Aveva in  programma l’apertura di due nuovi supermercati ma l’indagine sul suo patrimonio ha bloccato ogni nuovo investimento. Così la polizia ha sequestrato 41 milioni all’imprenditore legato al clan mafioso dei Cappello-Bonaccorsi, titolare della nota catena di supermercati GM, paninerie, terreni, conti corrente, auto e moto GUARDA I VIDEO

Traffico di droga e merce di provenienza incerta: su questo si basava la fortuna di Michele Guglielmino, titolare a vario titolo della catena di supermercati “G.M. gran mangiare di Bruno Salvatore & c. s.a.s.” con sede legale a Misterbianco.

“Michele da Gesa” (così è chiamato Guglielmino perché titolare in passato del supermercato G.E.S.A. nelle zone di Librino e Sangiorgio) non è nuovo alle forze dell’ordine: pluripregiudicato e già condannato nel 2008 per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e in sospetti rapporti, documentati dalle intercettazioni telefoniche, con Angelo Cacisi, elemento di vertice del clan “Cappello-Bonaccorsi”, di cui aveva anche favorito la latitanza.

“Il sequestro della polizia -come ha sottolineato il dirigente della squadra mobile Antonio Salvago in conferenza stampa- nasce dall’azione di squadra delle unità di tutta la provincia di Catania”. L’operazione ha riguardato le imprese nell’ambito della grande distribuzione alimentare, beni mobili e immobili intestati all’imprenditore e in particolare: l’intero patrimonio dell’impresa “G.M. gran mangiare di Bruno Salvatore C. S.A.S.”   con i 12  supermercati a marchio G.M.  tra Catania e provincia. In particolare si tratta delle sedi di Misterbianco in via Sonnino e via Galermo 215; Gravina di Catania in via Don Bosco 36; Mascalucia in via A. De Gasperi 58; Motta Sant’Anastasia in via Verona 4 e quelle di Catania in via Zia Lisa 143, viale Mario Rapisardi 336, via Cesare Beccaria 37, via Curia 19, via Gorizia 34, viale M. Rapisardi 663 e via Lineri 6; l’impresa “G.M. carburanti di Guglielmino Michael Giuseppe ” con sede a Catania viale M. Rapisardi n. 396; la società “G.M. SUPERMERCATI S.R.L.”; terreni tra cui uno edificabile a San Pietro Clarenza; un villino in provincia di Catania, tre automobili e due moto.

Tutto il patrimonio di Guglielmino proviene, secondo l’ufficio anticrimine, da attività incerte legate soprattutto al traffico di stupefacenti. “I prezzi competitivi che si trovavano nei suoi supermercati non possono essere sempre giustificati dall’abilità commerciale. Il parmigiano a 9 euro al kg quando il prezzo di mercato è di 15 induce a domandarsi quindi se la provenienza del prodotto sia discutibile” afferma Ferdinando Buceti, responsabile dell’ufficio anticrimine che ha condotto le indagini patrimoniali.

“Sono sicuro che un’economia sana a Catania esiste e noi dobbiamo fare in modo di lavorare con questi strumenti di aggressione preventiva ai patrimoni dei mafiosi per far si che le imprese rispettose delle regole non subiscano una concorrenza sleale” così conclude il nuovo questore, Alberto Francini, che attribuisce alla vecchia guida il merito di tutta l’operazione.

Per Giglielmino è stata anche richiesta l’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S.