Rischia di sfociare in una vera e propria emergenza per la salute pubblica e per l’ambiente il blocco dell’attività delle imprese di espurgo pozzi neri che trasportano, con i loro mezzi, i liquami dalle fosse di condomini, scuole e asili, al depuratore di Pantano D’Arci gestito dalla Sidra, la partecipata del comune di Catania. Le imprese che aderiscono alla Confcommercio sono sul piede di guerra da giorni perché la Sidra ha diminuito la quantità di “bottini” da versare per via delle difficoltà per l’ente di gestire il conferimento dei fanghi di depurazione. Lo conferma anche Giovanni Rinzivillo, portavoce degli autotrasportatori dell’associazione dei commercianti: “Abbiamo indetto il fermo del trasporto, almeno per le imprese che aderiscono a noi, dalla mezzanotte di oggi e fino a giorno 16. Per quello che sta accadendo, si lavora male e poco, c’è rischio per scuole, asili e salute pubblica”

L’allarme era stato già lanciato da Confcommercio qualche settimana fa a seguito di una comunicazione della Sidra.

Rinzivillo spiega: “La Sidra ha le mani legate in realtà, come noi, perchè la sua situazione attuale la vede impossibilitata a conferire il fango derivante dal refluo che portano gli autotrasportatori degli espurgo. Non hanno avuto informazione su quello che devono fare di questo fango che continuano ad accumulare”.

Per risolvere definitivamente il problema, si aspetta dunque l’intervento della Prefettura ma anche di Comune e Regione, come lo stesso Rinzivillo conferma: “Abbiamo richiesto un incontro urgente già negli scorsi giorno con il Prefetto, ma anche con il Comune di Catania e con la Regione, perchè la questione va risolta, anche se non si sa in che modo davvero. Quasi nessuna delle imprese interviene più, c’è una vera emergenza sanitaria in atto. Ci sono circa 500 casi di interventi urgenti, su tutto il territorio della provincia di Catania. In alcuni casi più delicati, come scuole, asili, strutture pubbliche, uffici, c’è un serio rischio per la salute pubblica”.

E la situazione di difficoltà coinvolge anche i lavoratori delle imprese di espurgo: “C’è preoccupazione anche per una sessantina di dipendenti, di varie aziende, perchè i costi non si riescono più a coprire con la limitazione che è stata imposta sul conferimento”.

La situazione tuttavia non è nuova. Già nel gennaio dell’anno scorso, Sudpress aveva rivelato come ad una delle imprese che aveva chiesto l’autorizzazione a scaricare i rifiuti liquidi, era stato negato il via libera, come scrissero dalla Sidra “per la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria” dell’impianto, che non le consentiva di accettare altri “bottini”. Anzi la Sidra comunicava già allora che avrebbe richiesto alle imprese di diminuire il quantitativo dei fanghi da smaltire. Insomma, una situazione che già allora rischiava di esplodere come poi di fatto sta succedendo, con il rischio sempre più concreto che i liquami inizino a fuoriuscire dalle abitazioni come in tanti altri luoghi, prima che una reale soluzione si trovi.