Semplicemente “deprimenti” i dati sulla povertà in Italia diffusi oggi dall’Istat. Lo afferma il Codacons, che lancia una accusa alla classe politica, totalmente incapace di affrontare il problema.

Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons spiega che ” i dati diffusi oggi dall’Istat ci dicono che in 10 anni il numero di persone a rischio povertà o esclusione sociale ha subito una abnorme crescita.  Nel 2006, infatti, il 25,9% della popolazione (pari a 15.315.000 individui) era a rischio esclusione o povertà, contro il 30% dei residenti registrati nel 2016 (18.136.663 individui). Ciò significa che rispetto a 10 anni fa si contano oggi in Italia 2,8 milioni di cittadini in più a rischio povertà“.

Un dato vergognoso  – prosegue Tanasi – anche a confronto degli altri paesi europei. Sul fronte povertà l’Italia fa addirittura peggio della Spagna, dove l’indicatore sintetico di rischio di povertà o esclusione sociale si ferma al 27,9% della popolazione, ed è lontanissima da Francia (18,2%) e Germania (19,7%). Crescono – conclude il Segretario Nazionale- anche le disuguaglianze sociali con la conseguenza che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri continuano a sprofondare nella povertà, mentre la classe politica resta a guardare questo massacro sociale, incapace di fermare il disastro.