Le carenze non erano responsabilità della dirigenza. Si è chiusa, a distanza di un anno, la vicenda che ha riguardato il circolo didattico di via Aosta Mario Rapisardi. A seguito di un’incidente capitato ad un’alunna veniva effettuata un’ispezione da parte dell’ASP di agenti del commissariato Borgo-Ognina che, riscontrando alcune irregolarità, deferivano la dirigenza dell’istituto all’autorità giudiziaria che apriva un fascicolo penale. Di conseguenza venivano adottate misure che provocavano reazioni da parte dei genitori e tensioni con l’amministrazione comunale. Il 18 maggio il GIP Pietro Currò ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal PM Martina Bonfiglio, sollevando dalle accuse la dirigente scolastica Rosaria Maltese.

Il 10 maggio 2017 una piccola alunna della scuola cadde da una trave per esercizi sportivi e la stessa dirigente scolastica ne fece doverosa denuncia alle autorità come previsto dalla normativa.

A distanza di qualche giorno venne effettuata un ispezione da personale dell’ASP Servizio Prevenzione e Sicurezza ambienti di lavoro con agenti del commissariato di polizia di Borgo-Ognina.

Venivano riscontrate alcune irregolarità ed i dirigenti deferiti all’autorità giudiziaria.

Rosaria Maltese

In conseguenza di questi fatti, la dirigente scolastica Rosaria Maltese adottò alcuni provvedimenti ritenuti necessari a garantire la sicurezza degli alunni, decidendo per l’applicazione di doppi turni che scatenarono un vespaio di polemiche, di cui abbiamo dato ampio conto, e un forte contraddittorio con l’amministrazione comunale che era responsabile della manutenzione dell’istituto.

La dirigente Rosara Maltese, assistita dall’avvocato Dario Perna, si è difesa in sede giudiziaria producendo una mole di documenti che ha condotto il PM indagante Martina Bonfiglio a ritenere che “secondo quanto risultante dalle argomentazioni difensive e dalla dettagliata produzione documentale allegata, non pare ritenersi fondata alcuna delle contestazioni mosse alle persone sottoposte ad indagini”, avanzando di conseguenza richiesta di archiviazione in data 5 dicembre 2017.

In particolare, il PM riscontrava come le carenze di manutenzione erano in realtà di competenza dell’amministrazione comunale più volte sollecitata dalla stessa dirigente, come anche quelle igieniche che invece risultano in carico al MIUR tramite le ditte appaltatrici, anch’esse più volte messe in mora dalla dirigenza dell’istituto, con ciò escludendo ogni responsabilità della preside Maltese.

Il PM rileva che “essendo la pulizia degli edifici scolastici di competenza del MIUR – previa gara d’appalto su cui i Dirigenti Scolastici non hanno alcun potere d’intervento-, non sembra rimproverabile alla prof.ssa MAL TESE neppure la carenza igienica riscontrata presso i locali scolastici, stante viceversa la diligenza e costanza con le quali risulta che l’indagata abbia ripetuta mente sollecitato le ditte appaltatrici per l’intensificazione dei lavori di pulizia, con incremento di ordini di servizio del personale scolastico in ausilio alla ditta al fine di garantire un più elevato standard igienico, nonché predisponendo sistematicamente controlli di adeguatezza e salubrità dei locali”, affermando con ciò un principio interessante circa i limiti di competenza e responsabilità dei dirigenti scolastici ai quali non possono addebitarsi colpe per obblighi che sono di altre autorità, in particolare gli  organi ministeriali e le amministrazioni comunali.

Di conseguenza il GIP Pietro Currò ha accolto l’istanza di archiviazione lo scorso 18 maggio, chiudendo così una vicenda che ha per mesi coinvolto centinaia di famiglie utenti dell’istituto e provocato forti preoccupazioni nella dirigenza che forse potevano essere evitate.