Così il ministro dell’Interno in merito a quanto riportato oggi da alcuni organi di informazione, secondo cui il titolare del Viminale nel settembre dell’anno scorso avrebbe partecipato a Catania all’inaugurazione del ristorante sequestrato ieri nell’ambito di un’operazione antimafia. “Valuteremo azioni legali risalendo a chi ha per primo dato la notizia e a chi l’ha diffusa”

“Quanto riportato maldestramente oggi dal Fatto Quotidiano è falso dalla prima parola all’ultima. Avevo già smentito chi, strumentalmente, aveva provato a montare una polemica caduta – purtroppo per chi ci contava – nel nulla, perché sul nulla era costruita. Già nelle prossime ore attiverò tutte le azioni legali che possono portare alla condanna di chi dice il falso, lo reitera o lo rilancia, proprio per il rispetto dei fatti avvenuti e per restituire alla informazione – che alcuni organi di stampa indegnamente fanno – quella correttezza su cui si deve basare ogni notizia”.

Lo ha detto  il ministro dell’Interno Angelino Alfano, in merito a quanto scritto oggi dal quotidiano diretto da Marco Travaglio, secondo cui il titolare del Viminale nel settembre dell’anno scorso avrebbe partecipato all’inaugurazione di un ristorante a Catania che ieri è stato sequestrato nell’ambito di un’operazione antimafia.

Alfano riporta anche quanto già aveva dichiarato il 3 ottobre 2015 alle agenzie: “Fin qui si è ritenuto superfluo smentire la colossale assurdità di quanto detto, peraltro anche da fonti di stampa notoriamente non credibili. Ora ci limitiamo a dire che è un classico caso in cui la malafede, per eccesso, sconfina in imbecillità. Valuteremo azioni legali risalendo a chi ha per primo dato la notizia e a chi l’ha diffusa”.

“I politici seri si guardano bene dal seguire simili nefandezze. Questa è la linea di demarcazione tra chi vuole ergere la violenza e la menzogna a logica di sistema e chi fa politica seria basandosi su un confronto leale e legittimo”, ha concluso Alfano.