Domani ci sarà la riunione della Conferenza Stato Regioni che dovrebbe, ma il condizionale è d’obbligo visti i rinvii, decidere sul decreto del Ministro Calenda di revoca di quello istitutivo dell’unione tra le camere di commercio di Catania, Siracusa e Ragusa, emanato il 25 settembre 2015. Una riunione preceduta da vari colpi di scena e gialli, non ultimo il tweet del presidente della Regione, Rosario Crocetta, che prima ancora che la decisione venisse presa nella seduta precedente, dava la cosa per fatta proclamando l’autonomia delle Camere di Commercio di Siracusa e Ragusa da Catania. Cosa che di fatto poi non avvenne con il rinvio alla seduta di domani. Ma questa autonomia chi la vuole davvero? Alla vigilia della convocazione della Conferenza, abbiamo sentito il presidente della Camera di Commercio di Ragusa, Giuseppe Giannone GUARDA IL VIDEO

“Non sappiamo cosa succederà domani in Conferenza Stato Regioni -afferma Giannone-. Noi ci auguriamo che fino alla fine il Ministro ci possa ripensare. Allora, nel settembre del 2015 ci fu una deliberazione comune delle tre camere scritta e patrocinata tra l’altro da Enzo Bianco sindaco e Ivan Lo Bello presidente della Camera di Commercio di Siracusa, i personaggi principali di questo accordo”, ricorda Giannone.

“Basta andare a riprendere le bellissime frasi che furono dette in quella occasione -prosegue- pronunciate anche con retorica, sul fatto di mettere insieme l’area fra le più produttive del Sud Europa. Fatto vero, tra l’altro, perché l’interconnessione e la complementarietà di questi territori importanti con la presenza dell’Università, del commercio, degli scambi, dei siti Unesco, l’Etna, era e rimane un obiettivo che si cercherà di raggiungere. Allora, due anni fa, tutto fu fatto con entusiasmo e condivisione”.

La contestazione all’accorpamento -sottolinea il presidente ragusano- fu fatta per motivi di altro tipo, perché Lo Bello, Mancini e Bonura, se si ricorda, erano al centro di una mitica foto del gruppo dei 30, con ai lati alcune categorie, che si accorsero che avrebbero perso. Ci fu a quel punto, una contestazione anche nei confronti di Pagliaro (Alfio, segretario della Camera di Commercio ndr), strumentale, quando invece egli fu scelto insieme con una lettera firmata da me, Ivan Lo Bello e dal commissario di Catania Rizzo, indirizzata al Ministro che poi fece il decreto di nomina”.

“L’inghippo per la conferenza Stato Regioni -secondo Giannone- è il fatto che non si intenda derogare a ciò che dice la legge Madia che fissa il limite dell’8 giugno per stabilire gli accorpamenti, e che ci deve pensare Unioncamere per quelli non compiuti. E poi il numero di 75mila imprese per camera per ognuna delle 60 da creare in tutta Italia, con eccezione di Messina che ha diritto a rimanere da sola, pur non raggiungendo quella cifra, perché città metropolitana”.

“Fra l’altro, mi risulta che la Camera di Commercio di Agrigento abbia stilato un documento, uguale a quello di Siracusa, che dice che se la camera di Commercio aretusea, senza avere le 75mila imprese, manterrà il diritto di essere autonoma, anche  loro pretenderanno la stessa cosa. In quel caso si sfascerebbe anche l’accorpamento tra Trapani, Caltanissetta e Agrigento. Cosa che non è stata tenuta in considerazione perché in questa vicenda ci sono due pesi e due misure”.

Le altre Camere di Commercio siciliane sono Messina, che rimarrebbe appunto da sola e l’accorpamento tra Palermo ed Enna.

Parla senza peli sulla lingua Giannone: “Ivan Lo Bello si trova ad essere in conflitto di interessi perché è il presidente di Unioncamere e colui che dovrà decidere entro il 7 di giugno, l’accorpamento delle camere di commercio dove c’è una sua implicazione privata. Lo Bello ha l’interesse legittimo, ci mancherebbe, ad essere rieletto a capo della camera di Siracusa. Il problema sta nel come persegue questo obiettivo, che a me non piace. Che tutto ciò sia fatto non per le camere di commercio, ma per altro, per l’aeroporto, si vede da quella foto del gruppo dei 30″.

Domani c’è la riunione della Conferenza Stato Regioni ma, comunica Giannone “il 30 maggio prossimo è convocata l‘assemblea dei presidenti delle camere di commercio che dovrebbe ratificare la geografia con gli accorpamenti autonomi e quelli decisi da Unioncamere per completare il quadro e arrivare al numero di 60 camere in tutta Italia. Sarà un’assemblea animata”, assicura il presidente.

“Intanto il 26 mattina, come presidente della Camera di Commercio di Ragusa, ho convocato il consiglio per la settima volta. Noi abbiamo sempre votato per la conferma dell’accorpamento di Catania, Siracusa e Ragusa, la nostra è una scelta precisa”.

Inoltre, ricorda Giannone “c’è un altro limite: quello del gusto! La riforma è vero -ammette- è stata fatta “alla Renzi”, come per la scuola, in mondo da scontentare tutti, questo è uno egli errori iniziali. m l’unica soluzione adesso è quella di non fare la revoca. Altre non ne conosco, ma parliamone serenamente, senza idiosincrasie. L’esclusione di Catania per invidia a me non piace, non va bene. Quello di criminalizzare un territorio dicendo che le persone sono imbroglione, sono dei concetti che non vanno bene”.