bosco e promesso “per tempi brevissimi”. Dunque, a che punto siamo? “Il Comune ha detto di essere pronto per i lavori, ma non è proprio così”, ha commentato il presidente della III Circoscrizione Salvo Rapisarda a cui l’assessore Bosco ha risposto promettendo l’avvio dei cantieri in estate: “E’ stato completato il piano di espropriazione dei terreni, il progetto è pronto, stiamo attivando le procedure per gli espropri. I lavori si concluderanno nei primi mesi del 2017”.

RISCHIO SISMICO

“Catania è la città con il più alto rischio sismico d’Europa – ha detto Bosco – se dovesse accadere un terremoto di forti dimensioni, si potrebbero contare 160mila morti. Questo dato allarmante deriva dalla costruzione fino al 1982-1983 di edifici non a norma. Per troppo tempo Catania ha risolto il problema mettendo la testa sotto terra come gli struzzi. Adesso è una priorità, per questo è stato stabilito l’avvio di rilievi specifici in 30 scuole e sarà inserita una norma nella prossima finanziaria per aiutare i condomini a mettersi in sicurezza con il 65-70% di sgravi. Anche l’abbattimento del ponte del Tondo Gioeni rientra in quest’ottica: era obbligatorio. Un sottopassaggio da via Caronda sarebbe tecnicamente possibile ma realizzare un cantiere in quel punto snerverebbe ancora di più i catanesi. Speriamo che l’apertura a giugno della stazione metro di Nesima ed entro Natale l’inaugurazione delle stazioni treno di Picanello, Ognina e Rotolo favoriranno di molto la viabilità”.

LA SICUREZZA DELLE STRADE NEL CENTRO URBANO

Diverse le segnalazioni dei consiglieri Orazio Grasso, Emanuele Nasca, Gianfranco Riolo, Fabio Currò, Marco Leonardi, Marco Mirici, Ruggero De Caro, Antonio Fusco e Dario Grasso che hanno lamentato problemi per l’incolumità dei guidatori e dei pedoni: dal manto stradale dissestato in via E. D’Angiò, via E. Pantano, via G. De Felice, via Ingegnere ai tombini e alle caditoie intasate dalla cera dopo le festività agatine nelle centralissime via Etnea e via Caronda; dai marciapiedi danneggiati (o ancora peggio, nel caso di via Etnea, alla stessa altezza del manto stradale) all’illuminazione carente di Largo Pascoli, a quella mancante da 2 mesi in tratti di via F. Corsa e in via Val di Savoia e a quella a dir poco “singolare” quanto pericolante in via Adrano dove un masso di cemento mantiene un palo della luce. Inoltre, sono state comunicate a Bosco l’assenza di segnaletica orizzontale nell’incrocio tra via E. Pantano e via Grotte Bianche e di scivoli per l’accesso dei disabili.

Alle segnalazioni – e soprattutto alle critiche arrivate dall’opposizione – Bosco ha risposto invitando a non cadere nelle “mistificazioni mediatiche”, come nel caso delle polemiche scoppiate dopo la colata di cemento che ha eguagliato la quota del marciapiede e della strada in via Etnea, oltre a quella rumorosissima sul sagrato del Duomo (che ha coinvolto pure Vittorio Sgarbi e Striscia La Notizia). L’assessore ha assicurato che si tratta di situazioni gravi ma preesistenti (per il Duomo risalente addirittura al 1920). Il problema c’era già ma perché non sistemare piuttosto che aggravare? 

Per quanto riguarda, invece, la difficoltà di sistemare il basolato, l’assessore Bosco ha fatto riferimento al complicato contatto con “maestranze ormai scomparse”. Condizione che limiterebbe la possibilità d’azione del Comune, come nel caso dei furti di rame che avrebbero provocato 100mila euro di danno soltanto per le asportazioni avvenute in via Santa Sofia e in viale Tirreno. “Dov’erano i cittadini? Perché non hanno denunciato come è avvenuto in via Del Bosco? In un momento di difficoltà finanziaria come questo, sono danni molto rilevanti. Il Comune deve agire come un padre di famiglia oculato”.

Via Enrico Adolfo Pantano