Ci siamo più volte occupati del PON Sicurezza, un progetto ministeriale che ha assegnato al Teatro Bellini di Catania, gestito dal sovrintendente Roberto Grossi sotto la presidenza di Enzo Bianco, la bellezza di 750 mila euro che ancora non abbiamo ben capito a cosa siano serviti. Ma il giudice del tribunale di Catania ha chiarito almeno una cosa: è vero che parte di quei soldi pubblici sono finiti ad una associazione presieduta dalla moglie del direttore del progetto! E se è accaduto questo, è bene che si chiarisca tutto il resto.

La notizia attuale è che nei giorni scorsi il GIP Manuela Maria Rita Matta ha archiviato la querela intentata dai signori Francesco De Zan e Valentina Caiolo nei confronti di Alfia Milazzo.

Francesco De Zan è il direttore del progetto PON Sicurezza che ha gestito 750 mila euro assegnati al Teatro Massimo Bellini.

I coniugi De Zan-Caiolo

Valentina Caiolo è una violinista dipendente del Teatro Massimo Bellini, che è un ente pubblico, nonché presidente dell’associazione “Musicainsieme a Librino”, che è un’associazione privata, ed è anche moglie dello stesso De Zan.

Alfia Milazzo, la querelata poi archiviata, è la battagliera presidente della fondazione Città Invisibile che opera nei quartieri disagiati ed ha fondato la celebre orchestra giovanile “Falcone Borsellino”.

Alfia Milazzo

Diciamo subito, perché ci hanno insegnato che la notizia va data subito, che la querela dei coniugi De Zan contro la professoressa Milazzo è stata archiviata con la motivazione che quanto affermato in un articolo di questa testata era semplicemente vero. Punto.

E se è vero questo, merita di essere ripreso, approfondito e rilanciato in attesa di trovare ulteriori “spunti di riflessione”, anche perché in una fase come questa 750 mila euro rappresentano una cifra enorme e sarebbe bene chiarire cosa abbiano prodotto per la nostra comunità.

Rimembriamo.

In mezzo alla storia, anzi proprio alla sua origine, ci si mette Sudpress che comincia ad occuparsi della gestione dei 750 mila euro da parte del Bellini sin dall’inizio con un articolo del 24 settembre 2015.

Segnaliamo che era apparso sul sito del Teatro Bellini l’esito di una selezione relativa ad un bando di cui però non v’era traccia.

Il sovrintendente Grossi con il presidente del Bellini Enzo Bianco

Sintetizziamo: risulta vincitore di questa “selezione” il prof. Francesco De Zan che, come scopriremo, collabora già con  attività collegate al sistema di Federculture il cui presidente è, per pura coincidenza ovviamente, il sovrintendente del Teatro Bellini Roberto Grossi.

E sempre per pura coincidenza, come scoprì Sudpress nel luglio 2016, un’altra selezione per direttore d’orchestra, sempre nell’ambito dello stesso progetto con fondi pubblici, viene “vinta” da Andrea Gargiulo che, guarda caso, siede nel consiglio di amministrazione della onlus “Sistema Italia” il cui presidente è…Roberto Grossi, sovrintendente del Teatro Bellini di Catania.

Come abbiamo visto sopra, DeZan è anche marito, sempre per pura coincidenza, della violinista dipendente del Teatro Bellini Valentina Caiolo che è anche presidente dell’associazione “Musicainsieme a Librino” che beneficerà dei fondi ministeriali.

Tutte “coincidenze” che fecero incuriosire Sudpress e preoccupare la professoressa Alfia Milazzo che, nell’interesse dei ragazzi della sua orchestra giovanile, cominciò a chiedere chiarezza anche attraverso la richiesta di accesso agli atti che ebbe un iter particolarmente tortuoso.

Quindi, tra bandi fantasma, selezioni fortunate e coincidenze esagerate, la professoressa Milazzo venne a segnalare quanto poi risultò semplicemente “vero ed incontrovertibile”: Il direttore  del progetto da 750 mila euro di fondi pubblici Francesco De Zan, che già lavorava con il sistema di Federculture presieduto dal sovrintendente Grossi, è marito della dipendente pubblica del Teatro Bellini Valentina Caiolo che è presidente dell’associazione “Musicainsieme a Librino” che ha beneficiato di parte di questi fondi pubblici!

Semplice, punto.

Ma invece, apriti cielo.

Per questa inconfutabile affermazione, di sicura rilevanza pubblica considerato che pubblici sono i fondi e le funzioni svolte, la povera professoressa Milazzo si è dovuta prendere un avvocato e presentarsi più volte innanzi al giudice perché non solo i coniugi De Zan-Caiolo l’hanno querelata per diffamazione a mezzo stampa, ma si sono anche opposti alla richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero.

E così si giunge ai giorni nostri, allorquando la giudice Manuela Maria Rita Matta deposita la decisione con cui archivia definitivamente la denuncia e in cui, tra l’altro, si legge: “Valutando l’articolo incriminato nel complesso e considerando che il contenuto trovava riscontro nella realtà fattuale (essendo vero ed incontrovertibile, per come emerso in giudizio, che il violino destinato all’associazione “Musicainsieme a Librino”, della quale riveste la carica di presidente Caiolo Valentina, sia stato acquistato coi soldi destinati dal comune di Catania a mezzo del PON del Teatro Bellini di cui il De Zan è il direttore, ed essendo, altresì, incontrovertibilmente vero che la Caiolo e il De Zan, per loro stessa ammissione in udienza, siano legati da vincolo di coniugio), è da escludere una ricostruzione volontariamente distorta della stessa, preordinata esclusivamente ad attirare l’attenzione negativa dei lettori sulla persona criticata.”

Una sintesi da parte della giudice davvero invidiabile e particolarmente efficace.

In realtà, abbiamo visto, i fondi gestiti non si riferiscono certo ad un solo violino, ma si parla di ben 750 mila euro e che solo per acquisti di strumenti ne siano stati destinati 80 mila.

E di tutto questo non risulta alcuna rendicontazione consultabile pubblicamente.

Misteriosi giovani sul palcoscenico del Bellini

E se è vero quanto “incontrovertibilmente” ricostruito dal giudice in sede di archiviazione della querela contro la professoressa Milazzo inopinatamente intentata dai coniugi-direttori-presidenti De Zan-Caiolo, sarebbe bene si chiarisse tutta la vicenda di questo PON Sicurezza e dei suoi 750 mila euro, coincidenze comprese e compreso l’impiego dietro le quinte di alcuni giovani durante gli spettacoli senza alcun presidio di sicurezza e non si sa bene a che titolo ed a fare cosa.

Ma questa è la prossima puntata.

Il decreto di archiviazione della querela per diffamazione a mezzo stampa intentata dai coniugi De Zan-Caiolo contro la presidente della fondazione Città Invisibile Alfia Milazzo