1.500.000 euro dall’Europa per due progetti che dureranno solo 8 mesi, forti polemiche sull’utilizzo del denaro e sulla retribuzione delle figure professionali previste dai bandi

Due progetti per aprire il Teatro Massimo Bellini ai giovani, la musica come terapia sociale. Questo dovrebbe essere lo scopo delle iniziative “Sistema” e “Legalit-ars” presentate questa mattina al Teatro Sangiorgi finanziate nell’ambito “Pon Sicurezza” dai fondi europei.

4,3 milioni di euro complessivi per un piano che abbraccia, insieme al Teatro Massimo di Catania, anche il San Carlo di Napoli, l’Accademia Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro Petruzzelli di Bari. Due progetti che, però, – come ha spiegato il sovrintendente Roberto Grossi – hanno rischiato di non vedere mai la luce a causa della scadenza non rispettata, per poi ottenere nell’agosto 2015 una proroga necessaria a “rimodulare il progetto e non perdere le risorse”, come ha illustrato Grossi.

Ma in cosa consistono “Sistema” e “Legalit-ars”? Nella formazione, diffusione delle arti e dei mestieri dello spettacolo tra i giovani: vale a dire, nell’istituzione di 4 corsi (sarto, truccatore, attrezzista e parrucchiere) per 60 ragazzi dai 18 ai 26 anni e nell’acquisto di oltre 100 strumenti musicali per avviare 120 giovani della fascia 6-18 anni ai primi approcci artistici. Inoltre, verranno comprate anche attrezzature per allestire concerti all’aperto (palco, modulare, sedie per i musicisti, leggii, faretti e altro) che resteranno al Teatro per manifestazioni future.

La motivazione sociale del progetto vuole coinvolgere in primo luogo gli studenti a rischio dispersione scolastica ed esclusione sociale, quelli in carico ai Servizi Sociali e i minori che si trovano nel carcere minorile di Bicocca (per questi ultimi, infatti, il limite d’età per la partecipazione al progetto dei “giovani musicisti” è fissata a 25 anni). Per questa motivazione socio-culturale, le sedi delle lezioni saranno l’istituto penale e la scuola “Campanella-Sturzo” di Librino. Non essendo, però, chiaramente coinvolti solo i giovani della periferia catanese, si attuerà un servizio di pulmino gratuito per il trasporto dal centro cittadino.

Quando partiranno i corsi e quanto dureranno? Il bando per la partecipazione verrà pubblicato domani sul sito del Teatro Massimo Bellini per far partire le lezioni tra 10 giorni. Quindi, attualmente ci sono docenti e tutor ma non ancora i destinatari del progetto. Tempi serratissimi per diffondere la voce e trovare soggetti interessati. In ogni caso, i responsabili dei due progetti hanno dichiarato che qualora si presentassero più giovani dei 180 previsti, ci si impegnerà per evitare l’esclusione di qualcuno.

“Bisogna avvicinare alle professioni dello spettacolo, la formazione delle maestranze è fondamentale perché costituiscono un’importante risorsa e possibilità lavorativa per i giovani. Il rischio è la scomparsa di questi mestieri”, ha dichiarato il sovrintendente Roberto Grossi. Ma la disoccupazione giovanile è davvero solo un problema di formazione e di scarsa fantasia? C’è nel mondo del teatro una carenza di parrucchieri, sarti, truccatori e attrezzisti?

A contestare fortemente i due progetti la voce di Alfia Milazzo, Presidente della Fondazione Città Invisibile, che ha usato termini durissimi: “Secondo il bando, i nostri docenti volontari che applicano da 6 anni gratuitamente il vero metodo venezuelano di Josè Antonio Abreu,  promotore delle orchestre infantili e giovanili, dovrebbero formare a titolo gratuito i tutor di questi due progetti che percepiranno invece una retribuzione e che non conoscono assolutamente il metodo. Parliamo di un sistema che non si può insegnare perché non si tratta di teoria ma di pratica.”

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Una domanda ci sorge spontanea: perché non avete partecipato anche voi al bando? “La Prefettura e il Ministero degli Interni ci hanno escluso fino dall’inizio. Ci sembra che tutto sia una messa in scena. Abbiamo fatto due richieste di accesso agli atti che ci sono state negate sia dalla Prefettura sia dal Sovrintendente Grossi al Teatro Bellini, stessa sorte per la richiesta del protocollo d’intesa con quest’ultimo. Critichiamo l’operato del Teatro Massimo catanese dal 2013. Siamo una ONLUS conosciuta, sino ad oggi abbiamo formato 745 ragazzi nei quartieri disagiati di cui oggi più di 120 costituiscono l’Orchestra Falcone-Borsellino. Noi facciamo seriamente e coerentemente della legalità il nostro pedigree morale”.

“Di questo progetto non resterà nulla se non nelle tasche di chi lo fa” ha aggiunto Alfia Milazzo che ha sottolineato, secondo la sua esperienza, come i giovani nei mesi estivi si allontanino (com’è naturale che sia) dai progetti educativi e quindi, la loro durata effettiva sarebbe minore rispetto agli 8 mesi previsti. Inoltre, i pagamenti dei tutor sembrano abbastanza discutibili rispetto al volontariato di persone già formate ed esperienti come quelle della ONLUS Città Invisibile. Secondo quanto indicato dal bando, i docenti saranno stipendiati 94,8 euro lordi l’ora.

corrispettivo tutor

“Se il Teatro Massimo di Catania vuole aiutare i giovani musicisti, dia il suo palcoscenico gratuitamente ai nostri ragazzi dell’Orchestra Falcone-Borsellino, una realtà povera ma talentuosa piuttosto che sprecare fondi”, ha concluso Alfia Milazzo.