Dopo le perplessità sollevate da Alfia Milazzo, Presidente della Fondazione Città Invisibile, sulle opacità con cui sono stati usati i 750mila euro di fondi europei del PON Sicurezza dal Teatro Massimo Bellini, il deputato etneo del PD Giuseppe Berretta ha presentato un’interrogazione parlamentare. Ad aggiungere nuovi dubbi è il bando vinto da un membro del CDA della Onlus Sistema presieduta dal sovrintendente Grossi

Si infittisce la matassa attorno al progetto “Sistema”. Ispirato al modello venezuelano di José Antonio Abreu, dovrebbe formare i ragazzini alla legalità attraverso la musica.

Dopo la nomina di Francesco De Zan a “direttore del progetto” con un bando fantasma, misteriosamente apparso dopo le denunce di SUD Press, un nuovo caso attira la nostra curiosità: il bando per la selezione del direttore d’orchestra.

Abbiamo già scritto come De Zan, compagno del primo violino del Teatro Valentina Caiolo, sia musicista collegato con Federculture, associazione da cui proviene anche il sovrintendente Roberto Grossi. Il primo classificato ha superato anche la luminare Graziella Seminara. L’amministrazione trasparente del Teatro potrebbe rendere pubblici i criteri con cui sono stati valutati i candidati?

cda sistemaVincitore del nuovo bando, i cui risultati sono stati pubblicati il 27 giugno, è invece Andrea Gargiulo. Con 43 punti, il pianista napoletano d’adozione barese si è aggiudicato la nomina a direttore d’orchestra del progetto messo in piedi dal Teatro Bellini di cui è sovrintendente Roberto Grossi.
Gargiulo, però, è anche membro del Consiglio di Amministrazione della Onlus Sistema in Italia creata da Federculture quando Grossi la presiedeva (prima di diventare presidente della Onlus stessa).

Dunque, l’ex presidente e padre fondatore di Federculture prima diventa  il vertice di una delle “figlie” dell’associazione: la Onlus Sistema delle orchestre e dei cori giovanili e infantili. Poi, viene nominato sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania. E a meno di un anno dal suo insediamento, scoppiano queste polemiche sui fondi europei PON Sicurezza. Un gioco di scatole cinesi?

Secondo il bando, il neo direttore sarà pagato con un “corrispettivo lordo onnicomprensivo” pari a 10mila euro oltre IVA (12.200 euro) per 40 giornate lavorative: cioè, 305 euro al giorno.

Tra i requisiti previsti nella ricerca del direttore “secondo la metodologia Sistema Abreu”, ci sono almeno 4 anni di esperienza “maturata e documentata nella direzione di orchestre infantili”. Ma chi può rilasciare quest’attestato? Esiste in Italia una certificazione del sistema Abreu riconosciuta dal Ministero?

Essendo un sistema sperimentale, “non è stato certificato presso di noi” – è stata la risposta del MIUR – “L’ente banditore è responsabile del bando, deve motivare la richiesta dei requisiti che ritiene opportuni”.

In Italia, non c’è nessuna certificazione del metodo Abreu. Sembra che l’unico attestato che si ispiri indirettamente a questo sia riconducibile al Master Universitario Operatori musicali per orchestre infantili e giovanili. Nato dal protocollo d’intesa tra l’Università degli Studi di Firenze, della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole e il Comitato Sistema delle orchestre e dei cori giovanili e infantili in Italia.

Sì, quello presieduto dal sovrintendente del Teatro Bellini Roberto Grossi.

Chi ha valutato i candidati? Una commissione presieduta dal “direttore del progetto” Francesco De Zan, composta da Francesco Nicolosi, direttore artistico del Bellini, e da Concetta Elena Piscopo, responsabile dell’organizzazione e del personale del Teatro.

Tra i non vincitori del bando, spiccano anche figure eccellenti: come un’insegnante del Conservatorio catanese che segue l’orchestra dell’ERSU dal 2006, più volte invitata a dirigere l’orchestra sinfonica del Conservatorio “V. Bellini” di Palermo. O come la candidata “non idonea” a cui mancherebbe proprio il requisito della documentata esperienza con le orchestre infantili. In verità, la docente pratica il metodo Abreu dal 2011.

Aspettiamo chiarimenti.