Rilanciano l’allarme i sindacati del Teatro Massimo Bellini di Catania che dopo le denunce delle scorse settimane sull’insipienza del governo regionale ora temono un colpo di mano che potrebbe dare il colpo di grazia ad un patrimonio ridotto all’asfissia. Mentre infatti l’attuale governance non riesce neanche a presentare i bilanci, sta per scadere il mandato del sovrintendente Roberto Grossi voluto dall’ex sindaco Enzo Bianco, sulla cui gestione abbiamo scritto più volte e che ha costretto il Teatro ad una insopportabile agonia: torni serenamente da dove è venuto! Tra i nomi di possibili successori ne circolano alcuni, tre in particolare, che fanno rabbrividire e probabilmente riuscirebbero a diventare l’ennesimo scandalo nazionale nel momento in cui si rendessero noti i loro “precedenti”. Pubblichiamo quindi la lettera aperta che i sindacati hanno scritto al presidente della Regione Nello Musumeci, sperando che quest’ultimo capisca che i Teatri non sono giocattoli né tantomeno “problemi da eliminare”, ma piuttosto strumenti strategici per l’intero territorio che vanno potenziati e gestiti con lungimiranza.

Egregio Onorevole Presidente,

Abbiamo recentemente appreso dalla stampa locale alcuni possibili nomi per la futura nomina di Sovrintendente del Teatro Massimo Bellini. È incomprensibile come fra essi fossero indicati taluni soggetti che nel recente passato hanno dato prova di incompetenza nella gestione della cosa pubblica e privata.

Memori di nefaste nomine passate, sotto la cui gestione si sono prodotti contenziosi e debiti milionari, quali Rappresentanti dei Lavoratori del Teatro Massimo Bellini ci sentiamo obbligati a comunicare alla S. V. che non potremo accettare soggetti i cui requisiti non corrispondano a quelli previsti dallo Statuto dell’ente.
È appena il caso di ricordare che per ricoprire tale ruolo è necessaria una comprovata esperienza nel settore amministrativo oltre che in quello musicale relativo all’attività lirico-sinfonica e di balletti.

È inoltre incomprensibile come si possa solo ritenere idoneo a candidare in particolare chi ha gestito per anni il Teatro Stabile della Città i cui risultati deludenti sono sotto gli occhi di tutti ( calo degli abbonati da 13 mila a poco più di un migliaio, milioni di euro di debiti accumulati).
Né c’è da dire troppo su alcuni degli altri nomi che speriamo siano stati pubblicati soltanto a livello di boutade.

Di fatto qualcuno non avrebbe il gradimento ed i requisiti minimi per poter ambire ad un incarico così delicato, serio ed importante quale quello della gestione di un Teatro come il “Bellini”.

Per l’amore e la passione verso il nostro teatro, sarebbe insensato da parte nostra non opporci ad essi con tutta la forza della nostra resilienza.

Egregio Presidente, conoscendo la Sua onestà intellettuale, la Sua integrità morale, la Sua capacità amministrativa, la Sua attenzione per la città di Catania, La preghiamo dunque di voler vigilare affinché il Teatro abbia, un Sovrintendente di chiara fama riconosciuto tale a livello internazionale, capace ed onesto, all’altezza del ruolo che dovrà svolgere per un grande Teatro dalle tradizioni gloriose quale il nostro “Bellini”.

Lo esige il Teatro, lo esige la Città