Ne funzionavano solo due e dal 30 giugno sono chiuse! Quindi mentre i cittadini vengono multati ed i comuni minacciati di commissariamento, i rifiuti organici finiscono nelle discariche indifferenziate per di più costando il 40% in più. Dal 17 luglio ne funzionerà una provvisoria che peraltro potrà ricevere una quantità del tutto insufficiente: Proprio questa mattina riunione a Palazzo Chierici per annunciare una “soluzione” già inadeguata in partenza! Uno scandalo senza fine! Possibile che si sia sempre in emergenza? E torna in mente la definizione della commissione parlamentare d’inchiesta: “Un sistema organizzato per delinquere!”

É incredibile quanto accade in Sicilia.

Il sistema della gestione dei rifiuti, in tutta la sua filiera, muove miliardi di miliardi, le inefficienze e gli sprechi sottraggono ai cittadini risorse enormi oltre che comprometterne spesso la salute pubblica.

L’ultimo scandalo si verifica in provincia di Catania e dimostra l’intollerabile incapacità di gestione da parte di tutte le autorità coinvolte, nessuna esclusa, le quali sono rappresentate da persone fisiche con tanto di nome, cognome, stipendi ed indennità e non si capisce proprio come sia possibile che non vengano mai sanzionate.

É accaduto, ma nessuno ne parla, che dal 30 giugno in provincia di Catania non esistono centri di raccolta per i rifiuti organici!

Ne funzionavano due, uno per i 15 comuni del calatino, la piattaforma gestita da Kalat nella campagne di Grammichele, e quello in zona Ramacca della Ofelia per i 18 comuni del catanese.

Il 30 giugno Ofelia ha dichiarato la saturazione ed ha chiuso mentre l’indomani, il primo luglio, l’impianto della Kalat è andato letteralmente a fuoco: chiuso anche questo!

Da quel giorno la parte umida dei rifiuti non si sa che fine abbia fatto, tra le ipotesi che i vari sindaci la stiano conservando nelle proprie case oppure la stiano conferendo nelle discariche indifferenziate, con enorme aumento dei costi.

Basta pensare infatti che il costo per il conferimento dell’umido nelle apposite piattaforme si ferma ad 85 euro per quintale, mentre scaricato nelle discariche indifferenziate arriva addirittura a circa 135: un affare!

Ovviamente nessuno si era accorto che Ofelia si stava saturando e che anche Kalat non stava certamente bene.

Proprio in questi minuti, mentre scriviamo, la governance della SRR, la società pubblica di gestione dei rifiuti presieduta dal ragioniere Generale del Comune di Catania Massimo Rosso, ha riunito a Palazzo dei Chierici i sindaci del comprensorio per informarli della soluzione trovata, ovviamente del tutto inadeguata.

Infatti è stato siglato un contratto con una società privata, la RACO di Belpasso, che dal giorno 17 luglio accoglierà una parte del tutto insufficiente dei rifiuti organici prodotti nei comuni interessati.

Questa piattaforma potrà infatti accogliere non più di 20 mila chili al giorno di organico, mentre quello che viene raccolto supera i 120 mila: non è complicato fare quattro calcoli e comprendere quanto costerà ai cittadini questa intollerabile incapacità di programmare i servizi pubblici più essenziali.

Ed il resto dei rifiuti organici che i cittadini si impegnano a separare dagli altri come imposto dalle norme che fine faranno?

In discarica a 135 euro/quintale?

Bravi, bravissimi!

Ed è sempre più imbarazzante continuare a far finta di credere che tutte queste emergenze, dalla gestione dei rifiuti ai migranti, dagli appalti scaduti alle proroghe, dai canili ai trasporti, sia solo dabbenaggine di una classe politica/burocratica di livello ormai indefinibile: “É un sistema organizzato per creare occasioni di criminalità”, declinava con disarmante efficacia una commissione parlamentare d’inchiesta.

E sono passati anni!