Ormai siamo oltre il fantastico. Più ne scopriamo, più ne raccontiamo e più rimaniamo basiti. La giunta Bianco, quest’anno costretta a correre per approvare il bilancio entro il 31 marzo per evitare che decadano i suoi dirigenti, ha presentato un documento già molto contestato, ma peggio hanno fatto i Revisori dei conti che hanno dato parere favorevole su numeri discutibili ed omettendo completamente un obbligo essenziale.

Nel parere espresso sul bilancio 2016 del comune di Catania i Revisori hanno indicato alla pagina 54 l’analisi degli indici di deficitarietà individuati dalla legge come indicatori sintetici dello stato di salute finanziaria dell’ente.

Sono gli stessi Revisori a ricordare, a pagina 54 del loro parere sul bilancio 2016, che “il mancato rispetto di metà dei 10 parametri, determina il verificarsi per l’Ente delle condizioni di deficitarietà strutturale previsti dalle disposizioni in materia”, in pratica a determinare il dissesto.

Nella stessa pagina i revisori danno conto che ben 4 su 10 di quei parametri previsti dalla legge non erano (nel 2016) rispettati: sul filo del rasoio, ma almeno erano presenti.

Ed ecco che, molto stranamente, nel parere reso dagli stessi revisori sul bilancio 2017, protocollato il 27 marzo a firma del presidente Fabio Sciuto, (quindi come al solito appena 3 giorni prima dell’esame da parte del consiglio comunale), pur inserendone la voce nell’indice, alla pagina 50, sotto il titolo appunto “VERIFICA DEI PARAMETRI DI DEFICITARIETÁ”, di questi parametri non c’è traccia.

Si saranno dimenticati, si confida che lo integrino entro la presentazione in aula che così si troverebbe a non poter discutere per mancanza di un essenziale elemento di conoscenza prescritto dalla legge.

Inutile dire che, anche qui come ormai solito, il parere è reso come “favorevole” pur dando atto che l’amministrazione comunale non ha adempiuto alle precedenti prescrizioni.

Scrivono infatti i revisori che “dall’analisi condotta è da ritenersi parzialmente in linea il risultato raggiunto rispetto agli obiettivi fissati dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale”: bizantinismi per dire che, come poi fanno nel rigo successivo, che è “da evidenziare che nel primo semestre 2016 il risultato programmatico non è stato raggiunto.”

I Revisori ricordano ancora, sempre a pagina 51, che “l’Ente ha previsto la rimodulazione del piano di riequilibrio, tutt’oggi in valutazione presso le sedi competenti”, anche qui rammentando l’anomalia di un piano approvato il 29 settembre 2016 e che pare si sia perso tra ministero e Corte dei Conti che ancora non si sono espressi.

In quella  sede i Revisori avevano imposto 5 prescrizioni ed oggi sono costretti a “rappresentare che a tutt’oggi non si riscontra attivazione di quanto prescritto…atteso che il perdurare di tale inadempienza potrà comportare condizioni di disequilibrio del piano”, tanto da arrivare nelle loro conclusioni quasi a pregare l’amministrazione “ad attivare almeno i principali controlli previsti dal Dlgs. n.286/99, rispettando altresì gli adempimenti previsti dagli artt. 198 e 198-bis del TUEL”

Affermazione incredibile nel richiedere “almeno i principali controlli”, confermando così che al comune di Catania non fanno neanche quelli.

Adesso vedremo se e quando colmeranno la dimenticanza dei parametri di deficitarietà ci sarà qualche altra sorpresa.

Il parere dei Revisori al bilanco del comune di Catania 2016.

Il parere dei Revisori al bilancio del comune di Catania 2017.