Sappiamo che c’è attesa, ma di quello che combinano all’Università di Catania riparleremo domani: hanno scovato nientemeno che un “regio decreto del 1944” per gabbare il ministro della Lega Bussetti che faceva l’insegnante di educazione fisica. Puro spettacolo: horror. Ma ancora più horror rischia di diventare la ben più tragica storia di cui ci siamo occupati a febbraio, con la morte della signora Agata Piso operata dal dott. Diego Piazza, peraltro appena decaduto da presidente dell’Ordine dei Medici e già indagato in questa vicenda. I familiari hanno presentato una nuova denuncia.

Il tempo passa ma il dolore no.

E neanche la determinazione di un’intera famiglia che chiede semplicemente giustizia, consapevole che niente potrà restituire la loro cara ma sentendo il dovere di combattere una dura battaglia per dare il proprio doloroso contributo affinché si presti maggior attenzione quando si ha a che fare con la vita umana.

Se infatti venissero confermate le ipotesi accusatorie per cui sta procedendo la procura di Catania si sarebbe in presenza di una serie esagerata ed insopportabile di concause che hanno condotto alla morte una signora ancora in forze e salute che avrebbe avuto tutto il diritto di continuare a godersi figli e nipoti per chissà quanto tempo.

Di questa storia abbiamo già scritto raccontandone i dettagli e basta rileggere, qua ricordiamo che ad operare, per due volte, la signora Agata Fazzio Piso fu Diego Piazza, poi eletto presidente dell’Ordine dei Medici di Catania e appena decaduto, divenuto primario del reparto di chirurgia del Garibaldi-Nesima dopo l’improvvido allontanamento di Giorgio Giannone ed a seguito di una “selezione” di cui ci siamo occupati abbondantemente.

A proposito, non si è mai saputo se l’Ordine dei Medici di Catania, a seguito dell’iscrizione del dott. Piazza nel registro degli indagati e della notevole risonanza mediatica data al caso non solo da noi, abbia mai aperto un doveroso procedimento disciplinare: la sezione “Amministrazione Trasparente” del sito dell’Ordine appare alquanto carente, persino molto meno trasparente della precedente gestione che pure abbiamo duramente contestato. Ne riparleremo.

Tornando alla vicenda di cui ci occupiamo, proprio ieri l’ultimo colpo di scena.

Le indagini sul caso della morte della signora Agata proseguono con l’ipotesi di omicidio colposo per colpa medica, ma adesso si arricchiscono di un nuovo pesante sospetto lanciato dai familiari che hanno di nuovo denunciato un’ulteriore aggravamento della vicenda che scaturisce dall’analisi dei vari atti scandagliati dai periti di parte e prontamente sottoposti al vaglio della procura.

A darne notizia sulla sua pagina FB il figlio Marco Piso: “In merito al procedimento penale sulla morte di mia MADRE per la quale avevo depositato esposto in procura chiedendo se si potesse ipotizzare il reato di omicidio colposo a dicembre 2018, a distanza di circa 7 mesi io ,mio fratello e le mie sorelle riteniamo che possano sussistere i presupposti per un’altra ipotesi di reato di FALSO IN ATTO PUBBLICO (CARTELLA CLINICA) , per cui abbiamo proceduto a presentare formale denuncia alla PROCURA della Repubblica contro chi/ coloro che hanno redatto tale cartella o parte di essa.
Assolutamente fiduciosi nella GIUSTIZIA e nel lavoro della MAGISTRATURA , proseguiamo nella nostra battaglia per la ricerca della VERITÀ per nostra MADRE e perché queste cose NON ACCADANO MAI PIÙ.”

Un caso che merita una risposta: rapida.