giovedì - 23 maggio 2019

Sprar, “Scaricabarile vergognoso” e a rimetterci sono i dipendenti e i minori

“Nessun esito positivo dall’incontro di ieri in Prefettura”. Questo il rassegnato commento di Salvo Barcellona, amministratore della Cooperativa Sociale “San Giuseppe”di Ramacca, all’indomani del confronto tanto atteso. Nella mattinata di ieri insieme con i lavoratori si è recato a Palazzo dei Minoriti in cerca di risposte, ma purtroppo ne è uscito con un pugno di

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Lentini: sì ai centri di accoglienza per migranti ma i cittadini non ci stanno

La problematica dei migranti sta assumendo nuove e preoccupanti dimensioni per i cittadini di Lentini. L’Amministrazione Comunale lentinese ha deciso di aderire al Progetto Sprar per la realizzazione di centri di seconda accoglienza. L’assessore ai Servizi Sociali, Alessandra Cottone, rassicura: “È tutto sotto controllo”

Gli Sprar e l’indotto del migrante. La “parentopoli” dell’accoglienza integrata

Non solo di Cara vive la clientela. Anche all’interno degli Sprar, i centri  che gestiscono la fase secondaria dell’accoglienza, è tutto un fiorire di cooperative che gestiscono servizi e assunzioni. Luoghi dove molte delle volte trovano lavoro parenti e amici di politici locali. I casi di Vizzini, Mineo e Castel di Iudica

Il Cara di Mineo, Ramacca e il lucroso business degli Sprar

Sudpress si sta occupando, con lavoro intenso e capillare, di tirare fuori tutti gli inghippi che esistono al Cara di Mineo, il più grande centro di accoglienza del meridione d’Italia. Ma il Sistema di  Protezione per Rifugiati e Richiedenti Asili (SPRAR) gestito dal Ministero dell’Interno rischia di essere altrettanto interessante

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