Redazione

In riferimento all'articolo "Succede all'università di Catania", pubblichiamo alcune precisazioni della vincitrice del concorso, Marinella Coco

 

"Quanto all’articolo pubblicato su: SUD Giornalismo d’inchiesta, inviato alla redazione IL MAR, 12/02/2013 – 21:29 dal titolo: SUCCEDE ALL'UNIVERSITA' DI CATANIA di Alessandra Steri, sento il dovere di chiarire alcuni punti.

 

1. Sono stata dichiarata vincitrice perché la commissione ha correttamente valutato i miei titoli cientifici e didattici, senza dare alcun peso alla mia dichiarazione di essere stata a Oxford.
L’articolo che cita verbali e riunioni della Commissione non tiene però conto che io possedevo un curriculum scientifico e didattico giudicato superiore a quello del dott. Gulino e della correttezza della Commissione nell’affermare tale superiorità che non è stata messa in discussione dagli organi giuridici competenti.
Lo stesso articolo non tiene conto che la Commissione nei vari incontri è tenuta a prendere in considerazione i documenti e le autocertificazioni presentati dai candidati e a trascriverli fedelmente.

 

A titolo informativo, è il giudizio collegiale della Commissione che definisce il candidato individuato come migliore sulla base dei titoli e del colloquio. Dal giudizio collegiale, consultabile in rete, emerge per la dott.ssa Coco: Si tratta di un candidato con una ampia esperienza didattica e una significativa esperienza scientifica, entrambe pienamente pertinenti alla Fisiologia.

Per il dott. Gulino dal Giudizio collegiale emerge quanto segue: Si tratta di un candidato con esperienza didattica universitaria non pertinente, ma con una produzione scientifica di buona qualità e in larga parte pertinente alla Fisiologia.
L’articolo perciò punta il dito su una autocertificazione da me rilasciata che ha ottenuto due pareri contrastanti da TAR e CGA e che ha portato all’esito finale di essere stata esclusa dal concorso.

 

Si fa presente inoltre che una collaborazione internazionale o nazionale assume il suo valore in una valutazione se essa comporta la pubblicazione di un lavoro, cioè di un articolo scientifico; il TAR di
Catania che nella sentenza del 12/07/2011, così scriveva: Sotto altro profilo, la circostanza dedotta in ricorso che nel curriculum della dottoressa Coco, redatto dalla commissione in data 29/11/2010 e nei giudizi individuali dei componenti la commissioni rapportati alla dottoressa Coco, redatti in data 30/11/2010, si faccia riferimento alla frequenza del dipartimento di Oxford, non determina la rilevanza del dato ai fini della valutazione comparativa finale che ha vista la ricorrente primeggiare rispetto agli altri candidati. La Commissione, infatti nella valutazione finale non ha considerato la dichiarata esperienza inglese della dottoressa Coco in quanto non oggettivizzata, vale a dire non obiettivamente certficata (sic), e comunque non produttiva di alcun risultato scientifico, come dalla stessa Commissione dichiarato nelle precisazioni rese con nota prot. n. 14232 del 3 marzo 2011.
Il CGA di Palermo ha invece deliberato che in qualche modo la Commissione ne sia stata influenzata, disponendo che “… le operazioni concorsuali andranno ripetute soltanto a beneficio degli altri candidati.”.

Nel rispetto della legge, io ne ho preso atto e la stessa Università ha applicato quanto disposto nella sentenza.

2. Sia io che il dott. Gulino abbiamo collaborato con il Prof. Perciavalle con il quale ci siamo entrambi formati come dottori di ricerca e dal quale abbiamo ricevuto i finanziamenti per le nostre
ricerche che lo vedono come co-autore.

 

Nei verbali e documenti presi in esame, alla giornalista sono sfuggiti alcuni punti che desidero chiarire:
1) Il dott. Gulino ha conseguito, come me, il titolo di Dottore di ricerca frequentando il Dottorato di Ricerca in Scienze Motorie dell’Università di Catania, di cui il Prof. Perciavalle era il coordinatore.
2) Il curriculum presentato dal dott. Gulino presenta pubblicazioni in cui è co-autore con il Prof. Perciavalle (bastava che la nostra giornalista si collegasse su pub-med, noto sito scientifico ed
inserisse il nome Gulino Rosario, avrebbe subito potuto notare che il dott. Gulino, così come me, ha pubblicato con il Prof. Perciavalle)
3) La giornalista non è stata informata che io e il dott. Gulino, proprio perché avevamo una collaborazione scientifica con il Prof. Perciavalle, condividevamo lo stesso studio e laboratorio fino
all’espletamento del concorso.
4) È normale che in un concorso un commissario possa avere pubblicazioni in comune con uno o più candidati come in questo caso (sia con me che con il dott. Gulino); il commissario è tenuto a
precisare qual è stato il contributo del candidato per la realizzazione della ricerca, cosa che è puntualmente avvenuta nel Concorso preso in esame.
5) Nella valutazione finale sia io che il dott. Gulino abbiamo avuto dalla Commissione una valutazione positiva, al termine della quale io sono arrivata prima, perché in possesso di titoli migliori e coerenti con quanto richiesto dalla nuova riforma Gelmini (a cui nulla vale una
frequenza in un luogo qual che sia che non comporta pubblicazioni), e il dott. Gulino secondo, ex aequo con altro candidato.

 

3. Il coinvolgimento della Procura della Repubblica, era già stato avviato per primo dall’Ateneo pertanto il successivo invio del CGA non aggiunge nulla di nuovo a quanto già oggetto di cognizione.

C’è piuttosto da chiedersi: come mai un evento che è collegato a un provvedimento giurisdizionale che risale al novembre 2012 (sentenza del CGA), diventi notizia soltanto tre mesi dopo?
Se è stato perché solo ora la giornalista ne è stata fatta venire a conoscenza, ci sarebbe da chiedersi perché proprio ora?
"

 

DI SEGUITO IL NOSTRO ARTICOLO:

di Alessandra Steri

 

Se l’Università è il presidio della legalità occorrerà osservare che a Catania, forse come altrove, qualcosa non funziona.

Vi raccontiamo e documentiamo, per esempio, che cosa è accaduto in quella che una volta si chiamava Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Siamo infatti venuti in possesso di documenti che lasciano senza parole.

Questi i fatti:

Nell’estate del 2010 veniva bandito un posto di ricercatore universitario per il settore scientifico disciplinare BIO/09 Fisiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia. Veniva quindi formata la Commissione giudicatrice che risultava composta dal Prof. Fabio Benfenati dell’Università di Genova, dal Prof. Vittorio Tomasi, dell’Università di Bologna, e dal Prof. Vincenzo Perciavalle, ordinario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Catania.

La Commissione si riuniva complessivamente per cinque volte: una prima volta per via telematica il 27 settembre, in due sedute il 29 novembre ed ancora in altre due sedute il 30 novembre 2010, presso il Dipartimento di Scienze Fisiologiche dell’Università degli Studi di Catania.

Nell’esaminare i curricula dei candidati, spiccava certamente quello della dott.ssa Marinella Coco che vantava, ovvero dichiarava di vantare, “un periodo di circa due mesi (2009) trascorso presso il laboratorio di ricerca del prof. Giandomenico Iannetti, nel Department of Physiology dell’Università di Oxford (UK)”.

Nel corso della quarta riunione la Commissione valutava i titoli e le prove di discussione dei candidati ed il prof. Vincenzo Perciavalle sottolineava che la dott.ssa Marinella Coco, evidentemente al predetto nota, “ha frequentato il Department of Phisiology dell’Università di Oxford (UK)”.

Gioverà sottolineare come il prof. Perciavalle risulti anche co-autore e corrispondente della dott.ssa Coco, comparendo nelle pubblicazioni insieme alla predetta, appunto candidata.

Nella quinta riunione ed ultima riunione la Commissione sulla base delle cosiddette valutazioni comparative, all’unanimità, indicava quale vincitore la dott.ssa Marinella Coco.

In esito alla aggiudicazione del posto, uno dei partecipanti, vistosi ingiustamente pretermesso nella graduatoria comparativa, si affidava al suo legale ed adiva il Tribunale Amministrativo regionale contestando varie e gravi violazioni di legge.

Nel corso dell’istruttoria il Gulino denunciava, quindi, un fatto gravissimo e cioè che uno dei titoli vantati dalla dott.ssa Coco, diremmo forse il più prestigioso e comunque il più suggestivo, e cioè l’aver frequentato nientemeno che il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Oxford, sarebbe stato falso.

Cionondimeno, il TAR rigettava il ricorso.

Il Gulino non si arrendeva e si rivolgeva al Consiglio di Giustizia Amministrativa che invece accoglieva l’appello e annullava gli atti che avevano proclamato vincitrice la dott.ssa Coco.

La Coco quindi è stata condannata, in solido con L’Università degli Studi di Catania, a rifondere le spese sostenute dal Gulino.

Di più, e correttamente il CGA trasmetteva la sentenza di condanna alla Procura della Repubblica di Catania per l’eventuale ravvisarsi di ipotesi di reato.

Ma leggiamo cosa risponde il prof. Iannetti, di Oxford, quando gli viene chiesto se la dott.ssa Coco ha mai lavorato per quel Dipartimento: <<la dott.ssa Marinella Coco è un ex dottoranda di un mio collega, professore di Fisiologia all’Università di Catania. Un giorno dell’estate del 2009 (credo nel mese di luglio), la dottoressa è passata al laboratorio per un saluto. La dottoressa non ha mai fatto parte del mio gruppo di ricerca né ha mai lavorato per me>>. Aggiunge il docente della prestigiosa Università di Oxford: <<Posso inoltre confermare che presso questo Dipartimento non esiste alcuna documentazione attestante che la dott.ssa Coco abbia lavorato per il Dipartimento, né su contratto, né in qualità di ospite accademico nel periodo suindicato o in qualsiasi altro periodo.>>

Chioserà infine il prof. Iannetti di aver conosciuto la dott.ssa Coco in occasione di un Congresso a Cagliari e che sebbene questa gli avesse chiesto di poter frequentare per un breve periodo il laboratorio di Oxford tuttavia quella frequentazione non c’è mai stata.

 

La dott.ssa Coco, quindi, avrebbe dichiarato il falso avendo conosciuto il laboratorio di fisiologia di Oxford solo per brevi minuti e per un fugace saluto al prof. Iannetti.

Le domande che sorgono sono tante!

Il prof. Perciavalle, per esempio, che conosce bene Iannetti, non era a conoscenza del falso?

Ed ancora: il prof. Perciavalle ritiene corretto valutare i lavori di una candidata dei cui elaborati risulta co-autore?

Non avrebbe così giudicato se stesso?

I colleghi di Perciavalle, di Bologna e di Genova, hanno trovato anche loro corretto valutare dei lavori con co-autore l’altro membro di Commissione?

L'Università di Catania, avuta conoscenza dei fatti rassegnati davanti al TAR, è intervenuta trasmettendo a sua volta gli atti alla Procura della Repubblica ed avviando il procedimento disciplinare nei confronti della ricercatrice (il prof. Perciavalle si allontanava nell'occasione dall'Aula). Ma la nomina è stata sospesa? E nei confronti delal Commissione e soprattutto del prof. Perciavalle l'Università non intende procedere? Com'è possibile?

Come ci comunica il dott. Gulino, il Concorso è stato ripetuto e vi è un nuovo vincitore.

Restano le ombre che si allungano sulla credibilità di un'Istituzione storica che non merita tanto dileggio.

E rimane comunque inquietante che l’istituzione,  che dovrebbe tutelare per prima il rispetto della legge, sembra essersi trasformata in una spelonca in cui si preconfezionano concorsi per i più fortunati.

Seguiremo gli sviluppi di questa ennesima vicenda di malauniversità e vedremo anche quali provvedimenti la Magistratura catanese vorrà assumere. E quando!

 

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