Un impianto sportivo, attualmente chiuso, che ha perso iscritti dopo la realizzazione dell’adiacente elipista voluta dal comune per il G7, con una delibera del Consiglio comunale di Taormina che l’ha trasformata da provvisoria a permanente, e un contratto di gestione valido fino al 2026: questi i fatti che ruotano attorno alla piscina comunale di Taormina. Alessandro Gaglio, portavoce CVSM, Corpo Volontario del Soccorso in Mare, l’ente gestore della struttura sportiva: “Il sindaco Giardina ci vuole fuori da questa gestione. Quello che hanno fatto non è legittimo perché noi abbiamo un contratto, stipulato nel 2008, che scade tra nove anni. Nel bando di gara per l’assegnazione della gestione, inoltre, c’è scritto che una delle due parti avrebbe potuto recedere dall’accordo al nono anno, ma ciò non è avvenuto, dunque l’attività deve proseguire”

Quella di Taormina è una delle piscine più grandi del Sud Itali, gestita dal CVSM presieduto da Giuseppe Sperlinga che insieme ad Alessandro Gaglio sta portando avanti una dura battaglia. Stando alle dichiarazioni di quest’ultimo, l’impianto sarebbe stato oggetto di un abuso da parte del sindaco di Taormina Eligio Giardina.

“La delibera, che risale a questo febbraio 2017, non poteva essere fatta perché va contro il decreto della Regione Siciliana n. 300 -sostiene Gaglio-. Nel documento comunale si legge che è stato modificato il piano urbanistico per trasformare l’impianto in elisuperficie permanente. Il tutto con i soldi del governo stanziati per il G7, 1 milione e 800 mila euro”.

“Noi abbiamo un contratto di gestione valido fino al 2026 -dichiara Gaglio- regolarmente prorogato con tanto di decreto della Regione Siciliana in vista della realizzazione di una cittadella sportiva.

Contratto di gestione:

La delibera consiliare in questione, rileva il portavoce del CVSM, ha avuto solo 7 voti su 20 consiglieri di cui solo 14 presenti. “L’elipista doveva essere utilizzata solo per il periodo del G7 per motivi logistici –spiega il gestore- e noi avremmo dato chiaramente il nostro assenso a prescindere dalla decisione del Consiglio”.

“Nel 2011 l’amministrazione comunale specificò, tramite apposita delibera, di concederci i 18 anni consecutivi di gestione, da calcolare a partire dal 2008 anno in cui abbiamo stipulato il contratto, e autorizzarci così a realizzare la cittadella sportiva”, spiega il portavoce del CVSM.

La situazione ha comportato fino ad ora notevoli ripercussioni per gli utenti che usufruiscono del servizio pubblico, molti anche disabili, perché essendo in parte pista di atterraggio la natura dell’impianto è decisamente ambigua. “Il sindaco di Taormina ci ha anche staccato l’acqua e quindi abbiamo la piscina chiusa -afferma Gaglio-. La gente non sa se e quando riapriremo e questo ci fa perdere clientela e credibilità”.

 

“Una sentenza del Tar ci ha dato ragione stabilendo la continuità della nostra gestione” racconta il gestore.

“Sono già atterrati tre elicotteri di notte –continua-. Oltre al fatto che volare col buio costituisce un pericolo non indifferente, non ha senso fare atterrare i mezzi a Taormina per poi  andare a Messina o a Catania, allungando notevolmente i tempi”.

Ma non finisce qui. Dalle dichiarazioni del portavoce del CVSM emerge un parere negativo verso la realizzazione dell’elipista da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina perché i velivoli che atterrano creano delle vibrazioni molti forti e pericolose per la stabilità del vicino teatro antico di Taormina, patrimonio dell’Unesco.

“Noi non ci fermeremo -conclude Gaglio- ci sono delle indagini in corso e finalmente si capirà cosa sta succedendo a Taormina”.