Arrivano in rapida successione, tra le 12.09 e le 12.08, le mail degli uffici stampa di Università e Comune di Catania ad annunciare, con tanto di foto cerimoniale, lo storico evento: arrivata una delegazione della Macedonia del Nord. Addirittura. Pubblichiamo i comunicati integrali dei due enti e poi la sintesi da Wikipedia di che cosa si sta parlando, roba che ci fa venire da dire, con tutto il rispetto e la schiettezza possibili: “Ma la volete finire di perdere tempo con queste cretinate?”

Il comunicato dell’Università:

Una delegazione della Macedonia del Nord in visita all’Università di Catania

Gettate le basi per un futuro accordo di collaborazione

 Il rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo ha ricevuto stamattina una delegazione della Macedonia del Nord.

Nel corso dell’incontro il rettore dell’Ateneo catanese e il prof. Besnik Fetai, pro-rector for Planning and Enterpreneurship dell’Università South East Europe di Tetovo, hanno gettato le basi per la stipula di un accordo di collaborazione tra i due atenei nel campo della formazione e in particolar modo sugli studi nel campo dell’economia, della computer science, di giurisprudenza, di lingue e di scienze politiche e, inoltre, lo scambio di docenti tra i due atenei.

Presenti all’incontro anche la dott.ssa Magdalena Dimova, incaricata d’Affari A.I. in rappresentanza dell’ambasciata della Repubblica della Macedonia del Nord a Roma, Arben Vila, direttore di InvestNorthMacedonia, Ivan Iliev, State Advisor e Manager di InvestNorthMacedonia, Consolato Garifoli, rappresentante in Italia della Camera di commercio della Macedonia del Nord, e il prof. Martino Ruggieri, delegato all’Internazionalizzazione – Ambito bio-medico dell’Università di Catania.

Soddisfazione è stata espressa dal rettore Francesco Priolo che ha evidenziato «l’importanza dell’incontro nell’ottica di ampliare ulteriormente i rapporti nel campo delle relazioni internazionali e avviare nuove collaborazione tra atenei».

Il prof. Besnik Fetai, invece, ha sottolineato «la volontà delle istituzioni della Macedonia del Nord di instaurare future collaborazioni con l’Italia nel campo del business e della ricerca, ma anche culturali».


Il comunicato del Comune di Catania:

Sindaco Pogliese riceve delegazione della Repubblica di Macedonia del Nord

Il sindaco Salvo Pogliese ha ricevuto nel Palazzo degli Elefanti una delegazione istituzionale della Repubblica di Macedonia del Nord.
La rappresentanza macedone era composta da Magdalena Dimova, ambasciatrice e più alta autorità diplomatica in  Italia,  Arben Vila e Ivan Iliev, rispettivamente Ceo e State Advisor di InvestNorthMacedonia, agenzia statale di attrazione  degli investimenti che offre assistenza gratuita alle imprese straniere, e Besnik Fetai, Pro Rector della South East Europe University.
Nel corso del cordiale colloquio il sindaco Pogliese, affiancato dall’assessore alle Attività produttive Ludovico Balsamo, e i rappresentanti macedoni hanno manifestato la volontà di incrementare i rapporti commerciali e turistici tra i rispettivi paesi a partire dagli incontri previsti in questi giorni con il settore produttivo etneo e da visite istituzionali e tour promozionali in Macedonia ai quali la delegazione straniera ha ufficialmente invitato il sindaco Pogliese e l’Amministrazione cittadina.


Ed ecco di cosa stiamo parlando, sintesi da Wikipedia:

Popolazione: 2.148.716 (appena quasi il doppio degli abitanti della sola provincia di Catania, ndr).

La Repubblica Macedone era una delle aree più povere dell’ex Jugoslavia. Nel settembre 1991, anno della sua pacifica indipendenza, produceva soltanto il 5% di tutti i beni e servizi della Repubblica Federale. L’indipendenza ha fatto cessare l’arrivo dei fondi provenienti dal governo federale, acuendo la difficile situazione economica. I primi anni di indipendenza hanno risentito gli effetti negativi di molte situazioni: l’assenza di infrastrutture; la mancanza di un mercato libero; le sanzioni dell’ONU alla Serbia che rappresenta uno dei suoi principali mercati; l’embargo economico dalla Grecia per la controversia legata al nome e alla costituzione. Per tutto questo l’economia è ristagnata fino al 1996; dopo di che si è avuta una ripresa fino al 2000. Successivamente si è avuto l’effetto negativo dell’insurrezione albanese del 2001, che ha comportato una riduzione degli scambi commerciali. L’aumento della disoccupazione e la diffusione del mercato nero continuano a essere un grave peso per lo sviluppo dell’economia macedone. Il PIL pro capite rimane uno dei più bassi d’Europa.


Santa pazienza…