A controllare i parcheggi delle tre spiagge libere della plaia affidate dal comune alla ditta Caffè Napoleon c’è Orazio Buda, cugino del boss dei Cappello Orazio Privitera, oggi al 41bis

A denunciarlo è un’inchiesta pubblicata oggi dal quotidiano online Meridionews: si tratterebbe del secondo dipendente della ditta Caffè Napoleon ad avere legami con clan mafiosi e con procedimenti penali ancora pendenti.

“È di una gravità inedita e sconcertante l’affidamento da parte del Comune di un servizio enormemente redditizio a una società che ha tra i suoi dipendenti personaggi, considerati dagli inquirenti, di spicco della criminalità organizzata catanese” scrive in una nota Catania Bene Comune.

Orazio Buda ai parcheggi delle spiagge libere e Alfio Vecchio – coinvolto nell’operazione contro i Cappello denominata Prato Verde – ad accompagnare le autorità (assessore alla Legalità incluso) nel sopralluogo di apertura dei solarium.

I profili giudiziari e di legalità della vicenda li stabilirà la magistratura – continua ancora Catania Bene Comune – ma è indiscutibile l’inopportunità di tale situazione per un’amministrazione pubblica. Basti pensare che chi è accusato di estorsione ai lidi proprio tramite la gestione dei parcheggi, adesso gestisce i parcheggi del Comune di Catania”.

 La richiesta che il movimento di Iannitti fa al Comune di Catania è di revocare immediatamente l’appalto e procedere alla gestione diretta, come del resto si era fatto del resto negli anni passati, prima di un’altra gestione dubbia, quella della ditta Fraggetta.

 “Non è più tollerabile – si legge ancora nella nota – derubricare a “incidenti di percorso” o casualità le pesanti linee di contatto emerse pubblicamente tra la macchina amministrativa comunale e la criminalità organizzata. Chi sottovaluta le infiltrazioni mafiose nel Comune di Catania per bieco opportunismo o fedeltà politica vuole il male della città“. 

“Il Ministero dell’Interno e la Prefettura non possono più coprire il nuovo “caso Catania”. È indecente che autorità pubbliche di garanzia siano più pronte ad assecondare il potere che a tutelare la collettività e le forze sane della città”.

 E conclude: “Catania deve liberarsi dalle infiltrazioni mafiose e di quegli amministratori che si sono resi responsabili di avallare i rapporti con la criminalità organizzata. La Giunta Bianco si è dimostrata inadeguata a gestire la città e troppo permeabile a infiltrazioni mafiose nell’attività amministrativa. Si è rotto qualsiasi tipo di rapporto di fiducia e di garanzia”.