È stato da poco approvato il bilancio e subito è scattato il solito giubilo del sindaco Bianco affiancato dall’assessore regionale Anthony Barbagallo. Giubilano facilmente, si sa. Ma al Teatro Bellini di Catania, lo abbiamo segnalato più volte, la trasparenza prescritta dalla legge continua a rimanere un optional. Nonostante questo però si scovano cose interessanti.

Il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania è un ente pubblico ed in quanto tale sottoposto ai relativi obblighi di trasparenza imposti dalla legge.

Tanto è vero che è stata istituita, anche se con notevole ritardo, la sezione “Amministrazione Trasparente” e pubblicato l’apposito “programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2016-2018”.

Qui, a pagina 4, si legge:

Bene, vediamo.

Aprendiamo dallo stesso documento per la trasparenza che il responsabile è il direttore amministrativo dell’ente:

E cominciamo bene col notare che di questo “direttore amministrativo”, proprio in ossequio alla trasparenza, non si ha alcuna notizia e nemmeno è indicato chi sia o ne svolga le funzioni:

Proprio non se ne fa menzione, come del resto non si ha notizia di chi siano il direttore tecnico e il direttore agli allestimenti scenici. Sulla pagina del sito  del teatro dedicata alla dirigenza è mistero.

Come del resto non vengono rispettati gli obblighi di pubblicazione dei dati reddituali dei componenti il CdA che si limitano a pubblicare ciascuno il proprio curriculum:

Ma la sezione più interessante ai fini della Trasparenza è ovviamente quella dedicata ai provvedimenti degli organi esecutivi e di indirizzo.

Per quanto riguarda le delibere del Consiglio di Amministrazione, presieduto dal sindaco Enzo Bianco con Vice Presidente Maria Rosa De Luca, sono fermi addirittura ad un anno addietro, settembre 2016:

Vabbè.

Ma fra gli atti esecutivi quelli che dovrebbero essere sottoposti alla maggiore trasparenza possibile dovrebbero essere quelli del sovrintendente che al momento è ancora Roberto Grossi.

E qua sono dolori considerato il ritardo nella loro pubblicazione e ancor di più perché a quanto pare gli atti li pubblicano “a saltare.

Intanto la sezione, chissà perché, è stata aggiornata soltanto lo scorso 29 settembre, data in cui sono stati inseriti i provvedimenti relativi ai mesi di marzo, aprile e maggio 2017, quindi ben sei mesi dopo l’efficacia degli atti stessi, un pò tardino per garantire quel “controllo diffuso” imposto dalla legge.

Lasciamo stare che vengano pubblicati in formato compresso, aspetto che ne impedisce l’accesso immediato anche questo richiesto dalla legge.

Quello che suscita le maggiori perplessità è il fatto che nei vari elenchi mancano un numero considerevole di provvedimenti.

Nel solo mese di maggio, come può vedersi nell’immagine di copertina, su 41 provvedimenti pubblicati ne sono omessi 12, il 30%!

Mancano all’appello le delibere 168, 186, 189, 190, 201, 202, 203, 206, 208, 210, 213 e 214.

Strano.

Cercheremo di capire.

Intanto, pur sapendo che al Teatro Massimo Bellini non leggono di certo Sudpress, approfittiamo dello spazio, magari qualcuno riferisce, per chiederne l’immediata pubblicazione e annunciamo che formalizzeremo la richiesta con le modalità ed ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs 33/2013.

Tuttavia, tra i provvedimenti pubblicati qualcosa di interessante l’abbiamo trovata.

E ne parliamo alla prossima puntata.