Filtra poco da Sigonella. Ma quel poco non è indifferente.

Di fronte a una richiesta inoltrata per ottenere informazioni su quel che sta accadendo all’ interno della base in evidente allarme dopo le dichiarazioni degli alleati Nato sulla crisi siriana per tutta risposta mi è stato indicato inviato questo comunicato dell’ANSA.

In base agli accordi internazionali e bilaterali vigenti l’Italia ha sempre fornito supporto alle attivita’ di forze alleate per garantirne la sicurezza e la protezione. Lo affermano fonti di governo, in relazione agli sviluppi della situazione in Siria, sottolineando che pero’ l’Italia non e’ direttamente coinvolta in qualsiasi attivita’ in atto”.

I militari – come è giusto che sia – si blindano.

Stiamo quindi ai fatti conosciuti.

Sappiamo che la premier britannica Theresa May ha ordinato di spostare i sottomarini presenti nel Mediterraneo in un raggio d’azione missilistico capace di attuare un’eventuale lancio di Tomahawk contro le forze militari di Bashar Al Assad.

Sappiamo che tutte le navi russe presenti nel porto mediterraneo si Taurus hanno preso il largo per non fornire un comodo bersaglio. Sappiamo che le principali basi aeree siriane vengono evacuate.

Sappiamo, in verità da poche ore, che il Presidente Francese Macron afferma di avere le prove che l’attacco con armi chimiche dello scorso 8 aprile costato almeno 70 morti tra i civili a Duma è opera dell’esercito siriano.

Sappiamo anche che ieri notte sono arrivati caccia bombardieri inglesi e sauditi nella base di Akrotiri a Cipro a meno di 300 km dalla costa siriana.

Sappiamo che di portaerei Usa nel Mediterraneo attualmente non ce ne sono: la Truman è salpata ma sarà in vista di Gibilterra non prima di una decina di giorni. Una garanzia ? No purtroppo no.

Sappiamo (e questo ci riguarda da vicino perché le piste di Sigonella distano 20 km dal centro di Catania) ieri 11 aprile i Poseidon 8 della U.S. Navy presenti sull’isola sono  decollati e hanno sorvolato per ore  le coste siriane. Sappiamo che Eurocontrol  ha lanciato un’allerta per tutte le rotte aeree del Mediterraneo orientale: lo spazio aereo in questione potrebbe presto essere oggetto di blackout radio provocando problemi alla navigazione aerea

A Sigonella sulla pista della zona che ospita le forze armate statunitensi in questo momento ci sono solo aerei senza capacità offensive.  A che servono areoplani del genere? Il Boeing Poseidon 8 è un pattugliatore marittimo di nuova generazione, un aereo dalle caratteristiche multiruolo che gli consente di svolgere missioni anti-sommergibile ma anche di intelligence e conseguente acquisizione di bersagli. Può trasportare di siluri, cariche di profondità, missili anti-nave Harpoon e altri armamenti di cui non si hanno notizie precise.

Questo sappiamo.

Sperando di non dovere sapere altro: questa notte o durante il prossimo week end.


Aldo Premoli, milanese di nascita, vive tra Catania, Cenobbio, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini.  Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige il periodico specializzato nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia”, “Artribune”, collabora con “East-West” Ha pubblicato libri di saggistica e ha fondato, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige il tendermagazine SudStyle.