L’assistenza igenico-sanitaria, l’eliminazione delle ore di sostegno, la situazione disastrosa dell scuole, la riduzione dei finanziamenti e il precariato: ecco le criticità del mondo della scuola che non possono più essere taciute. Insegnanti, genitori di studenti disabili e vigili del fuoco di Catania avevano più di una motivazione per scendere in piazza oggi tutti insieme aderendo allo sciopero nazionale contro la “buona scuola” di Renzi

Grande affluenza al corteo di protesta contro la modifica della legge 107 che, partito da piazza Stesicoro fino alla sede della Prefettura, ha bloccato il traffico in quel tratto di via Etnea. Peccato però che alla manifestazione non fosse una presente una fetta importante del mondo della scuola, gli studenti. Questo perchè molti insegnanti hanno preferito svolgere le normali ore di lezione per non perdere i bonus previsti sulla base delle presenze.

Con la mobilitazione, proclamata da Usb, Cobas, Cub, Orsa, Anief e Ferd.Ata, si è voluto riaccendere l’attenzione sulla riforma del Governo Renzi del 2015, sentita come un attacco frontale ai diritti dei lavoratori e delle famiglie. 

Nell’aria era palpabile una certa preoccupazione soprattutto da parte dei genitori riguardo la messa in discussione di alcuni diritti fondamentali dei loro figli come l’assistenza igienico personale per i disabili e l’eliminazione delle ore di sostegno.

“Negli anni erano già diminuite le ore di sostegno – ha esordito la madre di uno studente e membro dell’Associazione “20 Novembre 1989” – Attualmente i nostri figlii possono stare a scuola soltanto 18 ore. Adesso, con questa nuova norma, il sostegno verrà sostituito da un team tecnico che non valuterà le potenzialità del bambino ma soltanto la patologia. Questo non è giusto! Le famiglie sono escluse da tutto quello che riguarda la scuola. Noi vogliamo che le cose ristino come sono o che vengano migliorate e non stravolgere completamente tutte le leggi. C’è pericolo che venga tolta anche l’assistenza igenico-personale del bambino disabile”. 

“La situazione degli istituti scolastici è quasi drammatica – ha aggiunto Nino De Cristoforo, esecutivo nazionale Cobas Scuola e insegnante di Storia e Filosofia al “Boggio Lera”è peggiorata la qualità dell’insegnamento, le strutture scolastiche continuano ad essere inadeguate e c’è una riduzione delle risorse finanziarie destinate alla scuola. Se verranno approvati questi decreti attuativi avremo dei drammatici passi indietro nel mondo della scuola. I nuovi professori non avranno gli stessi stipendi degli altri insegnanti, l’esame di stato diventa sempre più ridicolo!”

Anche i vigili del fuoco hanno voluto manifestare per riaccendere l’attenzione sulla loro situazione di precariato. A Catania qualche settimana fa si erano rivolti al Comune di Catania nel tentativo di sollecitare il sindaco Bianco a interfacciarci con il governo per il rilancio dei precari e per migliorare il soccorso etneo, ma senza ottenere nessuna risposta concreta.

Siamo totalmente al collasso, mancano più di 100 unità le sedi sono fatiscenti e i mezzi sono ormai obsoleti – ha denunciato Carmelo Barbagallo, sindacalista dei Vigili del Fuoco di Catania –  La formazione è diventata una chimera, oltretutto siamo a fianco della scuola perchè non ammettiamo i tagli del governo. Noi chiediamo il rilancio del soccorso e la stabilizzazione dei precari. Secondo gli standard europei dovremmo essere un vigile del fuoco ogni 1000 abitanti e allo stato attuale siamo uno ogni 15 mila. Al Comune di Catania era sto preso un impegno, ma allo stato attuale il sindaco non ha dato seguito alla nostra proposta di sollecitare il governo sia per il rilancio dei precari sia per il soccorso etneo che è al collasso totale!”.