La coraggiosa iniziativa intrapresa da Rossella Pezzino de Geronimo della Dusty di Catania per consentire la compensazione dei crediti certificati con i debiti fiscali derivanti dall’accesso alla cosiddetta “rottamazione delle cartelle” sta ottenendo il giusto risalto nazionale, smascherando l’intento criminale di un sistema che pretende di fare cassa distruggendo le aziende nazionali: una vergogna oltre che l’ennesima dimostrazione di una totale inadeguatezza nell’affrontare la crisi del paese che non si può salvare se si affossa il suo tessuto produttivo. Il senatore Lumia ha presentato una interrogazione parlamentare che sintetizza il paradosso di una vicenda grottesca in cui tutti scaricano su altri responsabilità che sono proprie: TUTTI INCAPACI!

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07808
Atto n. 4-07808

Pubblicato il 13 luglio 2017, nella seduta n. 858

LUMIA – Al Ministro dell’economia e delle finanze. –

Senatore Beppe Lumia

Premesso che:
cittadini e rappresentanti d’impresa hanno segnalato e portato all’attenzione alle diverse autorità e pubbliche amministrazioni (Ministero dell’economia e delle finanze, Agenzia delle entrate ed agente della riscossione) una situazione di rilevante importanza circa la necessità di compensare i crediti, inseriti e certificati nella piattaforma del Ministero dell’economia, con i debiti nascenti dalla presentazione di istanze di adesione alla definizione agevolata “rottamazione dei ruoli” come previsto dall’art. 6 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016;
in particolare, Confedercontribuenti ha più volte denunciato che le Imprese associate vantano ingenti crediti, inseriti e certificati nella piattaforma;
Confedercontribuenti, con atto d’interpello del 6 aprile 2017, ha rivolto agli enti citati la richiesta di chiarimenti circa l’iter procedurale;
il quesito è stato sottoposto al Ministero dell’economia, che ha suggerito di presentarlo all’Agenzia delle entrate, che a sua volta ha indirizzato all’agente di riscossione, che a sua volta è in attesa di chiarimenti dall’Agenzia delle entrate o dal Ministero, lasciando di fatto il quesito senza alcun riscontro;
il tema del ritardo nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni alle imprese fornitrici di beni e servizi, infatti, ha assunto un ruolo cruciale nel confronto aperto nel Paese sulle leve da utilizzare per dare una maggiore consistenza al riavvio della fase di crescita della nostra economia;
è notorio come i ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni determinino rilevanti effetti negativi sull’equilibrio finanziario delle imprese e sul grado di concorrenza nel mercato, effetti peraltro rafforzati in un momento di marcato rallentamento del ciclo economico quale quello attuale; situazione che rende difficile l’accesso al credito bancario da parte delle piccole e medie imprese, che peraltro risentono in maniera grave della mancanza di liquidità;
il silenzio e l’incertezza degli organi competenti desta ovvi interrogativi e gravi preoccupazioni,
si chiede di sapere:
se, vista la crescente preoccupazione delle aziende, che rappresentano il volano della nostra economia, il Ministro in indirizzo non ritenga di dover intervenire con iniziative tese a sopperire a lacune legislative di fatto con interventi regolamentari e normativi;
se, vista l’enormità dei crediti certificati e vantati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione, non intenda operare la compensazione e la sistemazione della posizione debitoria delle stesse, che molto spesso sarebbe causata proprio dall’inadempienza dello stesso Stato e così dare piena attuazione allo spirito della legge, dando l’opportunità di “rottamare i ruoli”.