É strano l’avviso pubblicato (dove?) a firma del presidente dell’Autorità Portuale Andrea Annunziata, con il dirigente dell’ufficio competente Davide Romano. Si tratta della richiesta di una concessione trentennale di oltre 36 mila metri quadrati da adibire ad ormeggio avanzata da una società a responsabilità limitata costituita nell’aprile 2017 con un capitale di 40 mila euro ed ancora inattiva: Katane Marina Yachiting srl amministrata da Gabriele Geraci con sede a Catania in via Anzalone 7. Ed è strano perché…

È strano intanto perché abbiamo fatto fatica a rinvenire sul complicato sito istituzionale dell’Autorità Portuale questo avviso, ed alla fine non l’abbiamo proprio provato.

Firmato il 18 gennaio dal presidente Annunziata, l’avviso per questa mega concessione da 50 giorni di tempo per presentare proposte concorrenti a quella avanzata da una società costituita nell’aprile 2017 con 40 mila euro di capitale  ed ancora inattiva, la Katane Marina Yachiting srl.

Questa società è di proprietà, a sua volta, di altre tre società a responsabilità limitata.

Il 50% è della Fratelli Bonanno srl, il 25%  ciascuno di altre due srl intrecciate tra loro, la Poliservizi e la Naval Service.

Nella Bonanno srl,che ha sede allo stesso indirizzo della richiedente Katane, a dispetto del nome, di “fratelli Bonanno” neanche l’ombra essendone proprietari Fabrizio Geraci (60%), Geraci Oreste e Gabriele (25% cascuno) e Rosaria Tirendi (10%). Il capitale è di appena 10.400 euro.

Della Naval Service, che ha sede a Civitavecchia, risultano proprietari Salvatore Barone (51%) e Maria Teresa Spadoni (41%). Il capitale di 100 mila euro.

La Poliservizi, con sede a Roma, è di proprietà di Lorenzo Barone all’85%, per il 10% di Carmelo Barone e per il 2% di Alessandro Barone. Il capitale è di 98.800 euro.

Nel CdA della Poliservizi siede come vice presidente Maria Teresa Spadoni socia della Naval Service.

Ora, questo intreccio societario il 29 novembre 2017 ha presentato una corposa richiesta di concessione demaniale per una vasta area marina da destinare ad ormeggio turistico con servizi connessi.

Si tratta di una vasta area di oltre 36 mila metri quadri, in pratica superiore a quella complessivamente esistente n quella zona del porto e che coinvolgerebbe le banchine 16,17,18 e 19.

La richiesta di concessione prevede una durata di trenta anni.

Un’operazione finanziariamente molto impegnativa e, probabilmente, altrettanto lucrosa.

Appena due mesi dopo, il 18 gennaio 2018, il presidente Annunziata pubblica, (ribadiamo di non averlo rinvenuto) l’avviso che avvia la procedura.

A parte la rapidità inusuale nella valutazione del complesso e delicato progetto, risulta strana l’affermazione che questa “iniziativa infrastrutturale proposta non risulta in atto compatibile con le previsioni del Piano Regolatore Portuale.”

E allora? Se non è compatibile perché?

Cercheremo di capirne di più.