Ricorrenza

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Sono passati 33 anni dalla scomparsa di Matteo Scuderi

Chi frequentava la “Catania Bene” degli anni ’80 non poteva non conoscerlo. Ottima famiglia, allievo del mitico Leonardo da Vinci di una volta, protagonista assoluto della vita notturna catanese, “inventore” dei gruppi organizzativi che animavano le migliori discoteche dei tempi d’oro della movida

Oggi leggo su La Sicilia l’annuncio della famiglia della ricorrenza dell’anniversario della morte di Matteo Scuderi.

Una messa sarà celebrata lunedì 11 gennaio alle ore 18 nella chiesa dei Martiri Inglesi a Sant’Agata li Battiati.

E torno indietro ai tempi della scuola.

Che era il Leonardo da Vinci degli anni ’80, una scuola d’elite sempre in concorrenza coi salesiani di via Cifali, luoghi da cui passava tutta la buona borghesia catanese e gran parte di quel che restava dell’aristocrazia.

Il primo ricordo di Matteo, lui all’ultimo anno, io al primo ginnasio, lo ritrovo messi accanto nella mitica “fila di punizione” di Fratel Tito, lo straordinario burbero ispettore del liceo.

Io alle prime armi come giovanissimo “monello”, lui super esperto di punizioni lasalliane.

Buttati fuori dalla classe per qualche intemperanza o semplicemente perchè arrivati in ritardo, subivamo il supplizio dello stare in piedi per ore nel corridoio centrale, a distanza di due metri l’uno dall’altro, con l’obbligo del silenzio ed esposti al pubblico ludibrio. Se venivamo scoperti a parlare o appoggiati alla parete, si aggiungeva il dover imparare a memoria interi canti della Divinia Commedia.

Ricordi fantastici.  E sono ricordi che solo chi li ha vissuti può comprendere ed a loro li rivolgo.

In quella fila nascevano amicizie e solidarietà studentesche.

Matteo era un mito per noi ragazzini. 

Era il capo supremo ed indiscusso del Gruppo Organizzativo MacIntosh e Banacher, le due discoteche più importanti del meridione.

Da lui e dai suoi fedelissimi dipendeva se potevi entrare o meno a far parte della Catania Giovane che contava, entrare nella cerchia ristrettissima era un miraggio.

Al suo fianco inseparabili, Franco Grasso e Franco Riccioli.

Al confronto, quelle che vengono chiamate le “liste” di oggi fanno tenerezza, allora si esercitava un potere incredibile e quei ragazzi all’ingresso che smistavano tessere e ingressi rappresentavano la soglia da varcare per esistere nella Catania che contava.

Ed in quel cerchio di cui facevano parte Alfio Drago, Davide Mirabella, Alberto Anastasi, io entrai con gli amici di sempre, Pierluigi Papalia e Guglielmo Ferro.  

Ancora oggi, a distanza di 35 anni, mi è capitato di incontrare persone che mi hanno detto: “mi ricordo di lei all’ingresso del McIntosh, mi ha strappato la tessera”, o la dolce segretaria di dove lavoro adesso che ancora mi rinfaccia che non la facevo entrare perchè troppo piccola.

Ricordi dolcissimi.

E il capo di tutto, temuto ed invidiato, era lui, Matteo Scuderi, che faceva tremare con lo sguardo chi provava a dare fastidio.

La sua Renault, 5 se non ricordo male, super maggiorata, aveva un impianto stereo che squassava la città.

Alla fine del pomeriggio giovani, si andava tutti insieme in piazza Verga, da Roney, dove immancabilmente passava con il suo autista il nonno armatore di Matteo che abbassava il finestrino per raccomandargli di fare il bravo.

Eravamo veramente ragazzini, e fu un tempo fantastico, regalandoci ricordi che oggi forse consentono a molti di noi di non piombare nella depressione di tempi diventati troppo brutti.

Credo di poter dire che ci siamo divertiti, con poco, con molto.

E Matteo, che se ne è andato a seguito di una complicazione operatoria per una banale frattura, di quei tempi è stato un protagonista assoluto e sono certo che siamo in tanti a ricordarci ancora di questo fantastico gigante buono.

Ciao Matteo, fai il bravo.



20 commenti

  1. Ignazio Scuderi

    Grazie Pierluigi.
    Non hai la minima idea di cosa significhi per me e per la mia famiglia.
    Ignazio

    1. Pierluigi Di Rosa Autore articolo

      E’ la semplice verità. Col cuore, come sempre. Un abbraccio

  2. Emilio Randazzo

    Grazie per il bellissimo ricordo,
    Con Matteo e Ignazio abbiamo passato periodi molto belli, comprese le interminabili punizioni davanti all’ufficio di fratel Tito, il quale terminata la scuola ci confidò di essere felice di poterci trattare da amici abbandonando la sua tradizionale severità.
    Matteo aveva l’abitudine di maggiorare tutto. Comprammo entrambi un vespone 125 blu, erano identici, ma il suo la settimana dopo era miracolosamente diventato un 180!
    Penso spesso a lui, e come me tanti altri che come me hanno avuto la fortuna di essere stati suoi amici. Grazie per il bellissimo tuffo nel passato
    Emilio

  3. Angelo Parisi

    Bel ricordo questo articolo, sobrio ma esaustivo, per me che ho condiviso con lui tante giornate, pomeriggi e spesso serate….da amico quasi da fratello minore..

  4. umberto

    Ciao Pierluigi,
    oltre ad aver dimostrato una grande sensibilità, hai esternato in maniera semplice e nello stesso tempo dolce quello che è stato per tanti di noi Matteo. Aggiungo soltanto che ancor più paura faceva l’impianto stereo montato a casa sua ad Acicastello (ricordo che quando era acceso si andava di sera tardi all’ingresso del “Gammon”, ora Banacher, per sentire se arrivava nitido il suono….).
    Grazie anche da parte mia,
    Umberto

  5. Sergio Parisi

    Caro Pierluigi hai avuto un intuito e soprattutto un cuore grande nel ricordare una figura straordinaria come quella di Matteo.L’articolo fotografa perfettamente quello che è stato il passato della nostra generazione soprattutto nel rispetto che noi tutti, più piccoli di qualche anno, avevamo nei confronti di Matteo. Ovviamente anch’io ho subito varie punizioni per mano di fratello Tito girovagando in tutte le classi, da quella di mio fratello a quella di Matteo, sempre faccia muro nell’angolo.

  6. cristina perla

    Come dimenticare Matteo, i pomeriggi passati a casa sua per tenergli compagnia mentre era immobilizzato dal gesso.., il McIntosh…Roney…in fondo lui non se ne è mai andato perchè è sempre presente nei nostri cuori

  7. Gianluca

    Articolo stupendo per un uomo meraviglioso. Per tutti noi figli degli anni 80, Matteo e’ stato un’icona che non si potrà mai dimenticare…grazie Matteo!!! Gianluca

  8. agata

    quando seppi della sua morte fu uno shock lo conoscevo perche’ frequentavamo gli stessi luoghi lui con quel vespone…. simbolo dei nostri anni con quel carattere esuberante e simpatico solo chi ha memoria puo’ capire!!!!nei nostri cuori sempre presente e vivo

  9. Corrado

    Un bellissimo ricordo perché mi fa tornare ad una giovinezza spensierata. Un grande cuore un vero animo nobile che impegnava tanto di se per far crescere la vera amicizia.

    Complimenti per l’articolo …mi ha regalato una commozione piacevole

  10. nica le pira

    Non lo dimendicherò mai ,come voi un pò più piccoli,Lui aveva un speciale rapporto con mio figlio Francesco,per Lui era un mito ,che metteva musica sempre e ovunque,spesso veniva a casa mia in via modena ad ascoltare musica,Francesco gli regalò un libro con i testi di Bruce Springsteen,che dolce ! Ma riuscite a pensare cosa combinano lassù insieme! Grazie del ricordo ,è stato molto tenero,rimarrà sempre nei nostri pensieri ! Nica

    1. Pierluigi Di Rosa Autore articolo

      Anche Francesco, carissima Signora Nica, anche Francesco. E troveremo il modo di ricordare anche lui e farlo conoscere ai ragazzini di oggi che non lo hanno conosciuto, perchè Francesco è stato certamente uno dei patrimoni belli di questa città. C’era tanto in quella Catania degli anni ’80. Tanto.

      1. Sexy Costanzo

        Era proprio così Pigi. Matteo era il sorriso sganascione che rumoreggiava più del suo vespino, lo ricordo come fosse adesso. Allo stesso modo ricordo con grande emozione e sentimento le puntate di una trasmissione di telecolor condotta da Francesco e che preparavamo in classe la mattina prima…per ascoltare musica ancora nella sua mitica stanza di via Modena, Grazie alla splendida Nica, una sorella grande avanti già allora Quella stessa musica che suonavamo a casa mia d’estate o a casa di Gianluca Zurria in inverno. Grazie del ricordo immarcescibile.

  11. Ilaria Tomasi

    Grazie Pigi,

    che bei ricordi. Un salto indietro nel tempo di tanti, tantissimi anni. Complimenti per l’articolo e per l’iniziativa. Sono tornata agli anni di una giovinezza spensierata e piena di buon umore. Matteo era, è e resterà sempre nei nostri cuori.

  12. chicco coci

    che articolo meraviglioso ricordare il grande e buono matteo scuderi ho provato una forte emozione e son tornato indietro negli anni 80 quando era tutto fantastico e passavamo dal mcintosh al gammon in estate e roney piazza ariosto ed eravamo giovani belli e forti che ricordi fantastici e matteo che era un leader affettuoso per tutti noi della catania di quegli anni chicco coci

  13. Toti

    Bravo, bisogna sempre ricordare chi vive nei nostri cuori.
    Io ero uno dei tanti “leonardiani” ed uno dei tantissimi amici di Matteo, un’età nella quale si formano amicizie che possono durare una vita. Purtroppo così non è stato con Matteo, ma è spesso nei miei pensieri.
    Grazie Matteo.

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