Torna a far parlare di se il teatro Angelo Musco, un pezzo di storia di Catania, origine dello Stabile e palcoscenico sul quale hanno recitato alcuni grandi del teatro come Leo Gullotta, Pippo Pattavina e l’indimenticato Turi Ferro. Chiuso tra aspre polemiche  e con il serio rischio di diventare un ennesimo supermercato,  di recente la sala Musco sembrerebbe essere stata inserita in alcuni progetti di rinascita e riqualificazione, ma con non pochi dubbi ancora da chiarire. 

Il recupero del teatro è stato inserito nel Patto per Catania a seguito di fantomatiche risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, circa 1 milione e 570 mila euro. Ciò, spiegano dal Comune, è stato possibile grazie ad alcuni ribassi d’asta che hanno permesso di inserire nel patto alcuni interventi prima non previsti. Per lo storico teatro si parla di acquisto e riqualificazione da parte del comune. Ma entro quanto tempo avverrà tutto questo? A chi andrebbe la gestione? Le incertezze dilagano.
Intanto, mentre al comune continuano a giocare al tre oro, un gruppo di imprenditori con a capo l’ex direttore del Teatro Stabile Giuseppe Di Pasquale pare abbiano già preso in gestione il teatro con un progetto per la sua rinascita, ma anche in questo caso non si capisce bene in cosa consista e che tempistiche sono previste. Interpellato da Sudpress, l’ex direttore del teatro Stabile non ha voluto parlare rinviando i contatti all’ufficio stampa dal quale però, nonostante le rassicurazioni, non si è avuta notizia.

La cosa certa è che sono in programma una serie di spettacoli promossi anche online, il primo dei quali andrà in scena dall’1 al 3 dicembre 2017 con tanto di orari e di informazioni su dove acquistare il biglietto.

Dal cancello si intravede un ingresso abbastanza in buone condizioni, con scale posizionate vicino ai muri e qualche asse di legno in giro, sacchi neri della spazzatura e un’impalcatura. Forse qualcuno sta dando una ripulita…buon segno.
Dallo Stabile ci giunge notizia che “probabilmente lo stanno ristrutturando”, ma altro non si riesce a sapere.

Certo è che se un teatro riapre non può che essere una buona cosa.

Su questa presunta rinascita sembra aleggiare dunque molta riservatezza ed ermetismo e le incertezze rimangono.

Ricordiamo che il teatro è stato chiuso alla fine dello scorso anno tra non poche polemiche. Infatti ha subito lo sfratto perché l’ente non pagava più l’affitto ai proprietari dell’immobile da circa due anni.

“Il commissario Giorgio Pace ha gestito questa situazione debitoria –spiega Caterina Andò, addetto stampa dello Stabile- trovando delle soluzioni come il fondo di rotazione regionale, aiuti da parte della Regione o la riduzione concordata del debito e del credito per cui ora non si tratta più di 12 milioni di euro ma i due terzi, quindi circa 8 milioni. Adesso, a gestire la situazione finanziaria è Carlo Saggio, nominato a fine agosto nel nuovo Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile“.