Porti aperti esclusivamente alle navi militari. Questa pare a nuova linea del Viminale che ha ora nel Ministro Matteo Salvini il suo referente.

Oltre 900 migranti tra cui donne e 2oo minori accompagnati e non accompagnati (questi ultimi in aumento continuo) sono arrivati ieri nel porto di Catania. Questa la cronaca che ha investito a nostra città ieri.

Al di là delle passerelle mediatiche di questo o quel politico (che dovrebbero smettere immediatamente) resta nel Canale di Sicilia una situazione estremamente confusa e di certo molto complessa.

Ormai da tempo anni in questo tratto di mare si muovono con un traffico intensissimo navi commerciali di ogni nazionalità , navi militari interforze, navi delle Ong, scafisti e gommoni monocamera destinati all’affondamento ma carichi di merce umana, e poi nei cieli droni e ricognitori di ogni genere e tipo coordinati da Sigonella

Nonostante questo decine di miglia di morti annegati scagliati in acqua dai commerciati di esseri umani che operano sulle coste libiche. Gli stessi che triangolando con Malta contrabbandano greggio per decine di milioni di Euro come ha ben evidenziato l’inchiesta Dirty Oil svolta dall’ottimo procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. Greggio di sicuro ma c’è più di un sospetto che insieme al greggio si possano muovere armi e droga.

Il procuratore Zuccaro – che è estremamente parco di interviste – qualche sospetto pare averlo anche su alcune navi delle Ong che stabilirebbero contati diretti con i trafficati di uomini nella zona dove i gommoni stracarichi di individui terrorizzati vengono recuperati o affondano. Zuccaro fa bene il suo lavoro e cerca di capire cosa sta succedendo per davvero.

Ora , se il ministro Salvini coordinandosi con Marina e Aviazione (lo snodo è sempre Sigonella) sarà in grado di rispondere in maniera soddisfacente alla necessità di salvataggio operando solo con mezzi militari – e vista la totale inaffidabilità delle forze militari libiche – nessuno potrà eccepire nulla.

Non dimentichiamoci solo – Il ministro Salvini e tutti noi italiani – di rimanere esseri umani.


Aldo Premoli, milanese di nascita, vive tra Catania, Cenobbio, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige il periodico specializzato nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia”, “Artribune”, collabora con “East-West” Ha pubblicato libri di saggistica e ha fondato, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige il tendermagazine SudStyle.