All’attenzione dei Revisori dei Conti e del’Ufficio Legale acquisti e servizi per centinaia di migliaia di euro. Nei soli mesi di giugno, luglio e agosto 2014 e tutti con affidamenti diretti e cottimi fiduciari. In un sol colpo sostituiti tutti gli impianti d’illuminazione e tinteggiati in via d’urgenza i corridoi. I DOCUMENTI

Proprio mentre tutti gli organi dell’Ateneo catanese si trovano a dover affrontare la grana della sentenza che ha dichiarato illegittimo lo statuto su cui si fondano i loro stessi poteri (tanto che si parla di commissariamento), ecco che rischia di scoppiare un’altra grana.

Tra gli uffici competenti circolano note e relazioni che hanno adesso formalmente allertato il Collegio dei Revisori dei Conti, che dal 26 gennaio è ancora in attesa di qualche risposta.

Le domande riguarderebbero alcune spese per forniture e servizi che sarebbero state effettuate tutte nello scorso periodo estivo, giugno-luglio-agosto 2014.

Tutte spese classificate come urgenti, tutte svolte con il sistema dell’affidamento diretto o tutt’al più con cottimi fiduciari.

Nel periodo in esame da parte del Collegio, direttore generale è il dr. Federico Portoghese, chiamato dal rettore Pignataro per sostituire il dr. Lucio Maggio nel frattempo licenziato dal CdA dell’Università.

Vediamo cosa ha deciso di comprare il direttore Portoghese e come.

La procedura con cui l’Università di Catania effettua gran parte delle sue spese per forniture, almeno così si evince dalla documentazione visionata da Sudpress, parrebbe la seguente:

Il responsabile del servizio, in molti casi l’ing. Agatino Pappalardo, dirigente vicario dell’Area Progettazione, Sviluppo Edilizio e Manutenzione, invia una nota al Direttore Generale pro tempore (in questi casi il dr. Federico Portoghese), facendo riferimento espresso ad una richiesta “per le vie brevi” dello stesso Direttore Generale che poi autorizza la spesa.

In pratica, “per le vie brevi” significa che non c’è una disposizione scritta, ma magari il direttore Portoghese telefona al dirigente in questione, oppure durante una passeggiata, e chiede: “Che fa, tinteggiamo queste pareti?”, oppure “Gli mettiamo una bella porta là?”, o ancora “Delle belle poltrone nuove?”, così il dirigente effettua un sopralluogo, decide i lavori, propone la ditta cui affidarli ed alla fine lo stesso direttore generale “decreta” il lavoro o l’acquisto. Così pare funzioni.

E così accade che il 6 giugno 2014 il direttore Portoghese ritiene necessario realizzare, richiedendolo “per le vie brevi” all’ing. Pappalardo, una “apertura nella stanza d’angolo al fine di renderla comunicante con la stanza attigua”. Il sopralluogo disposto dall’ing. Pappalardo rileva che per assecondare i desiderata del direttore occorre effettuare “una bucatura di metri 2,20×2,60” e quindi installare la relativa porta scorrevole. Questo urgentissimo ed indispensabile intervento è costato all’Ateneo di Catania 21.960 euro. Per una porta scorrevole.

Pochi giorni dopo, il 19 giugno, sempre l’ing. Pappalardo effettua un altro sopralluogo, rilevando che  “per la nuova organizzazione della Direzione Generale è necessario integrare gli arredamenti ivi esistenti”, e ci mancherebbe, integriamo. Altri 12.584 euro. Non sappiamo bene di cosa si tratti, ma in una nota dell’Avvocatura d’Ateneo si legge che “per quanto è stato possibile appurare direttamente da parte dei componenti l’ufficio di direzione generale, sino al 23 gennaio 2015 di tali beni non v’è traccia.” Non è chiaro se si tratta di questi beni o altri acquistati nello stesso periodo e che a quanto pare non si trovano.

Sempre a seguito del solito sopralluogo, l’ing. Pappalardo si accorge che per la direzione generale occorrono 14 poltrone e che queste poltrone devono avere delle caratteristiche assolutamente specifiche, come fossero dei presidi medici: devono assolutamente essere di marca Diemme e con una particolare struttura minuziosamente descritta: costo finale 10.248 euro. Saranno comode.

Ma è nel periodo di agosto che scatta la “furia da tinteggiatura”. Naturalmente urgentissima.

Sempre sollecitato (non si sa da chi ma si può intuire) “per le vie brevi”, l’ing. dirigente vicario Agatino Pappalrdo effettua una serie di “sopralluoghi” e decide che sarebbe urgente provvedere alla tinteggiatura (a stucco veneziano) di due corridoi.

Quindi:

per il corridoio della Direzione Generale – piano secondo di palazzo Centrale si spenderanno 30.000 euro, ovviamente con affidamento diretto;

per il corridoio lato sud-ovest al piano secondo di palazzo Centrale si spenderanno altri 6.200 euro, sempre con affidamento diretto, ma affidato a ditta diversa da quella che ha tinteggiato il corridoio contiguo sullo stesso piano;

Dovendo poi “uniformare” la differente tinteggiatura (forse proprio perché realizzata in maniera non omogenea da due ditte diverse per lo stesso piano e nello stesso periodo) dei due corridoi (sic) altri 6.200 euro sempre con affidamento diretto;

Non poteva mancare la verniciatura degli infissi per 3.900 euro, sempre con affidamento diretto.

Atro sopralluogo, altro intervento urgente per adeguare gli impianti alle nuove postazioni (di cui sopra) installate con urgenza: altri 26.000 euro, sempre con affidamento diretto.

Ovviamente, con le nuove postazioni era di certo necessario effettuare lavori di montaggio, modifiche e rimontaggio, per i quali sono bastati 3.172 euro, sempre con affidamento diretto.

La chicca, il 28 agosto 2014, data in cui , sempre a seguito di immancabile sopralluogo, l’ing. Pappalardo si accorge che sarebbe “necessario sostituire gli apparecchi illuminanti presenti nella Sala Rappresentanza, nonché tutti quelli presenti nei corridoi e negli spazi comuni di tutto il piano secondo di Palazzo Centrale”. Il direttore generale Portoghese approva con nota del 29 agosto.

Abbiamo letto bene, hanno deciso di sostituire in un colpo tutto l’impianto di illuminazione della direzione generale: totale dell’intervento, ovviamente urgente, di ben 11.224 euro

Quelli che abbiamo citato sono solo un piccolo esempio, in realtà gli interventi effettuati nel periodo dell’estate 2014 sono circa una cinquantina, quasi tutti con affidamento diretto o cottimi fiduciari, per un importo complessivo, considerando solo quelli già eseguiti, di oltre 200.000 euro. 

Adesso alcune questioni hanno già investito, come detto, il Collegio dei revisori che ha già chiesto chiarimenti.

In particolare parrebbe che “nessuna stima sullo stato dei luoghi, prima degli interventi è stato effettuato a giustificazione della necessità degli interventi, operazione forse ineludibile tenuto conto che una analoga operazione di straordinaria manutenzione(con ripitturazione, cambio di applique, ecc., era stata effettuata meno di cinque anni fa.”

Ai Revisori viene anche specificatamente segnalata la spesa per la porta scorrevole, per quale i 20.690 euro spesi sembrerebbero, “applicando i principi del buon padre di famiglia”, alquanto fuori mercato.

Altra contestazione riguarderebbe il frazionamento degli acquisti di arredi e relativi lavori, per i quali si è proceduto a ben 13 diversi affidamenti, “al punto da tenere ogni singolo acquisto al di sotto della soglia dei 25.000 euro”, consentendo in tal modo di effettuare le spese con procedura semplificata rientrante nei poteri diretti del direttore generale.

L’Ateneo di Catania si conferma quindi tra gli ultimi in tutte le classifiche immaginabili, ma probabilmente tra le prime per “sopralluoghi”, “tinteggiature urgenti” e “porte scorrevoli”, tutte per le “vie brevi”, naturalmente.

Come al solito SUDPRESS mette a disposizione dei suoi lettori tutti i documenti citati