In questi giorni Sudpress ha portato alla luce l’ennesima vergogna: dal 30 giugno non esistono più centri di raccolta per l’organico che finisce nelle discariche indifferenziate costando il 40% in più. Fatto ancora più allarmante è che con una delibera di aprile il Comune di Catania ha impegnato inizialmente 10 mila euro, aggiungendone poi altri 20 mila, per la prosecuzione del trattamento dell’umido che si sarebbe dovuto garantire fino al 3 agosto 2017. Come hanno potuto impegnare tali somme senza prevedere che gli impianti sarebbero diventati saturi? Risultato di questa mala gestione sono le strade invase di spazzatura che non vengono pulite e cittadini in auto gestione !

Alcune vie sono diventate un immancabile punto di riferimento, per i catanesi, dove abbandonare l’immondizia. La situazione è emergenziale e tutto cala sempre nel silenzio. I residenti via Enrico Pantano, ad esempio, non ne possono più: “Il centro storico è abbandonato a se stesso -esclamano- c’è caldo e la spazzatura dilaga, l’immagine di Catania è davvero pessima e noi viviamo nella spazzatura. Nessuno se ne accorge?”

Via Luigi Capuana, via Grotte Bianche, via Ferdinando Agnini, perpendicolare a via De Felice, solo per citarne alcune, sono le strade “incriminate” diventate da mesi punti fissi dove gettare la spazzatura. Ormai i catanesi si stanno autogestendo in questo modo. Gli operatori del comune non passano in maniera costante a raccogliere i sacchetti della differenziata, così sta iniziando a dilagare un vero e proprio fai da te nella gestione dell’immondizia, da parte dei cittadini.

Sono strade non troppo visibili, scelte probabilmente proprio per non dare nell’occhio. Ma ormai le montagne di rifiuti sono ben evidenti e sotto gli occhi di tutti raggiungendo dimensioni spropositate. Periodicamente vengono rimosse ma puntualmente tornano a suscitare sdegno.

Che siano rifiuti gettati a caso o un “deposito comune” per la differenziata di un determinato complesso di palazzi non è ben chiaro. Sulle buste non ci sono nemmeno le famose etichette con scritto <<rifiuto non conforme>> secondo quanto stabilito a marzo dal Comune di Catania:  tali indicazioni avrebbero dovuto spingere la gente a fare la differenziata correttamente e conferirla nei giorni giusti per evitare di essere multati.

Purtroppo sembra proprio che il concetto di “conferimento errato” riguardi buona parte del centro storico e non basta applicare delle etichette per spingere il trasgressore a riappropriarsi della busta di spazzatura incriminata e smaltirla poi correttamente. Forse in una città utopistica.

A marzo l’Amministrazione parlava di risalire ai trasgressori che si liberano illecitamente dei loro rifiuti e che conferiscono in giorni sbagliati. Ma di etichette non se ne vedono più e quindi immaginiamo che controlli non ce ne siano.

Alcuni residenti arrabbiati cercano di effettuare la raccolta differenziata con criterio ma a quanto pare pensano di vivere in una “nuova Napoli” e vedendo quello che si trova per le strade, si domandano a cosa serva davvero. Un cinismo che ammala la città di Catania, perché a prescindere da tutto ognuno dovrebbe fare il proprio dovere, ma le condizioni delle strade, soprattutto con questo caldo, sono una prova palese che qualcosa nel meccanismo non funziona. 

“La domenica mattina al viale Kennedy si vede la spazzatrice che pulisce le strade –esordisce una abitante di via Enrico Pantano- ma il centro della città è un’immondezzaio. Dovrebbero pulire da cima a fondo le strade dalla spazzatura e multare chi non rispetta le regole, mettere telecamere e maggiori controlli”.

“Quando chiamiamo il Comune per far rimuovere questa spazzatura –racconta una altro residente- ci dicono che arriveranno ma poi vengono quando vogliono loro e la spazzatura sta li per giorni. Come possono tornare i turisti in questo modo? E come possiamo vivere noi in una città sommersa di rifiuti? Dicono sempre le stesse cose e da parte dell’Amministrazione non c’è attenzione”.