Se ne vocifera da mesi ma è il giornalista Marco Benanti a trovarne i riscontri  e pubblicarli sul settimanale diretto da Fabio Tracuzzi in edicola da sabato (ma forse per un problema tipografico da lunedì). Il deputato regionale Luca Sammartino è indagato dalla Procura di Catania per la vicenda dei vecchietti inabili che avrebbero votato per lui a loro insaputa, come documentato da Striscia la notizia facendolo diventare un caso nazionale di mala politica. Lo scenario è la casa di riposo Villa Regina di quell’Angelo Borzì dichiaratosi sostenitore e amico da lunga data del giovane Sammartino e che intrattiene convenzioni milionarie con il comune di Catania, tra l’altro oggetto di interessanti “transazioni” (ma questa è un’altra storia di cui racconteremo a breve)…

La parabola politica del deputato regionale Luca Sammartino non si capisce bene a che punto sia della curva, considerato che è riuscito a salire da vincitore su uno dei carri più perdenti della storia politica europea, quello di Matteo Renzi per il tramite di Davide Faraone, altro campione delle tante ambizioni tutte velleitarie.

Renzi infatti, partito dal mirabolante 40% delle europee ereditato dal vecchio PD, alla fine ha rottamato tutto compreso se stesso, riuscendo a perdere malamente tutte le altre elezioni, referendum compreso e a tutti i livelli territoriali, sino a sciogliere di fatto l’intera tradizione della sinistra democratica italiana, riducendo il PD ad una pattuglia di parlamentari del tutto ininfluenti ed i quadri local allo sbando più totale con le valigie pronte per altri più rassicuranti lidi

Alle scorse regionali di novembre, Sammartino si è impegnato allo spasimo risultando in assoluto il primo degli eletti, raggiungendo la somma esagerata di 32 mila preferenze e spazzando via intere correnti interne al partito. Somma di voti che non si capisce a cosa servano.

L’obiettivo era chiaro: diventare il dominus assoluto del Partito Democratico, si poteva anche immaginare che trovasse i pozzi avvelenati come in ogni guerra che si rispetti, ma che non trovasse neanche i pozzi non era ipotizzabile. Ci sarà rimasto maluccio e così si è ritrovato leader di niente, un partito che praticamente non esiste più.

Ad ogni tornata elettorale qualche ombra attorno al giovane ed ambizioso deputato c’è sempre stata: un volta la strada e cortile condominiale asfaltato a fini elettorali che finì al centro di una puntata della nota trasmissione di RAI3 Report , un’altra con le telefonate non autorizzate e neanche gradite a poveri ammalati di tumore utilizzando database di cliniche famose che dovrebbero mantenere più che segreti i loro dati e anch’essa ebbe notevole risonanza con La Repubblica che titolò: “Il suo oncologo la invita a votare…” Telefonate shock ai malati di cancro”, bruttissima roba.

“Incidenti di percorso” che, per quanto pesanti e nonostante il temporaneo risalto sui media, non fermarono l’ascesa del nuovo mister preferenze.

Ma stavolta la cosa pare più grossa, avendo già avuto quella risonanza mediatica nazionale che spesso rispetta i tempi della magistratura, ma non dimentica facilmente e si ripropone implacabile sino a soluzione.

A fare esplodere il caso è, dicevamo, Striscia la Notizia con la fortissima Stefania Petix che all’indomani delle elezioni regionali di novembre riceve la segnalazione di un signore che denuncia, con tanto di documentazione video presso il comune di Sant’Agata li Battiati, di aver scoperto che la madre di 88 anni, allettata con due ischemie ed incapace a scrivere, risultasse aver votato presso il seggio elettorale istituito nella casa di riposo in cui era ricoverata.

Il simpatico bassotto comincia ad investigare ed il risultato conferma l’ipotesi: qualcosa non è andata per il verso giusto.

Striscia la notizia dedica al caso ben due puntate, la prima il 7 di novembre e poi con altre prove il 22 dello stesso mese, ed il clamore conseguente a livello nazionale provocano l’attenzione della Procura di Catania che apre l’immancabile fascicolo.

Ed è proprio di questo che da notizia il settimanale I Vespri diretto da Fabio Tracuzzi con l’articolo di Marco Benanti, che hanno lanciato la notizia sulla pagina FB del giornale e sulla quale abbiamo ottenuto a nostra volta interessanti primi riscontri.

L’iscrizione nel registro degli indagati risale allo scorso dicembre, il PM che ha ottenuto la delega per le indagini è uno tra i più giovani della Procura di Catania, Fabio Saponara, mentre a giudicarne al momento gli esiti il GIP Giancarlo Vincenzo Cascino che ha già provveduto a presiedere i primi “incidenti probatori” e si accinge a gestire il prossimo già fissato per il 18 di aprile.

Il deputato è difeso dagli avvocati Luca Mirone e Francesco Antille.

Dalle indiscrezioni pare che il caso non sia isolato alla signora protagonista della prima denuncia e che i verbali elettorali presso quel seggio presentino una lunga serie di firme tutte molto eguali tra loro e sulle quali si sta concentrando l’attenzione di periti ed investigatori.

Andrea Borzì

Esploso il caso, emerse il ruolo di Andrea Borzì, il patron della casa di riposo Villa Regina, titolare di convenzioni milionarie con il comune di Catania con cui è in “eterno contenzioso spesso transatto” (ne parleremo presto), che ammise in diverse interviste reperibili sul web di essere amico personale del candidato Sammartino e di averlo sostenuto in campagna elettorale anche organizzando sue “visite elettorali” per farlo conoscere agli anziani ricoverati.

L’ipotesi accusatoria su cui si indaga è che questo “sostegno elettorale” si sia spinto troppo oltre.

Le indagini, evidentemente molto complesse, sono ancora alle battute iniziali e non è possibile ipotizzare i tempi della loro conclusione che probabilmente andranno oltre la campagna elettorale per le prossime comunali di giugno durante le quali il gruppo del deputato Sammartino ha già dichiarato di essere in procinto di sostenere la ricandidatura dell’uscente Enzo Bianco.

E questa resta la Catania delle belle speranze che finiscono male in un baleno. Malissimo.