Un incontro atteso da tutti, ed in particolare dai 105 lavoratori del bacino prefettizio rimasti disoccupati dopo lo scandalo sui rifiuti che ha colpito la città di Catania ed il Comune un paio di settimane fa. Dopo i blocchi e le manifestazioni a ridosso di Pasqua, era stato promesso un summit in Prefettura per capire cosa fare, ma colpevole l’assenza dell’azienda, nulla si è deciso di concreto, con i lavoratori che sono stati rassicurati, rimanendo però di fatto in bilico

L’azienda appaltatrice è stata commissariata, e ha deciso di eliminare le presunte eccedenze, scatenando l’ira dei dipendenti che sostenuti dalle principali organizzazioni sindacali hanno bloccato e presidiato l’autoparco, impedendo l’uscita dei mezzi della nettezza urbana per due giorni e due notti, con la città che pian piano è stata sommersa da cumuli di rifiuti durante il week end pasquale.

A seguito dell’intervento dell’amministrazione comunale e della Prefettura, la situazione è stata sbloccata, anche grazie alla promessa di un incontro per stabilire in tempi brevi il da farsi e decidere il destino di queste persone.

Il tanto atteso momento era oggi, in Prefettura, per scongiurare altre proteste ben più accese e durature, alla presenza dei sindacati e della Prefetta, i rappresentanti dei lavoratori hanno esposto le loro ragioni, ma di fatto nulla di davvero importante si è raggiunto, per la mancanza di rappresentanti dell’azienda commissariata, a quanto pare non presenti sul territorio.

Si attende dunque un nuovo incontro, questa volta con il famigerato commissario, per ora mai visto è sentito sulla vicenda, a parte per la scelta di assumere 21 dipendenti e tralasciare tutti gli altri.

Alfio Leonardi, rappresentante sindacale della CGIL, da giorni vicino ai lavoratori, e presente in Prefettura, racconta a Sudpress: “Purtroppo la situazione è problematica perchè ci sono meno persone che lavorano per un servizio reso alla città di qualità inferiore. Non si capisce da parte dell’azienda che questi dipendenti rappresentano in primis una risorsa, che può e deve essere utilizzata, perchè ne hanno diritto e ne ha diritto la città. Si dovranno rimodulare tutti gli orari di lavoro, anche in prospettiva dell’estate, ma non si potrà fare se non con la presenza di chi al momento comanda l’azienda, cioè il commissario, che non abbiamo ancora visto. Siamo fiduciosi perchè sembra che le istituzioni ci sostengano, Comune e Prefettura, ma fino a quando non saremo tutti seduti intorno ad un tavolo non si potrà stabilire niente di concreto per risolvere la situazione dei lavoratori del bacino prefettizio”.