Ieri Sudpress si era occupato della vacatio al vertice dell’assessorato ai Servizi Sociali dopo le dimissioni di Angelo Villari. L’ex assessore ha partecipato all’ultima Giunta del 14 aprile e ufficializzato le dimissioni giorno 24. Di fatto quindi, uno dei principali bracci dell’Amministrazione Bianco, quello forse più delicato, chiamato a gestire situazioni difficili in una città in cui le emergenze sono all’ordine del giorno, è da oltre un mese senza guida. Il sindaco Bianco, che ha mantenuto fino adesso le deleghe “scottanti”, certo non ha il tempo di occuparsene, diviso tra le grane del Comune e i suoi impegni romani, fuori dal contesto in cui dovrebbe stare quotidianamente, disponendo provvedimenti adeguati

Oggi, sulla questione, finalmente qualcuno prende posizione. E’ il segretario generale della Cisl Catania, Maurizio Attanasio, che ha diffuso un duro comunicato in cui denuncia come vada “a rilento l’assistenza domiciliare agli anziani, prevista nel PAC-Servizi di cura, lo stato del benessere sociale arretra ed è a rischio la programmazione dell’intero sistema delle politiche sociali del distretto socio sanitario di Catania-Misterbianco-Motta Sant’Anastasia. È necessario -afferma senza mezzi termini Attanasio- che il sindaco Bianco nomini al più presto una guida autorevole e competente all’assessorato al Welfare».

La Cisl di Catania definisce quella dell’assessore al Welfare una “figura di vitale importanza non solo per il comune ma anche per il Distretto sociosanitario D16″.

«Tra dimissioni annunciate ed effettivamente protocollate dell’assessore Villari – continua Maurizio Attanasio- l’assessorato alle Politiche sociali è praticamente senza una guida politica da oltre un mese: è un lusso che Catania e il distretto D16  non possono concedersi oltre».

Ciò che preoccupa la Cisl è anche la situazione socio-economica. «I dati del Rapporto BES 2016 dell’Istat -prosegue Attanasio- danno un’immagine fortemente penalizzante della Sicilia, dove si acuiscono le disuguaglianze e aumenta la povertà. Un paradosso, se si pensa alle ingenti risorse disponibili, provenienti dallo Stato e dalla Comunità europea proprio per rafforzare gli interventi dei servizi sociali. Fondi che vanno riprogrammati rispetto ai nuovi bisogni emergenti, anche attraverso un chiaro indirizzo politico-organizzativo e una preventiva concertazione territoriale con le forze sociali».

«C’è quindi la necessità di un interlocutore politico adeguato -chiosa il segretario della Cisl- con cui confrontarsi per comprendere e affrontare le numerose questioni che si stanno delineando: le disponibilità per i Servizi sociali dopo i tagli nel bilancio, la programmazione delle risorse destinate alle misure anti-povertà, come il Sostegno per l’inclusione attiva, e delle misure del PON Metro e i fondi del Piano operativo FERS per il 2020».

Anche per Marco Lombardo, segretario generale della Fnp Pensionati Cisl di Catania, l’assenza dell’assessore alle Politiche sociali penalizza fortemente il settore, anche in ragione del fatto che ancora manca il regolamento unico per l’accesso ai Servizi sociali comunali. «Ne risentono -spiega -importanti servizi rientranti nel Pac Servizi di cura all’infanzia e agli anziani, come l’assistenza domiciliare e la programmazione degli asili nido, con pesanti ripercussioni per l’utenza cittadina, famiglie, pensionati e per i lavoratori».

«Ecco perché -concludono Attanasio e Lombardo- chiediamo al sindaco Bianco di rompere gli indugi e indicare una figura che abbia qualità nella contrattazione sociale e riconosciute competenze amministrative e delle politiche di welfare locale, anche al di là degli schieramenti politici. La collettività catanese e i lavoratori non possono più attendere».