Non è bastato il coinvolgimento con arresto del capo del personale Pietro Garozzo, in un’indagine importantissima della Procura etnea; non sono bastate le proteste e gli scioperi dei mesi precedenti nè le immagini degli operai che lavano i mezzi senza protezioni e il depuratore per lo smaltimento dei liquidi guasto da anni, come documentato da Sudpress ad ottobre. Nulla di tutto ciò ha consentito che nella vicenda Sicilcar vi fosse una scossa risolutiva per stabilizzare la situazione lavorativa e umana dei dipendenti, dopo la cessione del ramo d’azienda ed il passaggio da Officine Meccaniche. Una trentina di operai si sono trovati per un sit in notturno, davanti l’autoparco comunale, per l’ennesima dimostrazione di uno stato delle cose disastroso, con lavoratori e famiglie ormai abbandonate da tutti, Comune in primis, e proprio in prossimità del Natale

“A pochi gg.dalle festività natalizie,i dipendenti della sicilcar srl non hanno ancora notizie concrete sulla data che permetterà loro di trascorrere un Natale sereno.
Come già accaduto l’anno scorso proprio in concomitanza del periodo Natalizio, i lavoratori si trovano in credito nei confronti dell’azienda di ben 3 mensilità ( sett.ott.nov.) più la tredicesima.
La situazione sembra ormai ingestibile. Amministrazione comunale e azienda sembrano giocare a palla avvelenata scrollandosi un Po per parte ogni responsabilità.
Ma ad averne la peggio in queste circostanze è sempre il più debole, l’operaio.
Con la nuova azienda,la Sicilcar -sostengono gli operai- in un solo anno abbiamo perso l’elemento perequativo (circa 480€. Che consisterebbero in un “una tantum” volta ad evitare negli anni RITRATTAZIONI CONTRATTUALI”),e circa 5 mesi di 14esima che stando alle notizie pervenute da qualche portavoce aziendale, spetterebbe per metà all’azienda cedente il ramo: La “off.mecc”.
Non sappiamo più che fine abbiano fatto i nostri soldi, abbiamo cercato aiuti da tutte le parti rivolgendoci alle sigle sindacali,a diverse figure legali, abbiamo provato ad avere diversi colloqui chuarificatori con l’amministrazione, ma la loro sordità alle nostre parola risulta essere agghiacciante”.

Questo il disarmante comunicato dei dipendenti Sicilcar, ridotti ormai solo alle proteste, che risultano essere vane.

Così anno sfidato il freddo notturno di dicembre, i circa trenta dipendenti della Sicilcar, che per diverse ore, controllati anche dai Carabinieri e Polizia, hanno dimostrato davanti ai cancelli dell’autoparco comunale alla Zona Industriale, in attesa dell’uscita dei camion della nettezza urbana, senza che nessuno né dal Comune, né dalla stessa Sicilcar, giungesse a dare risposte, rassicurazioni o spiegazioni circa quello che è successo, succede e succederà da qui in avanti.

Nessuno che ci mettesse la faccia e si impegnasse sul serio, ma d’altro canto chi avrebbe dovuto farlo? Il sindaco Enzo Bianco o l’assessore all’ecologia Rosario D’Agata? Non certamente i vertici di questa azienda, che nel corso del tempo, ha instillato dubbi e fatto pensare a stranezze assurde.

Eppure in questo senso, i segnali per intervenire dal Comune c’erano tutti: un passaggio di ramo d’azienda che, a quanto pare, ha portato i dipendenti a perdere alcuni emolumenti, di cui non è chiaro, chi si debba far carico, se la precedente o l’attuale ditta appaltatrice.

Ritardi negli stipendi continui e costanti, nessuna certezza, con proteste anche importanti degli operai negli scorsi mesi. Ed infine, dopo lo scandalo del depuratore che non funziona, l’arresto del capo del personale Garozzo, per associazione mafiosa, nell’ambito dell’operazione “Gorgòni”della DDA catanese.

E proprio quest’ultimo e gravissimo episodio, qualora ve ne fosse stato ulteriormente bisogno, getta ombre sulla gestione del servizio che la Sicilcar ha in appalto dal Comune di Catania, cioè lavaggio, ingrassaggio e manutenzione dei mezzi della nettezza urbana. Gli stessi lavoratori si sono detti estremamente preoccupati per il destino che li attende, dopo la diffusione di quanto scoperto dalla Procura.