Con un post sulla propria pagina FB e spiegandolo con un video, l’esponente catanese dei 5Stelle rivela i retroscena inquietanti della “Riforma dell’Ordinamento Penitenziario” attualmente all’esame del Senato: “Abbiamo impedito che pericolosissimi mafiosi potessero riacquistare la libertà.”

Questo il testo del post:

ORDINAMENTO PENITENZIARIO – SALVATO IL 41 BIS

“Sono stato il relatore/estensore, in Commissione Giustizia del Senato, del parere dell’Atto di Governo n.17 “RIFORMA DELL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO”, atto connotato da un iter estremamente tormentato, che risaliva alla precedente legislatura.”

“Il Governo Gentiloni, – spiega il senatore Giarrusso -il 15 marzo del 2018 (e cioè dopo essere stato sonoramente bocciato dagli elettori e senza più alcuna maggioranza), aveva approvato una provvedimento, con cui si stravolgeva l’ordinamento penitenziario attualmente vigente, cancellando definitivamente quel poco che ancora rimaneva della certezza della pena.”

“Con questo atto infatti, – prosegue Giarrusso – il governo del PD, attraverso l’introduzione di svariate e subdole modifiche e per mezzo di un pericolosissimo effetto domino, aveva cercato prima di trasformare la pena dell’ergastolo ostativo inflitto agli appartenenti alla mafia, in una pena detentiva ordinaria di non più di 20 anni (creando i presupposti per la liberazione di pericolossissimi mafiosi stragisti) e poi aveva gravemente compromesso l’effettività del regime di detenzione a vigilanza aggravata (art.41bis), che avrebbe quasi del tutto perso la sua efficacia.

“Addirittura, secondo questo scellerato provvedimento, i condannati all’ergastolo per reati non di mafia, avrebbero potuto riacquistare la libertà dopo solo 15 anni di detenzione.”

“Nel mio parere quindi, dopo aver evidenziato tutte le criticità che l’approvazione di tale provvedimento avrebbe comportato e i pericoli per la democrazia che da esso sarebbero scaturiti, ho rappresentato che la battaglia per la legalità e contro la mafia non può non passare per la intangibilità di alcune norme quali l’ergastolo ostativo e il 41-bis, che provengono direttamente dai padri della lotta alla mafia tra cui Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.”

“In qualità di Relatore del provvedimento, ho quindi proposto alla Commissione Giustizia del Senato, un parere contrario al suddetto provvedimento, che la commissione ha approvato a larghissima maggioranza.
In questo modo, abbiamo impedito la possibilità che pericolosissimi mafiosi, condannati all’ergastolo, potessero riacquistare la libertà, ovvero riprendere a governare le loro cosche collegandosi con facilità con l’esterno delle carceri.”