Continua il degradante tour alla Plaia dove le spiagge libere sono spazi martoriati da strutture fatiscenti di cemento, in totale abbandono e condannate a uno stato di degrado perenne. I servizi essenziali come le docce e bagni sono inesistenti per la mancata manutenzione e pulizia. Siamo a metà maggio. E’ questo il “promettente” inizio della stagione balneare?

Grandi distese di sabbia con rifiuti sparsi ovunque e blocchi di cemento abbandonati al degrado e allo sfacelo: questa è ormai la drammatica situazione delle spiagge libere 2 e 3 del viale Kennedy dove durante la stagione estiva centinaia di persone usufruiscono di questi spazi, gli unici non a pagamento, ma martoriati dall’uomo.

Lo scenario è davvero devastante, desolazione assoluta. Entrando alla spiaggia libera numero 2, accanto al lido dei Carabinieri, sembra di essere catapultati in uno scenario da terzo mondo, dove sulla sabbia e agli angoli delle strutture di cemento i sacchetti di spazzatura e le bottiglie di vetro la fanno da padrone; due sono i corpi di cemento decadenti, gli accessi sono chiusi, le finestre rotte. Sulla destra è ben visibile lo scheletro di una struttura fatiscente che dovrebbe essere l’area delle docce, con rubinetti arrugginiti e vegetazione secca che cresce ovunque.

Situazione ancora più devastante è quella della spiaggia libera numero 3: entrando nel corpo centrale di cemento si notano crepe sui pilatri e sulle pareti e il tetto fatiscente con tegole e calcinacci caduti, dando proprio l’idea di una struttura pericolante. Agli angoli di questo ecomostro si trovano mucchi di spazzatura di ogni tipo: indumenti, bidoni e vasche di plastica. Da un lato ci sono delle aperture che consentono di entrare all’interno di questa struttura, piene di vecchi oggetti abbandonati nella sporcizia, alla mercè di tutti.

In bella vista quasi sulla riva della spiaggia una vecchia panchina abbandonata e arrugginita, forse portata dal mare o scaricata in quel punto da qualche incivile, un vero pugno in un occhio che deturpa quel che ormai resta del paesaggio marino.

In giro non si vede nessuno a fare dei lavori di riqualificazione, recupero o quantomeno manutenzione e pulizia in vista della nuova stagione estiva. Già lo scorso anno la struttura fatiscente della spiaggia libera numero 3 era stata oggetto di discussione e polemiche tra i bagnanti. Lo stato di degrado e sporcizia è tale che viene compromessa anche la sicurezza igenico-sanitaria.

Il problema è da anni lo stesso e la manutenzione è prorprio inesistente. Tutto questo preannuncia ancora una volta una stagione estiva all’insegna del malumore e dell’indignazione da parte dei bagnanti che già negli scorsi anni si lamentavano dei servizi non offerti dalla struttura comunale, a cominciare dalle docce impraticabili e fatiscenti e dalla necessità di stendere i teli sulla sabbia facendosi largo tra la spazzatura. 

Lo scorso anno l’Amministrazione aveva annunciato la chiusura della spiaggia libera n. 3 per metterla in sicurezza, dichiarandola inaccessibile, ma a distanza di un anno la situazione è sempre la stessa, nulla è cambiato e come al solito non sono state concretizzate le promesse fatte.

Il 18 luglio 2016 il Comune autorizzò la consegna provvisoria dei servizi di gestione delle spiagge libere 1, 2 3 alla ditta Cafè Napoleon (approvazione affidamento provvisorio verbale), ma ad aprile 2017 è stata revocata per la dubbia natura legale della ditta che fece scalpore tra i media DET. REVOCA. Una gestione solo sulla carta poiché di fatto lo stato di fatiscenza dura da anni, compreso il periodo riguardante la società cooperativa in questione.

Il Comune liquida ogni anno una cospicua somma, quest’anno di 65 mila e 850 euro provv. b16_64, per il pagamento del canone relativo al mantenimento della concessione demaniale marittima. Dunque, tira fuori un sacco di soldi per mantenere la concessione ma non è assolutamente in grado di garantire i sevizi essenziali di fruizione delle spiagge libere.

Non resta che attendere l’inizio della stagione balneare per scontarsi nuovamente con una realtà purtroppo già nota. Un circolo vizioso nel quale queste aree sono ormai imprigionate.