C’è anche Francesco Palana, 44 anni, assistente capo del commissariato di polizia di Adrano, tra gli arrestati dell’operazione “Adranos”. Il poliziotto è stato fermato dopo il ritrovamento di quasi 10 grammi di cocaina all’interno della sua auto ai caselli di San Gregorio. Le indagini, iniziate nel settembre 2014, hanno portato all’arresto dei componenti dei clan Santangelo e Scalisi, per reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, furto, ed altri reati contro il patrimonio, reati in materia di armi, con l’aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni di intimidazione connesse alla loro appartenenza al clan. GUARDA FOTO E VIDEO DELLA POLIZIA

I due clan, dopo anni di conflitti, hanno raggiunto un accordo per spartirsi i proventi dell’attività mafiosa. In particolare la spartizione del pizzo al mercato ortofrutticolo. La Polizia di Adrano e Catania, tramite intercettazioni telefoniche, osservazione sul campo e pedinamenti è riuscita a ricostruire l’organigramma dell’associazione mafiosa diretta dal boss storico Alfio Santangelo,64 anni, detto “taccuni”. Il clan è alleato della famiglia catanese Santapaola – Ercolano

Durante l’incontro con i giornalisti il dirigente della squadra mobile Antonio Salvago ha dichiarato che “La forza di un amministrazione si vede anche dalla capacità di espellere subito le mele marce ” commentando l’arresto di Palana.

Insieme al boss e al poliziotto sono stati arrestati: Antonino Quaceci 47 anni, detto“topo grigio”, Nino Crimi 37 anni “u ricuttaru”, Salvatore Crimi 31 anni “turi u cani”, Gianni Santangelo 34 anni “Giannetto”, che gestivano il territorio per conto del boss e sono i mandanti di numerose azioni criminali;

Antonio Bulla 34 anni “u picciriddu” e Antonio La Mela 42 anni “ninu tarantella”, che insieme a Pietro Maccarone e Nicola Amoroso (del clan Scalisi) hanno minacciato con dei colpi di pistola un imprenditore, costringendolo a consegnare loro del denaro; Nicola D’agate 28 anni e Andrea Palmiotti 38 anni, che si sono macchiati dello stesso delitto di intimidazione, appropriandosi illecitamente di oltre 3o mila euro. Il primo dei due è anche colpevole di concorso in detenzione di sostanze stupefacenti;

Pinzone Alfredo 53 anni, responsabile, insieme a Salvatore Crimi e Nicola D’agate, del furto di un bancomat a Santa Maria di Licodia la notte di natale del 2015 con uno scavatore rubato (recuperando 75.000 euro). Il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, nonostante le festività, ha permesso di arrestare Maurizio Pignataro e Nicolò Trovato, esecutori materiali del furto e i tre mandanti;

Nicolò Trovato 26 anni “u sceriffu”, Francesco Rosano 27 anni “U Pipituni” e Maurizio Pignataro 40 anni, colpevoli insieme a Nino Crimi, di una rapina violenta in un abitazione di Santa Maria di Licodia. I tre malviventi, mandati da Nino,  hanno costretto con efferata crudeltà una famiglia a consegnare loro la somma di 480 mila euro nascosti all’interno di una cassaforte;

Rosario Massaro Galati 23 anni “sparafrecce”, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La polizia ha rinvenuto, nascosti all’interno di un garage di proprietà di Rosario, 760 grammi di cocaina, 215 di hashish e 15 di marijuana;

Marco Ricca per detenzione illegale di arma da fuoco e sostanze stupefacenti. All’interno di un fondo agricolo intestato a Ricca, la polizia ha sequestrato infatti una pistola con le relative munizioni e oltre 500 grammi di marijuana. Ulteriori indagini hanno portato al ritrovamento di una serra dove venivano coltivane piante di marijuana.

Il traffico di stupefacenti è gestito dal clan Santangelo, dal quale anche gli Scalisi acquistavano la droga (cocaina,eroina, marijuana e hashish). I buoni rapporti tra i clan sono testimoniati dal video della Polizia che mostra il boss Alfio Santangelo mentre consegna dei doni al reggente del clan Scalisi.

 

Arrestati anche Giuseppe La Mela, Vincenzo Bulla,Nicolò Rosano, Vincenzo Rosano, Francesco Rosano, Salvatore Sangrigoli, Salvatore Quaceci, Ignazio Vinciguerra, Antonio Foti, Vincenzo Nicolosi, Alfredo Pinzone, Nicola Mancuso, Biagio Trovato, Angelo Pignataro, Luigi Leocata

 

Altri quattro uomini, di cui non sono fornite le generalità, hanno ricevuto il mandato d’arresto ma si trovano all’estero o in stato di latitanza.