Presentati i dati sul gradimento degli utenti durante il convegno “I siciliani e la sanità. Sostenibilità del sistema e diritti dei cittadini”. Il 57% degli intervistati è poco o addirittura per nulla soddisfatto dei servizi sanitari del Comune di propria residenza 

Il convegno, organizzato da Adiconsum Sicilia, si è posto l’obiettivo di trovare un dialogo tra i maggiori esponenti del mondo della sanità. Secondo l’associazione per garantire una buona sanità è necessario che la voce dei cittadini venga ascoltata; uno dei passi principali per poter attuare ciò è la realizzazione della Legge Regionale 5 del 2009 secondo cui è l’ammalato ad essere posto al centro del servizio sanitario e non la struttura ospedaliera.

Più servizi per il cittadino, più vicinanza all’ammalato, potenziamento della rete d’emergenza, centralità dell’azione dei medici e maggiore comunicazione. Questi gli aspetti da verificare e migliorare secondo Adiconsum Sicilia.

Le stesse proposte sono state sostenute da molti dei relatori presenti tra cui Pietro Giordano, presidente Nazionale Adiconsum, Placido Bramanti– direttore IRCCS, Vincenzo Romeo– Presidente Regionale Adiconsum Sicilia, Emanuele Bonomo– Presidente territoriale Catania Adiconsum e Massimo Buscema– presidente dei Medici di Catania. Assente al convegno invece l’assessore regionale della Sanità, Lucia Borsellino.

Proprio il dipartimento socio sanitario di Adiconsum Sicilia ha condotto un indagine conoscitiva per cercare di comprendere il grado di soddisfazione del cittadino e ha esposto i risultati nel corso del dibattito tenutosi presso la Cappella Bonajuto a Catania. 

L’indagine ha previsto la compilazione di alcuni questionari in diverse località siciliane, tra cui Palermo, Trapani, Siracusa, Ragusa, Messina e Catania. I questionari, anonimi, sono stati sviluppati in nove domande elaborate secondo una scale di gradimento da “per nulla” a ” moltissimo”.

I dati raccolti, come spiega Salvatore Alizio- Adiconsum Messina- hanno permesso fin da subito di verificare la sfiducia degli utenti nei confronti dei servizi di sanità. 

Degrado, disservizio, scarsa attenzione, tempi di attesa lunghissimi, mancanza di interlocutori sono alcuni delle segnalazioni.

Addirittura il 75% degli utenti è risultato poco o per nulla soddisfatto dei servizi sanitari del proprio territorio. C’è solo un piccolo 1% a definirsi “molto contento”.

Inoltre, più del 40% degli intervistati ha dichiarato di essere insoddisfatto del servizio pubblico. 

Ad aggravare il quadro della situazione risultano le difficoltà riscontrate per le lunghe attese che spesso costringono i pazienti a rivolgersi a strutture private, le modalità di prenotazione delle visite e lo scarso ascolto o gentilezza da parte dei dipendenti. 

“Le risposte ai questionari che più mi hanno colpito sono quelle legate all’accoglienza, ascolto, rapidità e qualità di informazioni”- comunica il presidente Romeo e prosegue- “ciò ci fa comprendere che i cittadini sanno perfettamente che sono in periferia rispetto al sistema sanitario. Non sono tutelati e lo avvertono“.

Per quanto riguarda nello specifico Catania, l’analisi dei dati per l’azienda ospedaliera Garibaldi, il Policninico Vittorio Emanuele e l’ospedale Cannizzaro ha ancora sottolineato elementi sconfortanti.

Per il 93% degli utenti intervistati il livello della sanità territoriale è medio -basso. Ancora negativi i dati circa l’accoglienza o l’ascolto presso gli ospedali sopra elencati. Le informazioni, la rapidità, i tempi di attesa e le risorse economiche degli ospedali sono ancora dati che lasciano insoddisfatte la maggior parte degli intervistati.

“Interessante è stato capire come i cittadini vogliano capire come vengono spesi i soldi e le risorse nella sanità”– ha affermato Vincenzo Romeo nel corso del convegno.

Non si può pensare ad un miglioramento della rete sanitaria senza pensare alla necessità di migliorare la comunicazione tra sanità e pazienti. “Il cittadino ha bisogno di conforto e assistenza e deve essere al centro del sistema”- afferma Emanuele Bonono e prosegue- “potenziare gli strumenti, semplificare la comunicazione, ridimensionare la governance politica: questi sono i punti da cui si dovrebbe partire”. 

E proprio a questa affermazione se ne legano molte altre. I relatori presenti infatti si sono soffermati sull’importanza di una sanità utile al cittadino. La struttura e la rete sanitaria deve accelerare il processo comunicativo e fare da garante per la salute del paziente.

Il cittadino dovrebbe essere in una posizione centrale, ma così non è. Quindi, chi lo è? a questa domanda risponde ancora il presidente Romeo sostenendo che “purtroppo il centro del sistema sanitario è conteso da molti.

“Un ambito fin troppo centrale è e rimane la politica. Troppo spesso- prosegue Romeo- non c’è un rapporto equilibrato tra interessi politici  e interessi del cittadino. I ritardi nella nomina dei dirigenti, ad esempio, non sono legati al paziente ma ad altri interessi

Un altro degli aspetti da migliorare è sicuramente quello della maggiore trasparenza sulle attività del servizio sanitario per la tutela del cittadino/ paziente e per garantire una Sanità siciliana più funzionale ed efficiente.

“Troppe cose stanno accadendo qui a Catania nell’ultimo periodo. Se non c’è eccellenza e professionalità come si possono fornire i servizi ai pazienti in modo doveroso?” interviene Massimo Buscema-” Poniamo al centro il paziente e non il potere politico. La politica usa la salute dei pazienti per avere consensi”.

La conclusione del dibattito è dedicato all’intervento del direttore IRCCS Bramanti e della dottoressa Rosanna La Placa– segretario generale CISL, i quali sostengono che il problema della sanità è legato alla burocrazia politica.

Si deve intanto modernizzare la medicina, poi ridurre la burocrazia e infine, ma non per importanza, concedere le giuste attenzioni a chi ne ha bisogno”, sostiene Bramanti.

“I bisogni e disagi dei pazienti non devono essere secondari” afferma La Placa e poi conclude chiedendo “Si è mai pensato a dare vere e concrete risposte a tutte le domande che si pone ogni giorno chi soffre di qualche particolare patologia? Manca proprio questo, la capacità e volontà di dare certezze e risposte ai bisogni dei pazienti”.

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