Senza alcuna selezione pubblica, nonostante i suoi 140 dipendenti ed il divieto assoluto confermato dalla legge regionale 27/2016, il presidente della società del comune di Catania che gestisce i servizi idrici, Alessandro Corradi, nominato da Enzo Bianco nel settembre 2016 e uomo di riferimento del deputato regionale Luca Sammartino, ha firmato nel solo mese di marzo la bellezza di 5 incarichi a giovani professionisti spendendo 70 mila euro. La SIDRA è protagonista di un singolarissimo caso di “contabilità super creativa” con il suo bilancio che si regge su un misterioso credito di 50 milioni che il comune di Catania non riconosce da anni e comincia, seppur troppo tardivamente, ad essere oggetto dell’attenzione delle autorità di controllo.

Alessandro Corradi

La SIDRA è una società di proprietà del comune di Catania che continua a sopravvivere grazie ad uno dei più clamorosi casi di maneggio contabile mai riscontrati a livello mondiale: un vero e proprio case study per le università di economia, paesi off shore compresi.

Infatti chiude imperterrita i propri bilanci riportando tra le poste attive la bellezza di 48 milioni (QUARANTOTTOMILIONI) di crediti verso il comune di Catania nel cui bilancio invece non c’è traccia. In realtà i milioni vantati sarebbero addirittura 63 se si aggiungono quelli appostati a fondo svalutazione.

Delle due l’una: o mente la Sidra o mente l’amministrazione comunale ed a seconda della risposta salterebbe in aria la società o il comune stesso.

Per prendere tempo hanno attivato un arbitrato atipico di cui non si sa nulla, roba da Zelig e cosa ancora più comica è il fatto che gli sia consentito di continuare in questo modo come nulla fosse.

Sempre nel bilancio 2016, pubblicato il 30 gennaio 2018, si riferisce che “la Società ha detenuto partecipazioni in Hydro Catania S.p.A. Con verbale dell’assemblea dei Soci del 7/7/2017, di approvazione del bilancio, è stata rilevata una perdita di € 2.929.955 che ha determinato l’azzeramento del capitale sociale e pertanto l’intera perdita della partecipazione.”

Altra vicenda oscura che si intreccia a quella oscurissima della SIE, una società mista pubblica-privata (che come direttore generale ha avuto l’attuale direttore di SIDRA De Gregoriis) che merita di certo approfondimento a parte perché si ha la sensazione che ci siano troppi controllori distratti da queste parti.

Ma queste sono altre storie che tratteremo a breve, anche in considerazione del fatto che alcuni accenni emergono adesso nelle relazioni che la procura della Corte dei Conti comincia a dedicare, seppur fuori tempo massimo, a quanto accaduto negli ultimi anni al comune di Catania.

Ma adesso ci occupiamo di un caso apparentemente piccolo, in realtà sintomatico di come vanno le cose in questa città.

Si tratta  di 5 incarichi, in realtà assunzioni a tempo determinato, che il presidente Alessandro Corraddi a firma con il direttore generaleOsvaldo De Gregoriis, come specifica nella due “scritture private”, ha deciso di sottoscrivere lo scorso marzo.

Inutile segnalare che, per mera coincidenza, ci troviamo in piena campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale mentre forse è più significativo ricordare che la legge regionale 29 dicembre 2016 n. 27 “Disposizioni in materia di autonomie locali e per la stabilizzazione del personale precario” all’articolo 3, comma 16, ha confermato dal 1 gennaio 2017 il divieto di assunzioni di cui al comma 1 articolo 10 della L.R. 25/2008.

Il diveto è assoluto e sotto ogni qualificazione giuridica ci si possa inventare da parte delle amministrazioni.

È probabilmente utile ricordare anche che la SIDRA spa annovera la bellezza di 140 dipendenti tra i quali vi sono 2 dirigenti e ben 70 impiegati.

Non risulta che sia stato pubblicato un atto d’interpello per valutare se vi fossero tra i dipendenti alcuni in grado di adempiere ai compiti assegnati ai 5 incaricati esterni, ma il presidente Corradi con il direttore generale De Gregoriis hanno dichiarato nelle due delibere autorizzative in un caso che il personale dipendente sarebbe troppo oberato e nell’altro che la SIDRA mancherebbe di “figure intermedie specialistiche a supporto dell’U.O. Depurazione”.

E con queste motivazioni vengono assegnati i 5 incarichi per redigere appositi studi, assegnando a ciascuno degli incaricati la somma di 12 mila euro per la durata di un anno, liquidabili ogni fine mese a presentazione fattura.

Ora, la stessa periodicità della liquidazione e la somma identica per incarichi  con oggetto diverso, senza tenere in alcun conto delle rispettive diverse complessità, ammesso che questi incarichi siano legittimi nonostante l’assenza di interpello e pubblica selezione, porta a ritenere che in realtà si tratta non di incarichi professionali, peraltro censurabili per diversi aspetti, ma di assunzioni a tempo determinato espressamente vietati, come detto, dalla legge.

Le delibere n. 23 del 6 marzo e 33 del 19 marzo, firmate  da presidente Alessandro Corradi “congiuntamente con il direttore generale” De Gregoriis, non risultano pubblicate sul sito della SIDRA, che in effetti qualche serio problema di trasparenza ce l’ha, ma possiamo allegare le relative scritture private.

La prima è protocollata al n.6409 del 15 marzo ed assegna gli incarichi di studio alle dr.sse Giovanna Rossella Di Martino e Sara Siliato, entrambe del 1990.

La seconda è al protocollo 8276 del 4 aprile e nomina i dottori Dario Nicolosi (classe 1987), Matteo Cinque (1987) e Giulia Visalli (1989).

Tutti per un anno e tutti per 12 mila euro. Detto per inciso, vengono qualificati sul sito dell’azienda come “consulenti”.

Magari tra i tanti “studi” che dovranno produrre riusciranno tra le carte a scovarne qualcuna per chiarire almeno uno tra i tanti misteri della SIDRA, tra crediti milionari e partecipazioni fantasiose.