Niente da fare, non c’è pace per l’istituto alberghiero karol Wojtyla. A distanza di un anno dalla gara indetta dalla Città metropolitana, allora diretta dal sindaco Bianco,  ancora gli alunni sono costretti ai doppi turni e a proteste per ottenere il loro diritto ad avere aule sufficienti dove svolgere la propria attività. Dopo aver preso in affitto, a febbraio scorso, con trattativa privata, il complesso del San Filippo Neri, in via Vincenzo Giuffrida, grande edificio con campo da calcio, palestra e auditorium e per anni scuola salesiana, per la modica cifra di 264mila euro annui, evidentemente qualcosa è andato storto. Troppo tempo perso, tra riunioni e carte bollate e così si è giunti a fine ottobre con la decisione di revocare il bando. Punto e a capo

E dire che già ben otto mesi fa, come scrisse Sudpress, sarebbe bastato prendersi in carico gratuitamente una delle scuole comunali abbandonate e farne un restylingcon molti meno soldi. Forse la scuola sarebbe stata già pronta all’inizio dell’anno scolastico. Fra l’altro allora sindaco di Catania e sindaco metropolitano coincidevano, quindi sarebbe stato molto più semplice. Ma se non ci si complica la vita non si è contenti. I risultati si vedono oggi, con i ragazzi senza aule e costretti ai doppi turni

Bastava infatti rispettare la legge, nello specifico la n. 23 11 gennaio 1996, come scritto mesi fa, che prevede per le ex città metropolitane, che “Gli immobili dei comuni e dello Stato utilizzati come sede delle istituzioni scolastiche …., sono trasferiti in uso gratuito, ovvero, in caso di accordo fra le parti, in proprietà con vincolo di destinazione ad uso scolasticoalle provincieche si assumono gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria nonché gli oneri dei necessari interventi di ristrutturazione, ampliamento e adeguamento alle norme vigenti. I relativi rapporti sono disciplinati mediante convenzione”.

Invece, a suo tempo, si aggiudicò la trattativa privata all’Opera San Giovanni Bosco in Sicilia per oltre 250mila euro, considerando le tasche già abbastanza vuote dell’attuale provincia. Prima di adibire l’edificio alla nuova location del “Wojtyla”, però, si sarebbero dovuti fare una serie di interventi che invece non sono stati realizzati. Interventi stabiliti soltanto a luglio, ben cinque mesi dopo l’aggiudicazione e praticamente a ridosso dell’inizio delle lezioni, considerando anche il mese vacanziero di agosto di mezzo. Evidentemente l’indolenza e la sciatteria hanno prevalso o forse il sindaco metropolitano era troppo impegnato altrove per sollecitare una soluzione veloce…

E in due mesi infatti non ci si è resi conto che tali lavori tardavano a cominciare…Soltanto il 22 settembre la Città Metropolitana invia una lettera all’Opera San Giovanni Bosco Sicilia, per avvisare della revoca del bando e di tutti gli atti a seguire, affitto compreso. Praticamente un anno dopo la sua pubblicazione!

Nel frattempo, la scuola è già iniziata da più di un mese e agli alunni non è rimasto da fare altro che scioperare, come manifestato a Sudpress solo pochi giorni fa. Costretti ai turni pomeridiani, con la fine delle lezioni giornaliere a ridosso dell’ora di cena, d’inverno, in quartieri a rischio come San Giovanni Galermo e Monte Po sedi della scuola “Wojtyla”, pur essendo molti di questi studenti ancora minorenni, hanno deciso di autogestirsi.  Questo pomeriggio vedranno il commissario straordinario Cocina e forse, finalmente, arriverà la soluzione.