E certo che al comune di Catania i soldi non bastano mai, se accadono impunemente cose assurde c’è poco da massacrare i cittadini con tasse e ingiunzioni di pagamento e facendo fallire i fornitori creditori perché i signori della casta si incaricano e stapagano tra di loro. Il caso di Investiacatania, affidata da Enzo Bianco a Francesco Marano, per tutto il suo mandato, insieme ad Orazio Fazio (arrestato) e Massimo Rosso (interdetto), di sicuro il suo più stretto collaboratore: Esperto del sindaco, presidente del comitato per i festeggiamenti di Sant’Agata e, appunto, Commissario Liquidatore dal 2013 della partecipata Investiacatania…appunto

E non c’è che dire, il quadro dell’amministrazione precedente, quella guidata da Enzo Bianco, che della città è stato sindaco per ben 15 anni, è interessante soprattutto a valutare gli esiti del lavoro del suo staff più stretto.

Sorvolando sulla questione rifiuti che con l’operazione “Garbage Affaire” ha portato agli arresti il suo fedelissimo direttore del contratto d’appalto Orazio Fazio, candidato nelle sue liste sin dal 1988, rileva ancor di più il “nucleo di controllo” delle Finanze comunali che, come ha sentenziato la Corte dei Conti, rappresentano un labirinto inestricabile: si comincia a capire perché.

Al vertice della sua gestione aveva posto come assessore al Bilancio e Società Partecipate Giuseppe Girlando, attualmente sotto processo per concussione, e l’altro suo fedelissimo, Massimo Rosso, prima come Capo di Gabinetto e poi quale Ragioniere Generale del Comune oltre che presidente della SRR, finito interdetto proprio nella brillante operazione condotta dalla DIA di Catania guidata da Renato Panvino.

A completare il quadro l’onnipresente Francesco Marano, vice segretario regionale del Partito Democratico, suo vero braccio destro, collocato in posizione strategica e che ancora oggi, inspiegabilmente, risulta occupare due posizioni molto rilevanti, una emblematica l’altra a quanto pare anche pericolosa.

La prima, quella “emblematica” è niente meno di Presidente del Comitato Festeggiamenti di Sant’Agata, un organo che gestisce le centinaia di migliaia di euro destinati alla terza festa mondiale della cristianità, con tutto quello che comporta in termini di rapporti e relazioni: il presidente, per ovvie ragioni, dovrebbe rappresentare l’amministrazione in carica ed invece è addirittura il vice segretario del partito che le elezioni le ha sonoramente perse.

Anche il fatto che Bianco avesse nominato non solo un suo fedelissimo ma addirittura un dirigente politico aveva già suscitato pesanti polemiche sulla sua legittimità in quanto in evidente contrasto con lo statuto dello stesso comitato: ma intanto il signor Marano è ancora lì.

Ma questa è un’altra storia, adesso ci occupiamo di Investiacatania, società partecipata dal comune di Catania.

Investiacatania è una società partecipata dal Comune di Catania che ne detiene in pratica il totale controllo.

Il comune ne ha infatti il 60,60% delle quote sociali mentre il restante 39,40 è stato appioppato alle altre partecipate in quote eguali AMT, Sostare, Mulltiservizi, Asec e Asec Trade, tutte società di cui il comune di Catania ha il controllo totale essendone socio unico.

Investiacatania avrebbe dovuto occuparsi, siamo ai tempi delle amministrazioni Scapagnini, di stimolare, appunto, gli investimenti nella nostra città, fungendo praticamente da incubatore e facilitatore d’impresa, canalizzando anche importanti finanziamenti. Nel corso della sua breve ma intensa esistenza qualche guaio lo ha combinato portando alla condanna per malversazione dei suoi vertici, ma sorvoliamo anche qui.

Nel 2011, amministrazione Stancanelli, a seguito della riforma nazionale delle società partecipate, Investiacatania viene messa in liquidazione e da quel momento avrebbe dovuto limitarsi ad incassare gli ultimi crediti, completare le operazioni ancora in itinere, pagare i creditori e amen.

A quanto pare 7 anni non sono bastati!

Insediato Bianco, cambiano tutti gli amministratori delle varie società partecipate, compresi ovviamente i liquidatori.

Alcune liquidazioni sono state particolarmente turbolente, come quella della vecchia AMT old company di cui ancora si cercano la bellezza di 42 milioni di euro: anche questa un’altra storia, l’abbiamo raccontata anche se non abbiamo capito la fine, pare ci sia un’archiviazione.

Nel 2013, appena insediato, Bianco nomina suo Esperto, in pratica come detto, suo braccio destro e operativo, Francesco Marano.

Un ruolo che evidentemente non basta per utilizzarne al meglio le sue doti curriculari, tanto da affidargli la liquidazione di questa partecipata, appunto, Investiacatania.

Come si sa il comune di Catania è in piena procedura di dissesto e la Corte dei Conti mantiene uno stretto controllo.

Tra gli atti all’esame quelli delle partecipate e tra queste ci hanno incuriosito alcuni dati proprio di Investiacatania.

Quando viene posta in liquidazione, nel 2011, la società appare abbastanza in regola.

L’anno successivo, nel 2012, a fronte di un capitale di 152 mila euro, presenta un risultato di gestione positivo che porta il patrimonio netto a 158 mila euro.

I guai cominciano, guarda caso, nel 2013, quando una perdita secca di 67 mila euro comincia ad erodere il patrimonio che scende a 91 mila euro.

E da li in poi precipita, con costanti perdite a fronte di zero ricavi (essendo appunto in liquidazione): nel 2014 arriva ad appena 20 mila euro e poi comincia la perdita secca di patrimonio che diventa indebitamento vero e proprio.

Siamo a meno 367 mila euro nel 2015, meno 506 mila nel 2016 e, cifra monstre, meno 703 mila euro nel 2017.

Chiaro?

Un buco mostruoso tutto maturato nell’iter di liquidazione!

Al comune di Catania c’è una società partecipata il cui liquidatore è l’Esperto dell’ex sindaco Bianco (ma, per inciso, erano compatibili questi due incarichi?) Francesco Marano che, nell’arco di 4 anni è riuscita a produrre un buco di oltre 700 mila euro!

Parliamo di una società che non fa nulla e che ha in pancia oltre al Liquidatore, ben tre Revisori dei Conti, Fabio Franco Saccuzzo, Antonino Salvatore Valerio Labba e Barbara Alessandra Conti. Tre Revisori dei Conti.

Come non bastassero i quattro, Investiacatania in liquidazione ha anche un Revisore Legale, il dr. Agatino Lipara, probabilmente ominimo dell’ex tesoriere del Partito Democratico e altrettanto omonimo del dipendente della Ragioneria Generale, che ha avuto a capo il dr. Rosso di cui sopra e che avrebbe dovuto controllare l’operato della partecipata: per questo pensiamo sia un omonimo, non crediamo possibile possa essere la stessa persona.

E come se non bastassero i cinque, c’è anche uno studio di consulenza, lo Studio Garozzo con il dr. Alberto Leone.

Non vorremmo che proprio per remunerare il grande lavoro di tutti questi soggetti si sia arrivati a questa perdita, non possiamo, non vogliamo crederci.

Quindi, in conclusione e con l’impegno a tornare sulla vicenda, il comune di Catania, da anni in predissesto, ha in pancia una società messa in liquidazione nel 2011 e che nel 2017 è arrivata a perdere oltre 700 mila euro!

Cercheremo di raccontare come sia accaduto e per quali motivi si sia arrivati a questa perdita, intanto si comincia a capire come si sia arrivati al dissesto.