Mentre risulta ancora dolosamente scomparso da circa 220 giorni il piano “modificato” dalla giunta Bianco, con tutte le “incongruenze” più volte denunciate e mai sanzionate, ecco che spunta un misterioso documento di cui Sudpress è venuto a conoscenza…

Sul famigerato piano di rientro si regge ormai dal 2012, giunta Stancanelli, la sopravvivenza delle peggiori giunte municipali di tutti i tempi, che stanno bloccando con incredibile protervia ogni possibilità per i catanesi di uscire da una crisi finanziaria che viene aggravata ogni giorno di più e che sta condannando un’intera comunità al degrado ed alla miseria.

Il tutto con la complicità insopportabile di tutti, proprio tutti, gli organi di controllo: dalla Corte dei Conti, al Dipartimento Enti Locali del Ministero degli Interni alla Procura della Repubblica di Catania che continua ad archiviare procedimenti che meriterebbero senza alcun dubbio un approfondimento dibattimentale, come ad esempio quello relativo al contestatissimo trasferimento di ben 42 milioni da una società partecipata al conto del comune. Ma di questa ed altre “archiviazioni” racconteremo a brevissimo!

Intanto siamo all’ennesima boutade di un’amministrazione che si perde tra patetiche inaugurazioni di opere cominciate decenni addietro e consegnate, peraltro male, alla città con anni di ritardo e firme pantomimiche dei più ridicoli protocolli d’intesa che si possano immaginare.

E mentre le più varie ed improbabili “autorità” si beano nelle loro fotografie, ci sono, tanto per dirne una, centinaia di famiglie di dipendenti delle cooperative sociali cui non si pagano gli stipendi da mesi, ormai ridotte allo stremo nell’indifferenza generale.

Sono molti, la maggior parte, gli economisti che asseriscono che se il dissesto, atto assolutamente dovuto, fosse stato dichiarato quando se ne riscontrarono le condizioni, almeno ai tempi della verifica di cassa nel 2013, il comune sarebbe a quest’ora uscito dalle enormi difficoltà sulle quali invece si è ormai avvitato, con danni incalcolabili per lo sviluppo della città, ormai inchiodata allo sfascio.

Abbiamo visto, e denunciato, come l’intera ricostruzione contabile del comune di Catania si basi su veri e propri falsi clamorosi, basti pensare alla “previsione” di introiti da vendite immobiliari per decine di milioni di euro da realizzarsi a pochi giorni dall’approvazione della previsione stessa. Inaudito, eppure, questo ed altri artifizi contabili da prima elementare sono passati impuniti come nulla fosse.

Decine i nostri articoli, tutti documentati e supportati in maniera tale che se ci fosse stato un reale controllo di legalità, sarebbe bastato al più sprovveduto dei “controllori” fare un semplice copia incolla per procedere a quanto dovuto, esattamente come quanto documentato per la recente gestione dell’Università di Catania: ma è ormai evidente che questa città è in mano di nessuno, e non può essere un caso. Verrà il tempo del redde rationem, verrà!

Ed è proprio questa sorta di innominabile “tutela” a provocare l’inarrestabile ribasso della qualità politica ed amministrativa: più si vedono impuniti e più danni combinano!

Basterebbe pensare all’incresciosa circostanza dei “pareri”, peraltro contraddittori, dei Revisori dei Conti del comune di Catania resi su foglietti scritti a penna nel corso stesso dei consigli comunali che dovevano approvare centinaia di milioni di stanziamenti. Anch’essi impuniti.

Adesso lo scorso settembre la giunta Bianco ha fatto approvare, come al solito all’ultimo momento utile, al consiglio comunale, (l’organo democratico più inutile e dequalificato mai visto a partire dal dopoguerra, con interventi di molti dei consiglieri, salvo rare eccezioni, che andrebbero proposti nelle scuole cittadine come esempio storico dell’involuzione raggiunta da questo sistema!), un “nuovo” piano di rientro.

Abbiamo visto come sia probabile che tale atto sia stato addirittura trasmesso in ritardo agli organi di controllo (si fa per dire “controllo”) e quindi neanche ricevibile: ma questa è un’altra storia.

Di questo “nuovo” piano si è persa ogni traccia, abbiamo persino messo un timer nella nostra prima pagina, risultando incredibile che possano passare 220 giorni senza che si abbia notizia delle reali valutazioni da parte di ministero e Corte dei conti su una situazione finanziaria che risulta da troppo tempo insostenibile.

Ieri, il nuovo colpo di scena, la giunta Bianco ha deliberato una nuova proposta, un nuovo piano di ristrutturazione dell’enorme ed incontrollabile debito che sale sulla testa dei catanesi.

Dalle prime indiscrezioni pare che l’amministrazione Bianco intenda avvalersi della norma che consente di “spalmare” ulteriori debiti in 30 anni, consentendo così agli attuali amministratori di godere di fatto di una maggiore liquidità che sarà pero pagata salatamente dalle future generazioni: una gestione irresponsabile e pericolosa mentre l’unica cosa seria era dichiarare il dissesto quando dovuto e consentire a questa disgraziata città di ripartire. Ne saremmo già usciti!

Nel frattempo, mentre loro giocano con le loro ridicole cerimonie alle quali accorrono gli stessi che dovrebbero controllare e sanzionare, la città muore.

Aspettiamo che pubblichino questo ennesimo oltraggio alla comunità e vedremo se, ancora una volta, avremo ragione.